Sloth

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  1. Dlin-Dlon - Chi è? - Posta da firmare! Tac-clack. Gneeeeeeeck. - Salve! E’ lei Martin Sloth? - Sì, sono io… - Raccomandate. Firmi qui per favore. Scrib, scrib, scrib... - Strano… Chissà perché non hanno usato l’email? - Come dice? - Ah, mi scusi! Pensavo a voce alta e mi chiedevo come mai avessero usato la posta invece della email. - Ah boh! Ho ricevuto delle offerte di lavoro, finalmente ho l’occasione per diventare un allenatore di calcio. Ma forse è meglio fare qualche passo indietro… Il mio nome è Martin Sloth. Sono nato in Italia, ma porto il cognome di mio padre svizzero. Proprio in Svizzera ho cominciato a giocare a calcio da bambino. Ero un predestinato. “Per diventare un campione!”, voi direte. Macché: già a otto anni ero alto quasi quanto il mio allenatore, che perciò decise di fare di me un difensore centrale. E non ho più smesso di esserlo per tutta la mia carriera. A me sarebbe piaciuto giocare in porta, a essere sinceri; ma il figlio del presidente della squadra aveva lo stesso desiderio e perciò… Quando mi trasferii in Italia il mio curriculum giovanile da difensore centrale mi garantì subito un posto in squadra, ma non ci volle molto per perderlo e per trovare posto in panchina: il titolare dell’azienda principale sponsor della squadra portò all'attenzione dell’allenatore le doti calcistiche di un suo nipote, che divenne titolare fisso. Qualche scampolo di partita l’ho giocata, generalmente entrando dopo che la squadra aveva subito due o tre gol. Di solito in quelle situazioni un allenatore inserisce una punta, per cercare di recuperare lo svantaggio, ma a me toccava entrare per limitare i danni. E tutto sommato me la cavavo. Ma passando molto più tempo a guardare che a giocare, cominciai fin da allora a studiare da allenatore. Compiuti 18 anni lo sponsor convinse il presidente a svincolarmi, così ebbi l’occasione di costruire la mia carriera da professionista. Ho girovagato per diverse squadre, senza uscire dall'ambito regionale e generalmente venivo contattato da squadre sul disastrato andante, prive di mezzi economici adeguati e alla disperata ricerca di toppe in difesa. Non è stato esaltante, ma ho avuto le mie soddisfazioni. Nel frattempo ho continuato a studiare da allenatore e una volta compiuti 35 anni mi sono ritirato dal calcio giocato e ho deciso di affrontare l’ignoto: da grande farò il pompiere… Ehm, no, scusate… Quello era un cartone animato di anni fa. Dicevo, farò l’allenatore di calcio! Un po’ intimorito dai prevedibili rifiuti, inondo il mondo del calcio con il mio curriculum, offrendomi al maggior numero possibile di squadre: Sono tutte lontane da casa, sarà meglio comprare delle valigie nuove... How does it feel How does it feel To be without a home Like a complete unknown Like a rolling stone?
  2. Finalmente si ritorna al calcio giocato. Ma dopo le prime amichevoli l’impazienza di tornare sul campo si è tramutata in ansia. La squadra ha faticato a trovare un equilibrio e nonostante la gran mole di gioco costruito non siamo stati capaci di finalizzare le numerose occasioni create. Per questo alla vigila del girone di Coppa di Svezia sono un po’ preoccupato: è vero che non è un obiettivo prioritario e che sostanzialmente gli impegni potrebbero essere utilizzati come un pre-campionato con qualche motivazione in più, ma i proventi economici della Coppa possono essere importanti; senza trascurare l’impatto negativo che un eventuale insuccesso potrebbe avere sul morale di squadra. Ma siccome la testa ancora non ce la siamo rotta, inutile star a preparare la fasciatura. Così arriviamo a sabato 22 febbraio per affrontare il Falkenbergs FF sul proprio campo, accompagnati dal pronostico contro e spazzati da un vento che fa muovere le porte in campo! Il Falkenbergs FF scende in campo con il suo 4-4-2. La scorsa stagione li abbiamo battuti due volte, ma oggi è un’altra storia, ancora tutta da scrivere: conto le assenze per infortunio e decido per il 3-4-1-2. Alla prima azione Lidberg viene atterrato al limite dell’area e dalla punizione conseguente al 2° minuto Erlingmark piazza una bomba nel sette. Noi dominiamo nel possesso, anche se sbagliamo qualche passaggio di troppo, siamo deboli nei contrasti, ma il gioco aereo è nostro. Nonostante ciò la partita è brutta e non regala emozioni. Per di più dall’inizio del secondo tempo comincia a nevicare e la partita è praticamente finita. I tre punti sono nostri e il morale di squadra ne trae giovamento. I prossimi due incontri sono contro squadre di serie inferiori, ma il pronostico è solo parzialmente dalla nostra parte. Sabato 2 marzo ospitiamo l’Örebro SK e la stampa ci da sconfitti. L’Örebro SK propone un 4-4-1-1 con esterni offensivi e terzini in copertura. Noi siamo ancora in emergenza infortuni, ma decido di osare il 4-1-3-2 con turn over. Si ripete il copione della partita precedente, ma questa volta siamo più incisivi in attacco, anche se non centriamo la porta. Nella ripresa lo scambio di posizione tra i due attaccanti permette a Lidberg di sfondare centralmente la difesa per servire Pärsson, che indisturbato appoggia di piatto nella porta vuota al 65esimo. L’Örebro SK reagisce attaccando con il 4-2-4, io faccio arretrare Erlingmark al centro della difesa e passiamo al 3-4-1-2. Nonostante la pressione siamo noi a mancare il raddoppio con Pivkovski e così ci prendiamo con merito i tre punti che ci regalano il passaggio del turno. Domenica 10 marzo andiamo a trovare l’Oskarshamns AIK. La partita potrebbe essere una formalità, ma la previsione del pareggio con una squadra a noi inferiore mi indispettisce: non sarà un semplice allenamento! L’OAIK mette in campo un 4-1-2-3. Ho qualche dubbio: non so se gli esterni giocheranno da ali o da attaccanti esterni, forse Eliassi convergerà verso il centro, con gli inserimenti di Andersson al centro. Decido per il 4-1-3-2, non voglio concedere gioco. Ho visto giusto, gli avversari giocano con un ala a destra, un attaccante esterno a sinistra e un centrocampista che si inserisce. E provano in tutti i modi a controllare il possesso. Su calcio d’angolo rischiamo di soccombere nei primi minuti, ma Lazzari fa buona guardia. Poi cresciamo a centrocampo e fioccano le azioni da gol. Poco dopo la mezz’ora Pärsson viene atterrato in area e Nicolajsen dal dischetto non sbaglia. L’OAIK non muta atteggiamento in campo e questo ci favorisce. Almeno fino al 62esimo quando un erroraccio di Markovic regala palla agli avversari per la conclusione facile a due passi dalla linea di porta. Il pareggio rende più offensivo l’atteggiamento degli avversari che provano a metterci in affanno, ma devono ringraziare il portiere se non subiscono altri gol. Al 76esimo Pivkoski tira da 25 metri nell’angolino basso e ci porta meritatamente in vantaggio. Gli ultimi minuti tiriamo un po’ il fiato e controlliamo agevolmente il risultato. Nei quarti incontreremo il Varbergs BoIS e per effetto di uno strano regolamento otteniamo lo spostamento della partita in casa dietro versamento di un compenso. Calendario Siamo partiti maluccio, ci siamo ripresi in tempo per superare la fase a gironi della Coppa di Svezia. Ora non ci resta che attendere l’esordio in campionato per misurare le nostre reali forze e possibilità. Nota di colore: considerando il meteo si potrebbe cambiare il titolo di questa avventura in Blowin'in the wind...
  3. Potrebbe essere un handicap Era svincolato e aveva almeno 5 squadre alle calcagna. Speriamo cresca bene
  4. Presentazione della rosa. PORTIERI Kaddoura è sulla carta il primo portiere, ma in effetti sarà la riserva. Se cambiassi lo status di Lazzari da Giovane promessa a Prima Squadra sono certo che mi chiederà un consistente aumento di stipendio, perciò lasciamo le cose come stanno. Jakobsson è un giovanotto di (poche) belle speranze che fa numero, il vero portiere del futuro (mi auguro) è in prestito. DIFENSORI Andersson e Nilsson sono una spanna sopra gli altri, seguiti a poca distanza da Zalo. Sykaj, Ohlsson e Kabongo hanno bisogno di crescere (e potenzialmente possono farlo) e per questo avranno tutto lo spazio che servirà loro, compatibilmente con le esigenze del campionato. Sono evidenti gli strascichi dei recenti infortuni. ESTERNI Tra gli esterni non ci sono gerarchie definite, avrò necessariamente bisogno di effettuare frequenti turnazioni per non spremerli troppo. Quello che li accomuna è che tutti stanno imparando il ruolo, quello con più familiarità nella posizione è Dalqvist, ma (almeno secondo le mie valutazioni) è quello con meno qualità rispetto agli altri. Alm, destinato in origine ad essere ceduto, può essere considerato un nuovo acquisto. CENTROCAMPISTI Reparto numeroso (prevedo molto turn-over, anche forzato dagli infortuni) contraddistinto da molta versatilità, molti possono giocare sia da mediani sia a centrocampo, o anche in attacco: in particolare Erlingmark può essere spostato senza problemi sulla linea difensiva, Marini può essere il terzo fluidificante di sinistra, mentre l’incognita Pivkovski (impiegato come CC) può essere il terzo fluidificante di destra. Pettersson viene giudicato un potenziale campioncino, sto cercando di mandarlo in prestito, ma voglio assicurarmi che vada a giocare in una squadra con strutture di allenamento almeno adeguate. ATTACCANTI La coppia Lidber- Parsson sarà pressoché inamovibile. Ma confido di riuscire a trovare spazi anche per lo spilungone Kristoffersen e per la (mia) scommessa Nicolajsen, che sta studiando da punta ma che avrà sicuramente spazio anche a centrocampo. La qualità generale rispetto alle competitrici di Premier Divison non è eccelsa, anzi. Siamo ben messi fisicamente, ma mentalmente e tecnicamente abbiamo lacune da colmare e il gap con le migliori è evidente. Discreti i portieri, così-così la difesa (con differenze tra titolari e riserve molto nette), malino il centrocampo, buono l’attacco, anche se in finalizzazione siamo carenti. Insomma, dobbiamo lottare per la salvezza e non sarà per niente facile. Ma questo lo sapevamo già…
  5. Prima della descrizione della rosa, presenterò le tattiche messe a punto per affrontare la stagione 2019. Lo studio dei nuovi moduli è stato predisposto fin dal primo giorno dopo la conclusione del campionato passato, con la fornitura di tutti gli strumenti didattici possibili e immaginabili messi a disposizione dei giocatori per apprendere quanto possibile i sistemi di gioco anche durante le vacanze. Il prossimo passo sarà l’acquisto di una frusta e di un pungolo elettrico per stimolare meglio l’impegno in allenamento. L’osservazione delle squadre di Premier Division ci dice che ci troveremo ad affrontare, di base, un 3-5-2, un 4-3-3 puro, sei 4-2-3-1 e sette 4-4-2. Tutte sono squadre più quotate di noi, perciò l’imperativo per raggiungere la quota salvezza di 33-35 punti sarà impedire agli avversari di prendere le redini del gioco e sopperire con il collettivo alle nostre mancanze tecnico-mentali. Voglio che la squadra si disponga fluidamente in campo, ma con disciplina e senza cercare troppo l’iniziativa personale, cercando di fare le cose più semplici possibili e provando a essere, per quanto possibile, in sovranumero nelle diverse parti del campo e a seconda delle situazioni di gioco. Si partirà con mentalità Standard, non voglio assumere a priori un atteggiamento rinunciatario, ci difenderemo con lo schieramento, non con la mentalità. Di seguito le mie proposte. 3-4-2-1 Modulo di impostazione difensivista, con ben 9 giocatori dietro la linea della palla in difesa, ma che non rinuncia ad attaccare, contando sull’azione di torre/recuperatore di palloni della punta, sulla spinta sulle fasce dei fluidificanti e della propensione offensiva dei due centrocampisti. In transizione diventa un 3-2-4-1, mentre in attacco assume la disposizione di un 3-4-3 con gli avanti molto vicini. In difesa i due centrocampisti centrali potranno essere messi in marcatura a uomo sui terzini qual’ora questi si rendano troppo pericolosi. 3-4-1-2 La copertura della difesa resta sempre una priorità, ma le due punte garantiscono maggior peso offensivo. Si perde qualcosa nella copertura delle fasce (il CC è uno solo), ma non si può essere forti ovunque, altrimenti si corre il rischio di essere deboli ovunque. In transizione mantiene lo schema, mentre in attacco diventa un 3-4-3 con il CC a ridosso delle punte. 4-1-3-2 TF Schieramento apparentemente più spregiudicato, ma che comunque porta a difendersi in otto. Io l’ho ribattezzato “Esagono” per la disposizione quasi esagonale che i giocatori assumono in campo, con il rombo a centro campo che mira (mi auguro) a togliere spazi per le giocate avversarie. Se si osserva con attenzione non è molto dissimile dal 3-4-1-2, la differenza è il centrale di difesa che si porta più avanti, nelle intenzioni per andare a marcare il trequartista di un 4-2-3-1/4-4-1-1. Gli esterni in partenza sono più prudenti, ma nulla vieta a partita in corso che possano mutare atteggiamento.
  6. La strada per la retrocessione è lastricata di buone intenzioni. Non è la prima volta che la squadra che dirigo riceve una valutazione pre-stagionale così bassa. Potrei dire di esserci abituato (anche se non sarebbe esattamente vero), ma questa volta i bookmakers non sono molto lontani dalla verità: la squadra di quest'anno è sicuramente inferiore a quella che ha conquistato la promozione, perciò salvarsi sarà una vera impresa. Quello che però mi dà fiducia è che una squadra è qualcosa di più della semplice somma di individui, cosa che i bookmakers non riescono a tenere nella giusta considerazione. Lo vedremo meglio più avanti. L'euforia per la promozione, per il premio di miglior allenatore dell'anno e per il riconoscimento a due miei giocatori non mi ha distolto dai compiti che mi attendevano: Ancora prima che il campionato volgesse al termine avevo cominciato una intensa campagna di osservazione. E' stato massacrante, basti solo il numero di giocatori osservati a rendere l'idea: 534! Ma fa parte del mio lavoro e non me ne lamento. L'aspetto che più mi angustiava era la situazione finanziaria precaria, anche se alcuni segnali indicano che le possibilità di ripresa ci sono tutti. Il bilancio di fine 2018 non è molto dissimile dal bilancio passato, perciò i maggiori introiti della Premier Division potrebbero rimettere in sesto la situazione. Con il passaggio di serie il numero di preparatori è stato aumentato e se c'è un aspetto di questo lavoro che ritengo fondamentale è avere uno staff adeguato per poter gestire e far crescere la rosa, soprattutto se piena di giovani. Perciò, sempre con un occhio agli stipendi, mi sono speso per cercare e far arrivare in squadra il meglio disponibile. Anche se corro il rischio di autoincensarmi, direi che per una neo-promossa la qualità generale dello staff non è niente male. Veniamo al tanto atteso mercato. Vendere un giocatore è impresa che rasenta l’impossibile. L’unico giocatore che ci ha permesso di ottenere una cifra che non so come definire senza risultare sboccato è stato i buon (e vecchio) Zahui, che a malincuore ho ceduto ai rivali del GIF Sundsvall. Delle regole che mi ero imposto sono riuscito a rispettare in pieno solamente quella dell’età, il contenimento degli stipendi non mi è riuscito del tutto: i rinnovi dei prestiti sono stati più onerosi del previsto, ma nel complesso sono riuscito a restare nella media; i nuovi arrivati hanno stipendi tutti al di sotto del limite imposto; chi mi ha dato problemi sono stati alcuni rinnovi (Levi, irrinunciabile; Alm, per mancanza di alternative valide), una mancata cessione (Pivkovski) e un prestito all’80% di stipendio (Svensson). Complessivamente la squadra di quest’anno è inferiore a quella che ha conquistato la promozione: il mio compito sarà quello di riuscire a restare in Premier Division e cominciare ad “allevare” un nucleo di giovani sui quali rifondare la squadra. La ripresa degli allenamenti ci ha riportati nella vecchia solita routine e come benvenuto per l’inizio della nuova stagione abbiamo messo in fila una bella serie di infortuni, più o meno gravi. La lista è aggiornata al 14 marzo 2019, dopo aver giocato alcune amichevoli e aver affrontato letteralmente “a freddo” la Coppa di Svezia. Ma di questo ne parleremo più avanti.
  7. A campionato concluso proviamo a tirare le somme e a distribuire un po’ di voti. L’obiettivo stagionale fissato dalla dirigenza era il raggiungimento della metà classifica; i bookmakers ci davano un po’ più giù, ma comunque in zona sicura: Con la rosa a disposizione al mio arrivo, con il senno di poi, molto probabilmente avrei soddisfatto le richieste della dirigenza. Ma l’inizio di stagione, pur con i nuovi innesti, è stato piuttosto lento: in crescita costante sicuramente, ma niente di fuori dell’ordinario. La panoramica sulla serie di partite di campionato parla da sola: Dopo l’assestamento iniziale delle prime cinque partiteci siamo agganciati alla parte alta della classifica, con minime variazioni di posizioni e differenze di punti. La 10° giornata ha coinciso con l’abbandono della mentalità contropiedista e l’adozione di mentalità più offensive anche in trasferta: restare coperti non ha mai pagato in termini di risultati, se non a partita in corso e con il risultato ormai al sicuro. Funzionale al nuovo assetto mentale è stata l’adozione del modulo 4-2-3-1 con Attaccanti Esterni e Terzini in sovrapposizione, che ci ha permesso di sfruttare al meglio le caratteristiche di molti giocatori, uno su tutti Prica che, nonostante il declino fisico e tecnico per ragioni anagrafiche e le pessime prestazioni di inizio campionato, ha avuto un buon finale di stagione giocando da Rifinitore. Altre scelte rivelatesi vincenti sono stati i cambi di ruolo di Tkacz da Ala/Attaccante esterno a Terzino sinistro, di Jallow da Esterno invertito sinistro a Terzino destro, di Pärsson da Punta centrale ad Attaccante esterno sinistro e, infine, l’impiego con ottime prestazioni di Levi (Trequartista centrale)come Ala sinistra, Attaccante esterno destro, Centrocampista laterale (su entrambi i lati) e persino come Regista mobile. Tutto questo, unito ad una oculata gestione del turn-over e dei turni di riposo infrasettimanale, ci ha permesso di prendere il largo nel girone di ritorno e di vincere il campionato con quattro giornate di anticipo. Unica pecca è stato programmare a metà stagione un calendario di allenamento focalizzato sul controllo di palla che ha rischiato di farci perdere smalto dal punto di vista fisico. Gli infortuni sono stati ragionevolmente contenuti: più numerosi nella prima fase della stagione, sono di fatto scomparsi nella fase di nostro massimo exploit, per poi tornare a colpire i giocatori più avanti negli anni e con più minuti giocati sul finire di stagione. Tattica – Voto: 7,5 Allenamento – Voto: 7 La rosa messa su con il mercato pre-stagionale è ricca di prestiti, ben sette. Nonostante questo non è stato difficile raggiungere una buona armonia di spogliatoio, anche grazie al forte carisma del capitano Dahlgren. La scelta di mandare in prestito quanti più giovani possibile mi ha sollevato dalla incombenza di fronteggiare richieste di maggior presenza in prima squadra; forse ho perso l’occasione di tirar su un paio di giovanotti utili, ma chi aveva le qualità per emergere (vedi Ohlsson) è riuscito anche in serie inferiori a migliorarsi. La scelta degli status di squadra è stata adeguata, con due sole modifiche a campionato in corso, e mi ha permesso di dosare il turn-over con nessuna ripercussione sulla soddisfazione personale. Nota dolente è stato Boakai, nazionale canadese che dalla prima giornata scalpitava per giocare, che è riuscito a strapparmi la promessa di farlo partire titolare perché sembrava avere tutte le qualità per far bene e che invece è miseramente naufragato tutte le volte che è stato schierato in campo, riuscendo anche a prendere voti insufficienti. Indisciplinato ed egoista, ci lasceremo con reciproca antipatia. I nuovi arrivati dal reclutamento giovanile sembrano promettere bene, mi auguro di aver scelto giusto. Gestione della Rosa – Voto: 7 Gestione Spogliatoio – Voto: 7- Le finanze: qui cominciano i dolori. A mia discolpa porto la comunicazione in fase di trattativa che riportava, testualmente, “Finanze OK” e che invece nascondeva un bilancio in profondo rosso. La cosa più logica che avrei potuto fare sarebbe stato tagliare i giocatori con gli stipendi più elevati e portare in squadra giovani di belle speranze: avrei sanato il bilancio, ma mi sarei privato, così facendo, di 7 titolari su 11 e non credo che avremmo vinto. Non ho scelto questa strada perché da un lato ho sovrastimato la forza degli avversari, dall’altro ero incavolato nero con la dirigenza per aver mentito! Per questi motivi la valutazione sul mercato e sulla gestione economica ha due chiavi di lettura: la prima da un punto di vista squisitamente economico, la seconda dal punto di vista sportivo e dei risultati in campo. Perciò, le mancate cessioni sono state sia un errore sia una scelta vincente, così come la scelta di ottimi giovani da portare in squadra, tra i quali il capocannoniere del torneo Lidberg. Leggera delusione per Gyökeres e Nicolajsen, come vedremo in seguito. Ora mi aspetta un lavoro di ascia pesante, con ben 18 giocatori (giovani inclusi) da tagliare e 11 giovani da far crescere: di questi Ohlsson me lo terrò in prima squadra, gli altri valuteremo in corso d’opera. Mercato – Voto: 6 Gestione economica – Voto: 6 La squadra. Le valutazioni nel complesso sono positive: nella graduatoria generale è significativa la presenza nelle prime posizione di parecchi difensori, oltre al già citato Lidberg. Portieri Lazzari arrivato come giovane promessa ha tolto con merito il posto di titolare a Kaddoura. La coppia sarà riconfermata, ameno che non trovi un sostituto per Kaddoura. Difensori centrali A parte Sverisson (in partenza), poco sopra la sufficienza e decisamente sovrastimato dal mio vice, l’unico che ha patito un po’ sul finale di stagione è stato Andersson, ottimo per gran parte del campionato, ma probabilmente arrivato scoppiato alla fine (anche perché difficilmente sostituibile). In rilievo i due riconoscimenti come Migliore in Campo ricevuti da Zalo, goleador e assist man sui calci piazzati. Svensson merita un ringraziamento, ma il suo stipendio e la sua età lo rendono candidato alla partenza. Tutti gli altri proverò a riconfermarli. Terzini Turn-over elevato nei ruoli di esterni di difesa. Buoni Tkacz e Jallow, come già detto nonostante il cambio di ruolo. Sufficiente il capitano Dahlgren, ha invece deluso Dalqvist, capace di buone prestazioni, ma impaurito dagli impegni importanti, soprattutto di fronte al pubblico amico. Tkacz e Dahlgren sono in partenza, anche se già so che i tifosi mi spelleranno vivo. Proverò a rinnovare il prestito di Jallow e Dalqvist, che, in crescita, merita una seconda opportunità. Centrocampisti centrali Erlingmark è partito in sordina per poi crescere costantemente; molto penalizzato dalla sua irruenza ha rimediato ben 10 ammonizioni. Ma è un giocatore che ogni allenatore vorrebbe, con delle qualità che lo renderebbero utilizzabile in qualunque parte del campo, dalla difesa all’attacco, l’importante è che non debba crossare. Zahui invece ha seguito il percorso inverso: decisivo nella prima parte di stagione è diventato sempre meno incisivo, fino a subire due infortuni consecutivi a breve distanza di tempo. Ha l’ossessione del tiro, ma non centra quasi mai la porta: in partenza. I due giovanotti sono stati due comprimari che dovranno però assumersi delle responsabilità maggiori nella prossima stagione, soprattutto Nicolajsen. Centrocampisti laterali (e Trequartisti laterali) Levi lo metto qui, ma potrebbe andare tra i Centrocampisti centrali o tra i Trequartisti centrali. Ottimo giocatore, versatile e con ancora margini di crescita: non lo mollo! Di Boakai ho già detto abbastanza e non mi ripeterò. Pivkovski e Alm: due onesti giocatori, sia a centrocampo, sia in attacco. Il primo è stato penalizzato da un infortunio a metà stagione circa e ha faticato a rientrare. Entrambi in partenza, Alm più di Pivkovski. Attaccanti (e Trequartisti laterali/centrali) I numeri di Lidberg parlano da soli, quando migliorerà nei passaggi diventerà un giocatore top. Pärsson sta imparando a giocare sull’esterno dove ha offerto buone prestazioni, con gol e assist. Gyökeres ha un po’ deluso le aspettative: infortunatosi appena arrivato, è stato sempre indietro rispetto alla squadra nell’apprendimento tattico, offrendo prestazioni super (4 volteMiC) diluite tra partite anonime. Buon realizzatore al centro con una spalla, incapace di reggere da solo l’attacco, discreto come esterno: sono in dubbio se prolungare il prestito o lasciarlo andare. Prica: un disastro nelle prime partite, è stato seduto spesso in panchina o in tribuna per poi “rinascere” come rifinitore nel 4-2-3-1. Ha annunciato il ritiro. Queste le mie valutazioni. Ora non mi resta che valutare i rapporti degli osservatori da un paio di mesi sguinzagliati alla ricerca dei profili mancanti par comporre la rosa della prossima stagione. Obiettivo primario è la salvezza con risanamento del bilancio, perciò mi sono imposto due regole: età massima 23 anni, ingaggio massimo medio 25.000 €/annui. Toh! Un capello bianco...
  8. In fondo alla classifica, dove vuoi che arrivi...
  9. La promozione è un traguardo importante, soprattutto perché raggiunta con largo anticipo, ci permette di programmare con altrettanto anticipo la prossima stagione. Purtroppo non abbiamo molto tempo per festeggiare, primo perché una breve influenza mi costringe a letto, secondo perché dopo pochi giorni c’è un turno infrasettimanale non propriamente agevole. Guardando il calendario scopro due buchi che riempio con un paio di amichevoli,sia per mantenere alto il ritmo partita, sia per fare cassa ché ne abbiamo disperato bisogno. Arriviamo a mercoledì 26 settembre con il morale a mille. Il rischio che corriamo, giocando in casa con il Falkenbergs FF, è l’autocompiacimento e la mancanza di concentrazione: con la vittoria vinceremo la Prima Divisione Elite, ma nel pre-partita non lo faccio pesare, anzi predico calma e pazienza. Al 4-4-2 avversario oppongo il 4-3-2-1 con parecchio turn-over, la partita con il GIF Sundsvall ha lasciato strascichi nella forma generale. La partita stenta a decollare, al 15esimo abbiamo il possesso del pallone, ma nessuna delle due squadre è mai arrivata al tiro. Un minuto dopo ci pensa Levi a offrire una palla filtrante per il destro potente di Gyökeres dal limite. Il Falkenbergs FF non muta atteggiamento in campo, cercando di concederci pochi spazi e di ripartire in contropiede, ma non riesce a rendersi pericoloso. Noi tiriamo tanto dalla distanza e la porta resta un miraggio. Al 61esimo, come già successo altre volte, ci lasciamo sorprendere da un inserimento da dietro su calcio di punizione e subiamo il pareggio immeritatamente. Qualche minuto dopo un terzino avversario commette un fallaccio che gli costa il rosso diretto: Levi si aggiusta il pallone per il calcio di punizione dai 25 metri e con un sinistro magistrale scavalca la barriera e batte il portiere sul proprio palo. I minuti finale sono un conto alla rovescia fino al fischio finale. La vittoria scatena una festa generale e i commenti entusiasti si susseguono a raffica. Ma di rinnovo non se ne parla ancora… Le ultime tre partite sono una pura formalità, ma per non falsare il regolare andamento del campionato e non compromettere la lotta salvezza ancora in corso effettuo solo dei leggeri turn-over e chiedo sempre concentrazione e massimo impegno. Rimediamo in scioltezza un pareggio e due vittorie(0-0, 1-0, 4-1 i risultati) e concludiamo in bellezza con una mega festa nel nostro stadio. Con la vittoria del campionato, l’attenzione maggiore è stata dedicata al settore ricerca, con gli osservatori e il DS sguinzagliati per mezza Europa e le decine di rapporti da prendere in esame la guida della squadra è passata un po’ in secondo piano, ma non c’è stato molto di cui occuparsi. Dal punto di vista disciplinare c’è stata una sola squalifica, peraltro ininfluente. Sono stati annunciati due ritiri, entrambi abbastanza prevedibili, del Collaboratore Tecnico Christiansen e di Rade Prica. In considerazione della vasta conoscenza di giocatori, proverò a offrire un posto da osservatore a Prica, anche se dubito accetterà, Tra i tanti rapporti degli osservatori me ne arriva uno a dir poco stranissimo. Il settore medico ha lavorato bene, come al solito, portando a due recuperi in tempi record. Ma nulla può contro l’avanzare dell’età e la perdita di forma di fine stagione che colpisce chi meno si è allenato o si è allenato male. Boakai ha continuato ha fare le bizze… …mentre Nicolajsen ha ottenuto il rinnovo automatico per un altro anno. In tutto questo,pur con il mio contratto in scadenza, continuava a non arrivare dalla dirigenza nessuna comunicazione. Non sapevo se essere più preoccupato oppure offeso, quando alla vigilia dell’ultima partita finalmente arriva la proposta. Con la proposta di rinnovo tra le mani ho cominciato ad elencare tutte le future difficoltà di un nuovo incarico al Landskrona BoIS, prima fra tutte la difficile situazione finanziaria, a seguire la necessità di ringiovanire la rosa, di abbassare le spese per gli stipendi e riuscire a restare in Premier Division: roba da farsi venire i capelli bianchi ancora prima di cominciare! Per non parlare del tempo che da queste parti non è stato mai clemente… Calendario Classifica Finale Ok, dov’è che devo firmare?
  10. Prima partita persa per colpa mia. La seconda per sfiga effetti imponderabili del caso L'AFC ha una buona scuola calcio, nella mia carriera fa soldi vendendo le giovani promesse del vivaio
  11. Sono le seconde o terze squadre di un club principale, credo...
  12. Il Margate era la mia bestia nera col il Bath City. Magari riesci a farmeli diventare simpatici...
  13. Hai 18 punti a disposizione e -3 dalla zona playoff, ce la possiamo fare!
  14. Meno male, va'... Mi sono affezionato al Fortuna...
  15. удачи товарищ!
  16. Vogliamo la salvezza!
  17. Occhio al vulcano, hai visto mai che un'eruzione renda impraticabile il Cibali!
  18. Soldi? Scordateli, i presidenti sono degli spilorci... Ben fatto!
  19. L’inizio di settembre registra il secondo riconoscimento come allenatore del mese, premio da condividere con tutta la squadra. Uomo simbolo del Landskrona, che si è conquistato il posto da titolare con merito e a suon di gol, è Lidberg. Chi invece ha deciso (in peggio) del suo destino è Boakai. Arrivano i nuovi giovani, aspiranti giocatori professionisti. Non c’è nessuna stella, 5-6 buone promesse per il futuro: li terrò d’occhio fino all’ultimo giorno disponibile e poi deciderò chi tenere e chi no. Domenica 2 settembre andiamo a trovare il Piteå. Il pronostico è tutto dalla nostra parte e incito i ragazzi a dare il meglio, ho fretta di chiudere il campionato. Il Piteå si difenderà con il 4-4-2, noi proveremo a dominarli con il 4-2-3-1. Fin dalle prime battute si intuisce la giornata storta dei miei ragazzi. Dopo 5 minuti sono quasi tutti nervosi o frustrati e al 13esimo lo diventano ancora di più dopo il gol subito su calcio di punizione. Il Piteå ci toglie il controllo del gioco e chiude ogni spazio di manovra i attacco. La squadra è disunita e a nulla vale il mio incoraggiamento nell’intervallo. Gyökeres si divora il pareggio e come contrappasso all’89esimo il Piteå raddoppia con un gol fotocopia del primo. Brutta partita, tutti nervosi e incapaci di creare gioco. Da parte mia ho esagerato con le aspettative e con il turn-over: che mi sia di lezione! Però una strigliata se la meritano comunque. Dahlqvist vuole raggiungere e battere il record di Erlingmark in fatto di ammonizioni. Dopo non so più neanche quanto tempo registriamo un infortunio. Infortunio per modo di dire… Domenica 9 settembre riceviamo il Dalkurd FF, unica squadra ad aversi battuto, almeno fino a domenica scorsa… Questa volta tranquillizzo tutti, facciamo le cose con calma, abbiamo ancora tante partite da giocare e un buon margine di vantaggio. Il Dalkurd gioca con il 4-1-4-1 con gli esterni alti che tanto ci ha messo in difficoltà all’andata. Io schiero il 4-3-1-2. La partita è equilibrata: il Dalkurd riesce meglio a controllare il possesso, mentre noi siamo più bravi a concludere. Il risultato più giusto sarebbe 1-0 per noi, al massimo uno 0-0, ma il destino ci mette lo zampino e all’89esimo il Dalkurd va in rete con un tiro/cross fortunoso che sorprende Kaddoura. Questa volta siamo stati davvero sfortunati. Erlingmark non vuole cedere il suo primato a nessuno, così si fa squalificare: sarà assente contro il GIF Sundsvall. Durante le due settimane di pausa perdiamo altre due pedine importanti del nostro gioco: si infortunano Tkacz (stagione finita per lui) e Zahui (stagione quasi finita). Forse sarà il caso di offrire un capretto in sacrifico a Odino… Domenica 23 settembre andiamo in casa del GIF Sunsvall, che è stato scalzato dal secondo posto è presumibilmente giocherà con il sangue agli occhi. Ragazzi, calmi e sangue freddo, mancano 5 partite,siamo a +9 e anche se perdiamo la terza non fa niente. Però se non perdiamo è meglio, ok? Il GIF Sundsvall proverà a prendere il controllo della partita con il 4-2-3-1. Io ho tre titolari assenti e decido di rischiare il meno possibile: 5-4-1, con fiducia a Levi in un ruolo non suo. Gyökeres, che sembra non veda l’ora di tornarsene a casa, se ne starà in panca. Secondo copione il GIF Sundsvall gioca a tutto campo, ma al nostro primo affondo andiamo in vantaggio al 3° minuto: Lidberg va a pressare i centrali, ruba palla e di prima intenzione sfonda la rete dai 16 metri. Il GIF Sundsvall attacca in massa, ma noi ci difendiamo con ordine. Al 31esimo partiamo in contropiede per vie centrali, Lidberg serve lungo per Pärsson che sulla corsa segna un rigore in movimento. Nella ripresa il GIF Sundsvall prova a sorprenderci con continui cambi di posizioni e istruzioni agli esterni e ai centrali di centrocampo (uhm… vedo che la strategia “Confusion!” sta facendo proseliti…), ma è solo dopo una mischia furibonda in area che riesce ad accorciare le distanze al 68esimo. Neanche il tempo di incoraggiare i miei, che al 71esimo Jallow serve un traversone preciso sulla testa di Pärsson, sponda per l’accorrente Lidberg che piega le mani al portiere. Il GIF Sundsvall ci mette sotto assedio, ma Kaddoura fa buona guardia. All’82esimo subiamo gol su calcio d’angolo (specialità del GIF Sundsvall), ma fino alla fine siamo noi ad avere le occasioni migliori su contropiede. Al triplice fischio i 10 (dieci) tifosi del Landskrona cominciano a fare festa e a scandire cori: ero talmente concentrato sulla partita che non ho realizzato che abbiamo ottenuto la promozione con 4 giornate di anticipo! Da più parti arrivano dichiarazioni di soddisfazione e di stima. Dalla dirigenza, se si esclude lo scarno comunicato di cui sopra, nessun segnale riguardo il contratto, solo un laconico messaggio sul nuovo budget. Dal presidente niente di niente, nemmeno una telefonata, manco gli avessi fatto un dispetto a salire in Premier Division… Calendario Classifica Mancano 4 partite alla fine del campionato, siamo matematicamente promossi, ma a questo punto è obbligatorio arrivare primi: ci basta un punto se la differenza reti non subirà stravolgimenti, due punti per esserne certi. In attesa di conoscere dalla dirigenza quale futuro mi aspett Nel frattempo ho comprato due chilogrammi di ali di pollo, uova, pan grattato, formaggio e olio per friggere: speriamo che Odino non sia troppo schizzinoso e si accontenti...
  20. A posteriori (vedi post seguente), meno male... Grazie, ho avuto dei bravi maestri Ci hai quasi (quasi) preso... Mi sono ispirato a un noto allenatore del campionato rumeno Ecchequà 'n altro! Parente di Thutmose?
  21. Domenica 19 agosto c’è l’incontro testa-coda con l’Akropolis IF. In una domenica di mezza estate fresca e ventosa il rischio che corriamo è di prendere l’impegno sottogamba. Al 4-4-2 difensivo dell’Akropolis opponiamo un 4-4-2 quasi speculare. La partita è facile solo sulla carta: come con tutte le squadre chiuse in difesa abbiamo difficoltà a centrare la porta e a costruire azioni pericolose. Inoltre, la propensione all’attacco ci espone a pericolosi contropiede. Il pareggio a reti inviolate alla fine del primo tempo mi induce a modificare lo schieramento nel 4-2-3-1. Miglioriamo nel possesso di palla e al 58esimo, servito in un varco centrale da Lidberg, Levi ci porta in vantaggio. Tkacz si divora il raddoppio su calcio d’angolo e dobbiamo aspettare l’85esimo per chiudere la partita sul 2-0 con Pärsson servito da un lungo passaggio filtrante al centro della difesa da Levi. Le inseguitrici perdono ancora, il nostro vantaggio aumenta. Mercoledì 22 agosto andiamo a trovare il Mjällby AIF per il secondo turno della Coppa di Svezia. La vincente avrà accesso alla fase a gruppi. Il Mjällby gioca in una serie inferiore, ma sulla carta potrebbe essere un osso duro. Il Mjällby AIF scende in campo con il 4-4-2. Non ascolto i consigli del mio vice, che vorrebbe uno schieramento simile ma prudente, e metto in campo il 4-2-3-1 Confusion!, con parecchio turn-over. Il primo tempo scivola via facile: dominiamo il campo, passiamo in vantaggio al 14esimo con un gran tiro di Colantonio dal limite alto della lunetta e manchiamo il raddoppio con Gyökeres, che si mangia un gol già fatto. Nel secondo tempo, però, il Mjällby attacca con un 3-4-3 puro e comincia la nostra sofferenza. Dopo essere stati presi a pallate per un po’ (Kaddoura santo subito!) subiamo il pareggio al 59esimo con il classico tiro dalla distanza che capita ogni allineamento di pianeti. Tolgo lo stanco Prica dalla trequarti e inserisco un terzo difensore centrale, modificando lo schieramento nel 5-4-1. Gli attacchi avversari si infrangono sul muro difensivo e al 66esimo da una ripartenza innescata da Nicolajsen con un lancio lungo in fascia sulla sinistra, Pivkovski inventa una rete straordinaria: stoppa il pallone sulla linea di fondo, dribbla un terzino e converge al centro area, supera un centrale, taglia tutta l’area verso destra e sull’uscita del portiere tira ad incrociare sul palo più lontano. Cambio i due centrali di centrocampo, ordino di rallentare al massimo il ritmo e di tenere palla. I minuti scorrono via lentamente, ma a parte qualche conclusione da lontano il Mjällby non porta più pericoli alla nostra porta. Passiamo il turno con sofferenza, ho sottovalutato gli avversari e abbiamo rischiato. Domenica 26 agosto riceviamo l’Assyriska FF, che zitta zitta è arrivata al terzo posto a -14 da noi. Il GIF Sudsvall è a -12, possiamo giocare tranquilli, ma vediamo di non addormentarci. L’Assyriska si presenta con un 4-4-1-1 con due mediani. Io sono un po’ indeciso, ma poi scelgo il 4-3-1-2. Partiremo in modo prudente, a partita in corso decideremo se spingere sull’accelleratore. Nel primo tempo soffriamo la buona tenuta difensiva degli avversari e raramente riusciamo a centrare la porta; in compenso non concediamo neanche un tiro agli avversari. Nella ripresa chiedo di provare a controllare la partita, anche cercando le sovrapposizioni dei terzini. Ma, meraviglie del gioco del calcio, al primo tiro in porta della partita l’Assyriska va in gol al 58esimo. Lo svantaggio è una vera beffa: attacchiamo e alla prima occasione dopo il gol subito Lidberg viene atterrato in area. Oltre al rigore, realizzato in modo impeccabile da Tkacz, l’arbitro sanziona l’espulsione per doppia ammonizione dello sventurato difensore. Ristabilita la giustizia calcistica, ci prendiamo la partita e, dopo aver sciupato tre occasioni facili, all’80esimo Lidberg segna con un tiro da distanza siderale. A parte il gol subito è stata una buona partita; nota stonata la prestazione di Jallow, rilassato e disinteressato per gran parte del tempo. Calendario (ritorno) Classifica Continua la serie vincente e grazie alle 2 sconfitte consecutive del GIF Sundsvall il nostro vantaggio è arrivato a +15, ci basteranno 7 punti nelle prossime 7 partite per vincere la Prima Divisione Elite!
  22. Una buona notizia mi viene comunicata alla vigilia delle due difficili trasferte: Levi ha recuperato e sembra pronto ad entrare in campo. Domenica 27 luglio in casa dell’IFK Värnamo abbiamo l’occasione di consolidare il nostro vantaggio. Il 4-4-2 con due mediani dell’IFK Värnamo all’apparenza è rinunciatario, ma preferisco non fidarmi, la coppia di attacco e i due esterni sono molto pericolosi: rimpolpiamo la difesa e partiamo prudenti con il 5-4-1. Al primo calcio d’angolo della partita si sviluppa un batti e ribatti in area risolto al 3° minuto dalla zampata vincente di Gyökeres. Il vantaggio iniziale paradossalmente ci complica la partita, con l’IFK Värnamo che si rovescia in attacco alla disperata ricerca del pareggio, ma incapace di arrivare al tiro in area. Il gioco si fa nervoso e fioccano i falli e i cartellini: al 38esimo Claesson viene espulso e la partita cambia completamente in nostro favore. L’IFK Värnamo si difende con un inconsueto 4-2-1-2 e perde completamente il controllo sulla partita. Noi non dilaghiamo sia per la buona chiusura degli spazi da parte degli avversari, sia per il nervosismo mostrato dal tridente offensivo. Ma va bene così, il GAIS perde ancora e noi allunghiamo il vantaggio. Nell’anticipo di sabato 4 agosto in casa del GAIS abbiamo la possibilità di giocare in tranquillità, i sei punti sul GIF Sundsvall sono una garanzia. Il GAIS schiera il solito 4-2-3-1 con il quale proverà a prendere il comando del campo. Potrei ricorrere ancora al 5-4-1, ma non voglio concedere nessun vantaggio ad una squadra in serie negativa: giocheremo con il 4-2-3-1 “Confusion!”. Come previsto il GAIS parte sparato alla ricerca del gol, mettendoci in serie difficoltà. Nella prima mezz’ora arrivano più volte al tiro e in due occasioni Lazzari si supera. Al 29esimo, però, capitoliamo al tiro ravvicinato di Jajic sfuggito alla marcatura di Nilsson. I ragazzi sono scossi e sembrano aver subito il contraccolpo psicologico della pressione avversaria e dello svantaggio. Negli spogliatoi mi faccio sentire e scuoto con forza il loro orgoglio. Nella ripresa la musica cambia: appagati dal vantaggio i giocatori del GAIS allentano la pressione offensiva e ci concedono campo: grave errore! Non facciamo praticamente più toccare palla agli avversari e ribaltiamo il risultato dall’1-0 al 1-3. Il pareggio al 51esimo è di Prica, che fa valere la sua stazza su un cross ravvicinato di Zahui; il vantaggio al 53esimo è opera di Nilsson, abile a sfruttare la torre di Zalo su un calcio d’angolo; il terzo gol al 69esimo è opera di Pärsson che si inserisce per colpire di testa alle spalle dei difensori su un cross dalla sinistra di Tkacz. Controlliamo agevolmente la partita, ma sul finale Prica rovina goffamente in area su un avversario e regala un rigore che riaccende le speranze del GAIS. Ma ormai è tardi, manca sia il tempo sia la forza per un recupero. Affondiamo anche il GAIS, solo il GIF Sundsvall tiene il passo. Svensson entra, si fa ammonire e sarà squalificato. Che giocatore! Ricomincia la Coppa di Svezia e per il secondo turno veniamo sorteggiati per giocare in casa del Mjälby AIF. Le intenzioni sono di andare quanto più avanti possibile in coppa, i proventi economici che ne possono derivare ci sono estremamente necessari. Domenica 12 agosto ospitiamo l’AFC United, squadra che ha messo in fila sei vittorie e un pareggio nelle ultime partite e che dall’ultima posizione è risalita fino alla 9° posizione. Potrebbe darci del filo da torcere. Lo schieramento avversario è un apparentemente rinunciatario 4-4-2 con due mediani. Ma non si risale la classifica solo difendendosi. Meglio premunirsi da sorprese e schieriamo il 5-4-1. L’AFC United conferma le previsioni di squadra ostica, gioca con la linea di difesa altissima e pratica un pressing a tutto campo che ci mette in difficoltà. Alla fine del primo tempo il possesso di palla è dalla loro parte, con un imbarazzante (per noi) 59% a 41%; nei tiri non va meglio, gli avversari fanno registrare 6 tiri di cui uno in porta, noi un solo tiro per di più fuori. Così non va, bisogna cambiare: si passa al 4-2-3-1, con Andersson (DC) a centrocampo a difendere la regia di Erlingmark. L’azzardo sembra dare i suoi frutti: recuperiamo percentuali di possesso e ci facciamo vedere in area avversaria. Al 51esimo Zalo vede il corridoio giusto per Erlingmark che dal limite dei 16metri calcia nel sette, là dove il portiere non ci può arrivare. Attorno al 70esimo l’AFC si rovescia in attacco e noi cambiamo ancora, passando questa volta al nostro 4-4-2/4-3-1-2 per creare densità a centrocampo e limitare l’azione di sfondamento. Soffriamo un po’ fino alla fine, il palo ci salva dal pareggio, ma anche giocando così-così otteniamo i tre punti. Dagli altri campi giungono buone notizie! Calendario (ritorno) Classifica Nel girone di ritorno siamo imbattuti e sempre vincenti. Inoltre, la giornata appena trascorsa ci è stata favorevole, con tutte le dirette inseguitrici uscite sconfitte il vantaggio sulla seconda è un importante +9, che ci permetterà di dedicare la giusta attenzione alla Coppa di Svezia e di assorbire qualche (eventuale) passo falso senza troppi patemi. L’importante è non sedersi sugli allori.