Sloth

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Squadra del cuore

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  1. Finalmente si ritorna al calcio giocato. Ma dopo le prime amichevoli l’impazienza di tornare sul campo si è tramutata in ansia. La squadra ha faticato a trovare un equilibrio e nonostante la gran mole di gioco costruito non siamo stati capaci di finalizzare le numerose occasioni create. Per questo alla vigila del girone di Coppa di Svezia sono un po’ preoccupato: è vero che non è un obiettivo prioritario e che sostanzialmente gli impegni potrebbero essere utilizzati come un pre-campionato con qualche motivazione in più, ma i proventi economici della Coppa possono essere importanti; senza trascurare l’impatto negativo che un eventuale insuccesso potrebbe avere sul morale di squadra. Ma siccome la testa ancora non ce la siamo rotta, inutile star a preparare la fasciatura. Così arriviamo a sabato 22 febbraio per affrontare il Falkenbergs FF sul proprio campo, accompagnati dal pronostico contro e spazzati da un vento che fa muovere le porte in campo! Il Falkenbergs FF scende in campo con il suo 4-4-2. La scorsa stagione li abbiamo battuti due volte, ma oggi è un’altra storia, ancora tutta da scrivere: conto le assenze per infortunio e decido per il 3-4-1-2. Alla prima azione Lidberg viene atterrato al limite dell’area e dalla punizione conseguente al 2° minuto Erlingmark piazza una bomba nel sette. Noi dominiamo nel possesso, anche se sbagliamo qualche passaggio di troppo, siamo deboli nei contrasti, ma il gioco aereo è nostro. Nonostante ciò la partita è brutta e non regala emozioni. Per di più dall’inizio del secondo tempo comincia a nevicare e la partita è praticamente finita. I tre punti sono nostri e il morale di squadra ne trae giovamento. I prossimi due incontri sono contro squadre di serie inferiori, ma il pronostico è solo parzialmente dalla nostra parte. Sabato 2 marzo ospitiamo l’Örebro SK e la stampa ci da sconfitti. L’Örebro SK propone un 4-4-1-1 con esterni offensivi e terzini in copertura. Noi siamo ancora in emergenza infortuni, ma decido di osare il 4-1-3-2 con turn over. Si ripete il copione della partita precedente, ma questa volta siamo più incisivi in attacco, anche se non centriamo la porta. Nella ripresa lo scambio di posizione tra i due attaccanti permette a Lidberg di sfondare centralmente la difesa per servire Pärsson, che indisturbato appoggia di piatto nella porta vuota al 65esimo. L’Örebro SK reagisce attaccando con il 4-2-4, io faccio arretrare Erlingmark al centro della difesa e passiamo al 3-4-1-2. Nonostante la pressione siamo noi a mancare il raddoppio con Pivkovski e così ci prendiamo con merito i tre punti che ci regalano il passaggio del turno. Domenica 10 marzo andiamo a trovare l’Oskarshamns AIK. La partita potrebbe essere una formalità, ma la previsione del pareggio con una squadra a noi inferiore mi indispettisce: non sarà un semplice allenamento! L’OAIK mette in campo un 4-1-2-3. Ho qualche dubbio: non so se gli esterni giocheranno da ali o da attaccanti esterni, forse Eliassi convergerà verso il centro, con gli inserimenti di Andersson al centro. Decido per il 4-1-3-2, non voglio concedere gioco. Ho visto giusto, gli avversari giocano con un ala a destra, un attaccante esterno a sinistra e un centrocampista che si inserisce. E provano in tutti i modi a controllare il possesso. Su calcio d’angolo rischiamo di soccombere nei primi minuti, ma Lazzari fa buona guardia. Poi cresciamo a centrocampo e fioccano le azioni da gol. Poco dopo la mezz’ora Pärsson viene atterrato in area e Nicolajsen dal dischetto non sbaglia. L’OAIK non muta atteggiamento in campo e questo ci favorisce. Almeno fino al 62esimo quando un erroraccio di Markovic regala palla agli avversari per la conclusione facile a due passi dalla linea di porta. Il pareggio rende più offensivo l’atteggiamento degli avversari che provano a metterci in affanno, ma devono ringraziare il portiere se non subiscono altri gol. Al 76esimo Pivkoski tira da 25 metri nell’angolino basso e ci porta meritatamente in vantaggio. Gli ultimi minuti tiriamo un po’ il fiato e controlliamo agevolmente il risultato. Nei quarti incontreremo il Varbergs BoIS e per effetto di uno strano regolamento otteniamo lo spostamento della partita in casa dietro versamento di un compenso. Calendario Siamo partiti maluccio, ci siamo ripresi in tempo per superare la fase a gironi della Coppa di Svezia. Ora non ci resta che attendere l’esordio in campionato per misurare le nostre reali forze e possibilità. Nota di colore: considerando il meteo si potrebbe cambiare il titolo di questa avventura in Blowin'in the wind...
  2. Potrebbe essere un handicap Era svincolato e aveva almeno 5 squadre alle calcagna. Speriamo cresca bene
  3. Presentazione della rosa. PORTIERI Kaddoura è sulla carta il primo portiere, ma in effetti sarà la riserva. Se cambiassi lo status di Lazzari da Giovane promessa a Prima Squadra sono certo che mi chiederà un consistente aumento di stipendio, perciò lasciamo le cose come stanno. Jakobsson è un giovanotto di (poche) belle speranze che fa numero, il vero portiere del futuro (mi auguro) è in prestito. DIFENSORI Andersson e Nilsson sono una spanna sopra gli altri, seguiti a poca distanza da Zalo. Sykaj, Ohlsson e Kabongo hanno bisogno di crescere (e potenzialmente possono farlo) e per questo avranno tutto lo spazio che servirà loro, compatibilmente con le esigenze del campionato. Sono evidenti gli strascichi dei recenti infortuni. ESTERNI Tra gli esterni non ci sono gerarchie definite, avrò necessariamente bisogno di effettuare frequenti turnazioni per non spremerli troppo. Quello che li accomuna è che tutti stanno imparando il ruolo, quello con più familiarità nella posizione è Dalqvist, ma (almeno secondo le mie valutazioni) è quello con meno qualità rispetto agli altri. Alm, destinato in origine ad essere ceduto, può essere considerato un nuovo acquisto. CENTROCAMPISTI Reparto numeroso (prevedo molto turn-over, anche forzato dagli infortuni) contraddistinto da molta versatilità, molti possono giocare sia da mediani sia a centrocampo, o anche in attacco: in particolare Erlingmark può essere spostato senza problemi sulla linea difensiva, Marini può essere il terzo fluidificante di sinistra, mentre l’incognita Pivkovski (impiegato come CC) può essere il terzo fluidificante di destra. Pettersson viene giudicato un potenziale campioncino, sto cercando di mandarlo in prestito, ma voglio assicurarmi che vada a giocare in una squadra con strutture di allenamento almeno adeguate. ATTACCANTI La coppia Lidber- Parsson sarà pressoché inamovibile. Ma confido di riuscire a trovare spazi anche per lo spilungone Kristoffersen e per la (mia) scommessa Nicolajsen, che sta studiando da punta ma che avrà sicuramente spazio anche a centrocampo. La qualità generale rispetto alle competitrici di Premier Divison non è eccelsa, anzi. Siamo ben messi fisicamente, ma mentalmente e tecnicamente abbiamo lacune da colmare e il gap con le migliori è evidente. Discreti i portieri, così-così la difesa (con differenze tra titolari e riserve molto nette), malino il centrocampo, buono l’attacco, anche se in finalizzazione siamo carenti. Insomma, dobbiamo lottare per la salvezza e non sarà per niente facile. Ma questo lo sapevamo già…
  4. Prima della descrizione della rosa, presenterò le tattiche messe a punto per affrontare la stagione 2019. Lo studio dei nuovi moduli è stato predisposto fin dal primo giorno dopo la conclusione del campionato passato, con la fornitura di tutti gli strumenti didattici possibili e immaginabili messi a disposizione dei giocatori per apprendere quanto possibile i sistemi di gioco anche durante le vacanze. Il prossimo passo sarà l’acquisto di una frusta e di un pungolo elettrico per stimolare meglio l’impegno in allenamento. L’osservazione delle squadre di Premier Division ci dice che ci troveremo ad affrontare, di base, un 3-5-2, un 4-3-3 puro, sei 4-2-3-1 e sette 4-4-2. Tutte sono squadre più quotate di noi, perciò l’imperativo per raggiungere la quota salvezza di 33-35 punti sarà impedire agli avversari di prendere le redini del gioco e sopperire con il collettivo alle nostre mancanze tecnico-mentali. Voglio che la squadra si disponga fluidamente in campo, ma con disciplina e senza cercare troppo l’iniziativa personale, cercando di fare le cose più semplici possibili e provando a essere, per quanto possibile, in sovranumero nelle diverse parti del campo e a seconda delle situazioni di gioco. Si partirà con mentalità Standard, non voglio assumere a priori un atteggiamento rinunciatario, ci difenderemo con lo schieramento, non con la mentalità. Di seguito le mie proposte. 3-4-2-1 Modulo di impostazione difensivista, con ben 9 giocatori dietro la linea della palla in difesa, ma che non rinuncia ad attaccare, contando sull’azione di torre/recuperatore di palloni della punta, sulla spinta sulle fasce dei fluidificanti e della propensione offensiva dei due centrocampisti. In transizione diventa un 3-2-4-1, mentre in attacco assume la disposizione di un 3-4-3 con gli avanti molto vicini. In difesa i due centrocampisti centrali potranno essere messi in marcatura a uomo sui terzini qual’ora questi si rendano troppo pericolosi. 3-4-1-2 La copertura della difesa resta sempre una priorità, ma le due punte garantiscono maggior peso offensivo. Si perde qualcosa nella copertura delle fasce (il CC è uno solo), ma non si può essere forti ovunque, altrimenti si corre il rischio di essere deboli ovunque. In transizione mantiene lo schema, mentre in attacco diventa un 3-4-3 con il CC a ridosso delle punte. 4-1-3-2 TF Schieramento apparentemente più spregiudicato, ma che comunque porta a difendersi in otto. Io l’ho ribattezzato “Esagono” per la disposizione quasi esagonale che i giocatori assumono in campo, con il rombo a centro campo che mira (mi auguro) a togliere spazi per le giocate avversarie. Se si osserva con attenzione non è molto dissimile dal 3-4-1-2, la differenza è il centrale di difesa che si porta più avanti, nelle intenzioni per andare a marcare il trequartista di un 4-2-3-1/4-4-1-1. Gli esterni in partenza sono più prudenti, ma nulla vieta a partita in corso che possano mutare atteggiamento.
  5. La strada per la retrocessione è lastricata di buone intenzioni. Non è la prima volta che la squadra che dirigo riceve una valutazione pre-stagionale così bassa. Potrei dire di esserci abituato (anche se non sarebbe esattamente vero), ma questa volta i bookmakers non sono molto lontani dalla verità: la squadra di quest'anno è sicuramente inferiore a quella che ha conquistato la promozione, perciò salvarsi sarà una vera impresa. Quello che però mi dà fiducia è che una squadra è qualcosa di più della semplice somma di individui, cosa che i bookmakers non riescono a tenere nella giusta considerazione. Lo vedremo meglio più avanti. L'euforia per la promozione, per il premio di miglior allenatore dell'anno e per il riconoscimento a due miei giocatori non mi ha distolto dai compiti che mi attendevano: Ancora prima che il campionato volgesse al termine avevo cominciato una intensa campagna di osservazione. E' stato massacrante, basti solo il numero di giocatori osservati a rendere l'idea: 534! Ma fa parte del mio lavoro e non me ne lamento. L'aspetto che più mi angustiava era la situazione finanziaria precaria, anche se alcuni segnali indicano che le possibilità di ripresa ci sono tutti. Il bilancio di fine 2018 non è molto dissimile dal bilancio passato, perciò i maggiori introiti della Premier Division potrebbero rimettere in sesto la situazione. Con il passaggio di serie il numero di preparatori è stato aumentato e se c'è un aspetto di questo lavoro che ritengo fondamentale è avere uno staff adeguato per poter gestire e far crescere la rosa, soprattutto se piena di giovani. Perciò, sempre con un occhio agli stipendi, mi sono speso per cercare e far arrivare in squadra il meglio disponibile. Anche se corro il rischio di autoincensarmi, direi che per una neo-promossa la qualità generale dello staff non è niente male. Veniamo al tanto atteso mercato. Vendere un giocatore è impresa che rasenta l’impossibile. L’unico giocatore che ci ha permesso di ottenere una cifra che non so come definire senza risultare sboccato è stato i buon (e vecchio) Zahui, che a malincuore ho ceduto ai rivali del GIF Sundsvall. Delle regole che mi ero imposto sono riuscito a rispettare in pieno solamente quella dell’età, il contenimento degli stipendi non mi è riuscito del tutto: i rinnovi dei prestiti sono stati più onerosi del previsto, ma nel complesso sono riuscito a restare nella media; i nuovi arrivati hanno stipendi tutti al di sotto del limite imposto; chi mi ha dato problemi sono stati alcuni rinnovi (Levi, irrinunciabile; Alm, per mancanza di alternative valide), una mancata cessione (Pivkovski) e un prestito all’80% di stipendio (Svensson). Complessivamente la squadra di quest’anno è inferiore a quella che ha conquistato la promozione: il mio compito sarà quello di riuscire a restare in Premier Division e cominciare ad “allevare” un nucleo di giovani sui quali rifondare la squadra. La ripresa degli allenamenti ci ha riportati nella vecchia solita routine e come benvenuto per l’inizio della nuova stagione abbiamo messo in fila una bella serie di infortuni, più o meno gravi. La lista è aggiornata al 14 marzo 2019, dopo aver giocato alcune amichevoli e aver affrontato letteralmente “a freddo” la Coppa di Svezia. Ma di questo ne parleremo più avanti.
  6. A campionato concluso proviamo a tirare le somme e a distribuire un po’ di voti. L’obiettivo stagionale fissato dalla dirigenza era il raggiungimento della metà classifica; i bookmakers ci davano un po’ più giù, ma comunque in zona sicura: Con la rosa a disposizione al mio arrivo, con il senno di poi, molto probabilmente avrei soddisfatto le richieste della dirigenza. Ma l’inizio di stagione, pur con i nuovi innesti, è stato piuttosto lento: in crescita costante sicuramente, ma niente di fuori dell’ordinario. La panoramica sulla serie di partite di campionato parla da sola: Dopo l’assestamento iniziale delle prime cinque partiteci siamo agganciati alla parte alta della classifica, con minime variazioni di posizioni e differenze di punti. La 10° giornata ha coinciso con l’abbandono della mentalità contropiedista e l’adozione di mentalità più offensive anche in trasferta: restare coperti non ha mai pagato in termini di risultati, se non a partita in corso e con il risultato ormai al sicuro. Funzionale al nuovo assetto mentale è stata l’adozione del modulo 4-2-3-1 con Attaccanti Esterni e Terzini in sovrapposizione, che ci ha permesso di sfruttare al meglio le caratteristiche di molti giocatori, uno su tutti Prica che, nonostante il declino fisico e tecnico per ragioni anagrafiche e le pessime prestazioni di inizio campionato, ha avuto un buon finale di stagione giocando da Rifinitore. Altre scelte rivelatesi vincenti sono stati i cambi di ruolo di Tkacz da Ala/Attaccante esterno a Terzino sinistro, di Jallow da Esterno invertito sinistro a Terzino destro, di Pärsson da Punta centrale ad Attaccante esterno sinistro e, infine, l’impiego con ottime prestazioni di Levi (Trequartista centrale)come Ala sinistra, Attaccante esterno destro, Centrocampista laterale (su entrambi i lati) e persino come Regista mobile. Tutto questo, unito ad una oculata gestione del turn-over e dei turni di riposo infrasettimanale, ci ha permesso di prendere il largo nel girone di ritorno e di vincere il campionato con quattro giornate di anticipo. Unica pecca è stato programmare a metà stagione un calendario di allenamento focalizzato sul controllo di palla che ha rischiato di farci perdere smalto dal punto di vista fisico. Gli infortuni sono stati ragionevolmente contenuti: più numerosi nella prima fase della stagione, sono di fatto scomparsi nella fase di nostro massimo exploit, per poi tornare a colpire i giocatori più avanti negli anni e con più minuti giocati sul finire di stagione. Tattica – Voto: 7,5 Allenamento – Voto: 7 La rosa messa su con il mercato pre-stagionale è ricca di prestiti, ben sette. Nonostante questo non è stato difficile raggiungere una buona armonia di spogliatoio, anche grazie al forte carisma del capitano Dahlgren. La scelta di mandare in prestito quanti più giovani possibile mi ha sollevato dalla incombenza di fronteggiare richieste di maggior presenza in prima squadra; forse ho perso l’occasione di tirar su un paio di giovanotti utili, ma chi aveva le qualità per emergere (vedi Ohlsson) è riuscito anche in serie inferiori a migliorarsi. La scelta degli status di squadra è stata adeguata, con due sole modifiche a campionato in corso, e mi ha permesso di dosare il turn-over con nessuna ripercussione sulla soddisfazione personale. Nota dolente è stato Boakai, nazionale canadese che dalla prima giornata scalpitava per giocare, che è riuscito a strapparmi la promessa di farlo partire titolare perché sembrava avere tutte le qualità per far bene e che invece è miseramente naufragato tutte le volte che è stato schierato in campo, riuscendo anche a prendere voti insufficienti. Indisciplinato ed egoista, ci lasceremo con reciproca antipatia. I nuovi arrivati dal reclutamento giovanile sembrano promettere bene, mi auguro di aver scelto giusto. Gestione della Rosa – Voto: 7 Gestione Spogliatoio – Voto: 7- Le finanze: qui cominciano i dolori. A mia discolpa porto la comunicazione in fase di trattativa che riportava, testualmente, “Finanze OK” e che invece nascondeva un bilancio in profondo rosso. La cosa più logica che avrei potuto fare sarebbe stato tagliare i giocatori con gli stipendi più elevati e portare in squadra giovani di belle speranze: avrei sanato il bilancio, ma mi sarei privato, così facendo, di 7 titolari su 11 e non credo che avremmo vinto. Non ho scelto questa strada perché da un lato ho sovrastimato la forza degli avversari, dall’altro ero incavolato nero con la dirigenza per aver mentito! Per questi motivi la valutazione sul mercato e sulla gestione economica ha due chiavi di lettura: la prima da un punto di vista squisitamente economico, la seconda dal punto di vista sportivo e dei risultati in campo. Perciò, le mancate cessioni sono state sia un errore sia una scelta vincente, così come la scelta di ottimi giovani da portare in squadra, tra i quali il capocannoniere del torneo Lidberg. Leggera delusione per Gyökeres e Nicolajsen, come vedremo in seguito. Ora mi aspetta un lavoro di ascia pesante, con ben 18 giocatori (giovani inclusi) da tagliare e 11 giovani da far crescere: di questi Ohlsson me lo terrò in prima squadra, gli altri valuteremo in corso d’opera. Mercato – Voto: 6 Gestione economica – Voto: 6 La squadra. Le valutazioni nel complesso sono positive: nella graduatoria generale è significativa la presenza nelle prime posizione di parecchi difensori, oltre al già citato Lidberg. Portieri Lazzari arrivato come giovane promessa ha tolto con merito il posto di titolare a Kaddoura. La coppia sarà riconfermata, ameno che non trovi un sostituto per Kaddoura. Difensori centrali A parte Sverisson (in partenza), poco sopra la sufficienza e decisamente sovrastimato dal mio vice, l’unico che ha patito un po’ sul finale di stagione è stato Andersson, ottimo per gran parte del campionato, ma probabilmente arrivato scoppiato alla fine (anche perché difficilmente sostituibile). In rilievo i due riconoscimenti come Migliore in Campo ricevuti da Zalo, goleador e assist man sui calci piazzati. Svensson merita un ringraziamento, ma il suo stipendio e la sua età lo rendono candidato alla partenza. Tutti gli altri proverò a riconfermarli. Terzini Turn-over elevato nei ruoli di esterni di difesa. Buoni Tkacz e Jallow, come già detto nonostante il cambio di ruolo. Sufficiente il capitano Dahlgren, ha invece deluso Dalqvist, capace di buone prestazioni, ma impaurito dagli impegni importanti, soprattutto di fronte al pubblico amico. Tkacz e Dahlgren sono in partenza, anche se già so che i tifosi mi spelleranno vivo. Proverò a rinnovare il prestito di Jallow e Dalqvist, che, in crescita, merita una seconda opportunità. Centrocampisti centrali Erlingmark è partito in sordina per poi crescere costantemente; molto penalizzato dalla sua irruenza ha rimediato ben 10 ammonizioni. Ma è un giocatore che ogni allenatore vorrebbe, con delle qualità che lo renderebbero utilizzabile in qualunque parte del campo, dalla difesa all’attacco, l’importante è che non debba crossare. Zahui invece ha seguito il percorso inverso: decisivo nella prima parte di stagione è diventato sempre meno incisivo, fino a subire due infortuni consecutivi a breve distanza di tempo. Ha l’ossessione del tiro, ma non centra quasi mai la porta: in partenza. I due giovanotti sono stati due comprimari che dovranno però assumersi delle responsabilità maggiori nella prossima stagione, soprattutto Nicolajsen. Centrocampisti laterali (e Trequartisti laterali) Levi lo metto qui, ma potrebbe andare tra i Centrocampisti centrali o tra i Trequartisti centrali. Ottimo giocatore, versatile e con ancora margini di crescita: non lo mollo! Di Boakai ho già detto abbastanza e non mi ripeterò. Pivkovski e Alm: due onesti giocatori, sia a centrocampo, sia in attacco. Il primo è stato penalizzato da un infortunio a metà stagione circa e ha faticato a rientrare. Entrambi in partenza, Alm più di Pivkovski. Attaccanti (e Trequartisti laterali/centrali) I numeri di Lidberg parlano da soli, quando migliorerà nei passaggi diventerà un giocatore top. Pärsson sta imparando a giocare sull’esterno dove ha offerto buone prestazioni, con gol e assist. Gyökeres ha un po’ deluso le aspettative: infortunatosi appena arrivato, è stato sempre indietro rispetto alla squadra nell’apprendimento tattico, offrendo prestazioni super (4 volteMiC) diluite tra partite anonime. Buon realizzatore al centro con una spalla, incapace di reggere da solo l’attacco, discreto come esterno: sono in dubbio se prolungare il prestito o lasciarlo andare. Prica: un disastro nelle prime partite, è stato seduto spesso in panchina o in tribuna per poi “rinascere” come rifinitore nel 4-2-3-1. Ha annunciato il ritiro. Queste le mie valutazioni. Ora non mi resta che valutare i rapporti degli osservatori da un paio di mesi sguinzagliati alla ricerca dei profili mancanti par comporre la rosa della prossima stagione. Obiettivo primario è la salvezza con risanamento del bilancio, perciò mi sono imposto due regole: età massima 23 anni, ingaggio massimo medio 25.000 €/annui. Toh! Un capello bianco...
  7. In fondo alla classifica, dove vuoi che arrivi...
  8. La promozione è un traguardo importante, soprattutto perché raggiunta con largo anticipo, ci permette di programmare con altrettanto anticipo la prossima stagione. Purtroppo non abbiamo molto tempo per festeggiare, primo perché una breve influenza mi costringe a letto, secondo perché dopo pochi giorni c’è un turno infrasettimanale non propriamente agevole. Guardando il calendario scopro due buchi che riempio con un paio di amichevoli,sia per mantenere alto il ritmo partita, sia per fare cassa ché ne abbiamo disperato bisogno. Arriviamo a mercoledì 26 settembre con il morale a mille. Il rischio che corriamo, giocando in casa con il Falkenbergs FF, è l’autocompiacimento e la mancanza di concentrazione: con la vittoria vinceremo la Prima Divisione Elite, ma nel pre-partita non lo faccio pesare, anzi predico calma e pazienza. Al 4-4-2 avversario oppongo il 4-3-2-1 con parecchio turn-over, la partita con il GIF Sundsvall ha lasciato strascichi nella forma generale. La partita stenta a decollare, al 15esimo abbiamo il possesso del pallone, ma nessuna delle due squadre è mai arrivata al tiro. Un minuto dopo ci pensa Levi a offrire una palla filtrante per il destro potente di Gyökeres dal limite. Il Falkenbergs FF non muta atteggiamento in campo, cercando di concederci pochi spazi e di ripartire in contropiede, ma non riesce a rendersi pericoloso. Noi tiriamo tanto dalla distanza e la porta resta un miraggio. Al 61esimo, come già successo altre volte, ci lasciamo sorprendere da un inserimento da dietro su calcio di punizione e subiamo il pareggio immeritatamente. Qualche minuto dopo un terzino avversario commette un fallaccio che gli costa il rosso diretto: Levi si aggiusta il pallone per il calcio di punizione dai 25 metri e con un sinistro magistrale scavalca la barriera e batte il portiere sul proprio palo. I minuti finale sono un conto alla rovescia fino al fischio finale. La vittoria scatena una festa generale e i commenti entusiasti si susseguono a raffica. Ma di rinnovo non se ne parla ancora… Le ultime tre partite sono una pura formalità, ma per non falsare il regolare andamento del campionato e non compromettere la lotta salvezza ancora in corso effettuo solo dei leggeri turn-over e chiedo sempre concentrazione e massimo impegno. Rimediamo in scioltezza un pareggio e due vittorie(0-0, 1-0, 4-1 i risultati) e concludiamo in bellezza con una mega festa nel nostro stadio. Con la vittoria del campionato, l’attenzione maggiore è stata dedicata al settore ricerca, con gli osservatori e il DS sguinzagliati per mezza Europa e le decine di rapporti da prendere in esame la guida della squadra è passata un po’ in secondo piano, ma non c’è stato molto di cui occuparsi. Dal punto di vista disciplinare c’è stata una sola squalifica, peraltro ininfluente. Sono stati annunciati due ritiri, entrambi abbastanza prevedibili, del Collaboratore Tecnico Christiansen e di Rade Prica. In considerazione della vasta conoscenza di giocatori, proverò a offrire un posto da osservatore a Prica, anche se dubito accetterà, Tra i tanti rapporti degli osservatori me ne arriva uno a dir poco stranissimo. Il settore medico ha lavorato bene, come al solito, portando a due recuperi in tempi record. Ma nulla può contro l’avanzare dell’età e la perdita di forma di fine stagione che colpisce chi meno si è allenato o si è allenato male. Boakai ha continuato ha fare le bizze… …mentre Nicolajsen ha ottenuto il rinnovo automatico per un altro anno. In tutto questo,pur con il mio contratto in scadenza, continuava a non arrivare dalla dirigenza nessuna comunicazione. Non sapevo se essere più preoccupato oppure offeso, quando alla vigilia dell’ultima partita finalmente arriva la proposta. Con la proposta di rinnovo tra le mani ho cominciato ad elencare tutte le future difficoltà di un nuovo incarico al Landskrona BoIS, prima fra tutte la difficile situazione finanziaria, a seguire la necessità di ringiovanire la rosa, di abbassare le spese per gli stipendi e riuscire a restare in Premier Division: roba da farsi venire i capelli bianchi ancora prima di cominciare! Per non parlare del tempo che da queste parti non è stato mai clemente… Calendario Classifica Finale Ok, dov’è che devo firmare?
  9. Prima partita persa per colpa mia. La seconda per sfiga effetti imponderabili del caso L'AFC ha una buona scuola calcio, nella mia carriera fa soldi vendendo le giovani promesse del vivaio
  10. Sono le seconde o terze squadre di un club principale, credo...
  11. Il Margate era la mia bestia nera col il Bath City. Magari riesci a farmeli diventare simpatici...
  12. Hai 18 punti a disposizione e -3 dalla zona playoff, ce la possiamo fare!
  13. Meno male, va'... Mi sono affezionato al Fortuna...