• Il Talent Scout - n°2 - Serbia


    LolloViola
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    Quante volte avete sognato di essere voi i primi a dare fiducia ad un giovanissimo semisconosciuto proveniente dall'altra parte del globo? Quanto avete sognato, giocando a FM, che quel gioiellino grezzo con la valigia di cartone potesse diventare il nuovo Leo Messi portando voi e il vostro club sul tetto del mondo?

    «Buona tecnica, ma è gracilino!» dicevano quelli inseriti, «Di testa è un portento, ma il calcio è un'altra cosa» sentenziavano vecchie glorie nostalgiche e anche un po' gelose e voi, contro tutto e tutti, avete accolto a braccia aperte quel ragazzino, l'avete strigliato, l'avete spinto più di una volta ad andare oltre i propri limiti, ne avete fatto un uomo. Un giocatore. Un fuoriclasse. Un campione.

    Beh è proprio questo, secondo alcuni, lo spirito di Football Manager, è proprio questa continua scommessa contro il mondo intero, questo voler portare avanti le proprie idee come un vessillo che si staglia solitario nel cielo stellato del firmamento calcistico.

    Noi di FM.it abbiamo voluto per questo assecondare le vostre visioni, andando ad approfondire storie e potenzialità di alcuni dei migliori talenti ancora inesplosi di questa edizione di FM. Siamo con voi, come sempre, in prima linea, pronti a lottare spalla a spalla per far sì che quel sogno di grandezza possa essere il vostro. Di mese in mese, analizzeremo dei giocatori provenienti dalla stessa nazione, senza dogmi, senza vincoli, solo e semplicemente quei calciatori che potrebbero cambiare per sempre la vostra avventura manageriale.

    Serbia

    Nel secondo numero stagionale, andiamo a spulciare i talenti di uno dei paesi eredi di ciò che una volta era il Brasile d'Europa, nel paese che è di fatto il cuore dell'ex Jugoslavia. Andiamo sui Balcani, a conoscere -o conoscere meglio- i campioncini che a giugno si sono imposti nel Mondiale Under20, a vedere su chi puntare della nuova generazione serba.

    Vukasin Jovanovic

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    Nella florida produzione giovanile serba, quello dei difensori non è propriamente un ruolo di spicco: fa, o potrebbe fare, eccezione il centralone di Belgrado: cresciuto nel vivaio della Stella Rossa, due stagioni fa si è trovato, un po’ per caso, un po’ per emergenza, aggregato ancora giovanissimo al gruppo della prima squadra, in cui poi ha trovato collocazione stabile l’anno successivo, appena maggiorenne. Una mezza stagione (la seconda parte) da titolare e prove da leader del reparto, fino a diventare quest’anno [2015/16] praticamente inamovibile nella retroguardia belgradese, Vukasin a soli 19 anni è sostanzialmente già un punto fermo della sua squadra e della Nazionale Under21. Non è ancora uno dei più in vista della sua generazione, ma il grande calcio ha già iniziato ad alzare le antenne: s’era parlato di un’idea per la Juve, ma il pressing più deciso sembra quello del Bordeaux, per cui non è escluso che Jovanovic possa completare il suo percorso di crescita in Francia. Tecnicamente invece, il paragone e parallelismo più facile è dato da Nemanja Vidic, stesso vivaio di provenienza e statura quasi uguale, anche se Vukasin ad oggi è “gracile” e rispetto all’ex United meno prestante fisicamente.

    -Acquisto e utilizzo-

    [Skills]

    [Posizioni]

    Strapparlo alla Stella Rossa è, senza giri di parole, una passeggiata: intorno ai 700 mila euro potete discutere il contratto col giocatore, che ha richieste di base piuttosto basse, firma intorno ai 200 mila annui. Per cui è abbastanza accessibile per molte squadre anche senza mezzi altissimi. Come tutti i serbi è extracomunitario, e nel caso lo si voglia portare in Inghilterra il primo anno potrebbe faticare a prendere il permesso di lavoro.

    Poco da dire come collocazione, Jovanovic è un classico centrale che già da subito può far bene, chiaramente non può fare il titolare nel Real Madrid, però le qualità per stare in rose medie e magari medio-alte probabilmente le ha. Fondamentalmente, è già abbastanza “fatto” come giocatore e devo solo crescere sotto ogni aspetto, nei fondamentali di base è buono, mentalmente è molto più pronto di tanti coetanei e fisicamente, pur non essendo (ancora) un Vidic può farsi rispettare.

    In prospettiva, si può lavorare proprio su questo: potenziarlo in maniera “standard”, crescerlo sul piano mentale, migliorarlo nei fondamentali da difensore per fargli fare il salto di qualità, e magari si potrebbe pensare di farlo lavorare sulla rapidità, facendo leva sulla struttura longilinea del ragazzo e, perché no, sulla tecnica, forse l’unica carenza (pur minima) che lo frena dall’essere un difensore potenzialmente completo. Un’idea alternativa ma non troppo è avanzarlo in mediana, e in questo senso il lavoro tecnico può essere utile, per quanto Vukasin sembri più a suo agio nella linea arretrata.

    Marko Grujic

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    Negli ultimi mesi se n’è parlato molto ed è stato al centro di diversi rumors di mercato, alla fine “Gruja” si è accasato ad Anfield, lasciando quella Stella Rossa che, di fatto, è casa sua da quando è piccolissimo. Come Jovanovic fa tutta la trafila giovanile nella sua squadra, e lui spicca in tutte le “sezioni” della Stella Rossa, in cui è capitano della sua generazione nonché leader tecnico (“Quando siete in difficoltà e non sapete cosa fare, passatela a Gruja e non vi preoccupate”, diceva uno dei suoi allenatori giovanili), fino a toccare il gruppo dei “grandi” ancora 16enne ed affermarcisi nella prima parte di questa stagione, dopo un mondiale Under20 vissuto quasi da comprimario (alle spalle del laziale Milinkovic-Savic) in cui comunque Grujic ha lasciato intravedere le sue doti. Prevalentemente mediano o mezz’ala, Grujic quando sembrava vicino all’approdo in Italia aveva espresso grande apprezzamento per Pogba, ed in effetti –logicamente parlando in prospettiva- si possono riscontrare delle analogie tra i due, a livello di caratteristiche tecniche ma in primis per quanto riguarda la fisicità, una fisicità che in Serbia, invece, lo ha fatto associare a Nemanja Matic, per quanto Marko abbia ad oggi un po’ meno propensione difensiva.

    -Acquisto e utilizzo-

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    Prezzo un po’ più alto che per Jovanovic in questo caso, tra l’1,5 e i 2 milioni di cartellino, ma comunque un acquisto alla portata per molti, così come l’ingaggio intorno ai 250 mila annui, l’unico problema è che anche lui nel caso inglese potrebbe avere problemi col permesso di lavoro. Questo per quanto riguarda il gioco “base” ovviamente, dopo la patch di gennaio in cui sarà sotto contratto col Liverpool –ma in prestito alla Stella Rossa- probabilmente le cifre saranno diverse.

    Sulla collocazione tattica, Grujic è uno di quei centrocampisti versatilissimi che si prestano a fare più o meno qualunque cosa: primo punto a favore è che può indifferentemente giocare mediano o centrocampista centrale, forse i compiti che lo possono valorizzare di più son quelli da centrocampista totale –per quanto sia un po’ carente quanto a rapidità- per quanto dovrebbe trovarsi molto a suo agio anche come regista arretrato –nel caso, anche a difendere- visto che alla tecnica e ai tempi da costruttore di gioco abbina ottime doti in copertura. Fondamentalmente poi può anche interpretare le 3 fasi da centrocampista centrale puro, meglio sicuramente a sostegno, ma alla fine è così completo che, nel caso, si potrebbe anche adattare a fare l’incontrista, pur con meno disinvoltura rispetto a ruoli più tecnici.

    Il potenziale, di conseguenza, è enorme: lo sviluppo più naturale da regista che sa anche difendere, o centrocampista totale, o centrocampista a sostegno, assicura già di per sé un ottimo giocatore, come detto un centrocampista moderno e molto completo. Le uniche cose su cui, forse, si può provare a calcare la mano possono riguardare il fisico –velocità e forza su tutto- per renderlo effettivamente un carro armato e, sul piano tecnico, a voler far gli schizzinosi, migliorarlo in zona gol dove, di base, Grujic ha l’unico suo piccolo limite.

    Andrija Zivkovic

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    Il Messi serbo. E’ vero, spesso (sempre?) si esagera nel paragonare giovani promesse di varie parti del mondo al 10 blaugrana, ma il paragone da l’idea della considerazione di cui gode l’ala del Partizan, in Serbia indubbiamente uno dei più forti, nonchè affermati, della sua generazione. Classe 96’, Zivkovic ha già raccolto un paio di record (più giovane di sempre in nazionale, più giovane ad indossare la fascia da capitano del Partizan) ed accumulato una più che discreta esperienza, essendo questa la terza stagione praticamente da titolare (a 18 anni) nel Partizan. Stella nel club, leader nella Nazionale Under20 campione del mondo, in cui è sostanzialmente sempre in campo e decisivo, e in cui riceve pure il premio per il gol più bello del torneo, Zivkovic da quest’anno ha anche aumentato considerevolmente il rendimento in termini di gol, dando prova di ulteriore crescita e maturazione. Sul campo, ad ogni modo, Zivkovic è un’ala destra di piede mancino –per quanto possa spostarsi egregiamente anche a sinistra- abbastanza versatile, che sopperisce –da buon Messi locale- al fisico minuto con l’agilità e una tecnica invidiabile, avendo proprio nel dribbling sullo stretto la sua dote migliore. Le qualità che ha fatto vedere e i numeri che lo accompagnano, insomma son di quelli importanti, e in concomitanza con la scadenza del contratto [giugno 2016] le voci su un suo addio si sono intensificate, allontanandolo con molta probabilità dalla patria.

    -Acquisto e utilizzo-

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    Il contratto in scadenza nel 2016 è una manna per gli acquirenti, meno per il Partizan obbligato a venire incontro alle richieste, però il livello del giocatore (e proprio il fatto che vada in scadenza) rischiano di scatenare un’asta tra le big europee. Con pochissimi milioni lo si porta a casa, con una piccola “sovrattassa” dovuta alla percentuale di cartellino in mano al procuratore, ma niente di trascendentale. Sul contratto le richieste possono anche essere basse, però contando quante squadre sono in agguato non conviene tirar troppo la corda.

    Come impiego, esattamente come nella realtà Zivkovic rende meglio a destra per quanto possa scivolare egregiamente anche sul versante opposto, il meglio probabilmente dovrebbe darlo da attaccante esterno –sfruttando anche il piede invertito- e logicamente sulla linea dei trequartisti, per quanto possa fare benissimo anche da ala pura e possa anche sacrificarsi un po’ di più abbassandosi in linea coi centrocampisti.

    In prospettiva, se già il presente è roseo, parliamo di un potenziale immenso: detto che ha già tutto per imporsi nell’immediato, mentalmente ha skills straordinarie che ne lasciano presupporre una crescita generale costante e micidiale, forse può crescere esponenzialmente lavorando sul fisico, forza a parte, proprio nella rapidità e diventare veramente imprendibile in fascia. Sul piano tecnico ha già numeri impressionanti che possono solo migliorare, un’idea interessante potrebbe essere quella di insegnargli anche altri ruoli in cui è un po’ acerbo [trequartista e punta], dove uno con la sua tecnica e le sue movenze potrebbe diventare un’arma utile, regista avanzato, centrocampista offensivo o falso nove ad esempio.

    Ivan Saponjic

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    L’ultimo della “nidiata” che trattiamo è anche il più giovane [classe ’97 rispetto ai tre precedenti ‘96] ma anche uno dei pochi ha già fatto il “salto” e lasciato il campionato di casa: l’ormai ex Partizan ha infatti recentemente perfezionato il trasferimento al Benfica, seguendo il percorso di Lazar Markovic e –più o meno- quello di Matic, e proprio quest’ultimo ha “benedetto” l’operazione, garantendo sul valore del centravanti. Anche Ivan bimbo prodigio, inizia 16enne a calcare i campi della prima squadra, vedendo via via aumentare il minutaggio nel corso dell’ultima stagione e mezza; al Partizan, (pur non essendosi ancora propriamente imposto) certamente aveva mostrato sprazzi di talento (7 gol in bianconero in due mezze stagioni), ma si è messo in luce soprattutto nel Mondiale Under20, dove davvero Saponjic si rende fondamentale con due gol segnati nel recupero (ottavi e semifinale), decisivi nella corsa al titolo. Detta la sua importanza nella Nazionale giovanile, tecnicamente Saponjic è un centravanti vecchio stampo abbastanza tradizionale, fisico imponente nonostante l’età, capacità di dominare il gioco aereo e killer instinct: a tratti, ha ricordato un altro giovanissimo prodotto del Partizan già più affermato, Aleksandar Mitrovic, e chissà che come quest’ultimo l’esperienza estera, in Portogallo, possa aiutarlo ulteriormente a sbocciare.

    -Acquisto e utilizzo-

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    Mezzo milione e lascia la casa madre, 100 mila euro annui e firma con un’altra squadra, anche se vale pure in questo caso la precisazione fatta per Grujic, ovvero: prezzi che si riferiscono al gioco pre-patch di gennaio, quando sarà al Benfica difficilmente verrà via per così poco [probabilmente alla prima finestra non si muoverà proprio anzi]. E vale anche la precisazione fatta per Jovanovic e Grujic sul permesso di lavoro, potrebbe avere problemi ad ottenerlo.

    In campo, come anticipato, Saponjic è una punta di peso tipica, un classico ariete. Il fulcro del gioco è probabilmente il ruolo che gli si cuce addosso alla perfezione, può rendere bene anche da punta rapace, mentre negli altri ruoli forse appare –nell’immediato- un po’ forzato, visto che la tecnica, i movimenti palla al piede e la rapidità non sono delle migliori, però comunque potrebbe adattarcisi, da centravanti in primis. Da non sottovalutare assolutamente l’ipotesi di impostarlo attaccante che pressa, sfruttandone al meglio le elevatissime doti mentali.

    Come crescita, ci si può indubbiamente lavorare visto che la base è abbastanza malleabile. Lui può crescere molto bene da fulcro, farlo lavorare sulla forza in questo caso gli sarebbe sicuramente utile, così come potenziarlo per quanto riguarda la velocità per renderlo più letale in campo aperto ed allenarlo nella tecnica (e ovviamente anche nei passaggi e nella visione di gioco) per aprire più opzioni e spiragli nella scelta del ruolo, o comunque quantomeno per renderlo più imprevedibile.

    Pacman per fm.it


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