Sloth

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  1. Dlin-Dlon - Chi è? - Posta da firmare! Tac-clack. Gneeeeeeeck. - Salve! E’ lei Martin Sloth? - Sì, sono io… - Raccomandate. Firmi qui per favore. Scrib, scrib, scrib... - Strano… Chissà perché non hanno usato l’email? - Come dice? - Ah, mi scusi! Pensavo a voce alta e mi chiedevo come mai avessero usato la posta invece della email. - Ah boh! Ho ricevuto delle offerte di lavoro, finalmente ho l’occasione per diventare un allenatore di calcio. Ma forse è meglio fare qualche passo indietro… Il mio nome è Martin Sloth. Sono nato in Italia, ma porto il cognome di mio padre svizzero. Proprio in Svizzera ho cominciato a giocare a calcio da bambino. Ero un predestinato. “Per diventare un campione!”, voi direte. Macché: già a otto anni ero alto quasi quanto il mio allenatore, che perciò decise di fare di me un difensore centrale. E non ho più smesso di esserlo per tutta la mia carriera. A me sarebbe piaciuto giocare in porta, a essere sinceri; ma il figlio del presidente della squadra aveva lo stesso desiderio e perciò… Quando mi trasferii in Italia il mio curriculum giovanile da difensore centrale mi garantì subito un posto in squadra, ma non ci volle molto per perderlo e per trovare posto in panchina: il titolare dell’azienda principale sponsor della squadra portò all'attenzione dell’allenatore le doti calcistiche di un suo nipote, che divenne titolare fisso. Qualche scampolo di partita l’ho giocata, generalmente entrando dopo che la squadra aveva subito due o tre gol. Di solito in quelle situazioni un allenatore inserisce una punta, per cercare di recuperare lo svantaggio, ma a me toccava entrare per limitare i danni. E tutto sommato me la cavavo. Ma passando molto più tempo a guardare che a giocare, cominciai fin da allora a studiare da allenatore. Compiuti 18 anni lo sponsor convinse il presidente a svincolarmi, così ebbi l’occasione di costruire la mia carriera da professionista. Ho girovagato per diverse squadre, senza uscire dall'ambito regionale e generalmente venivo contattato da squadre sul disastrato andante, prive di mezzi economici adeguati e alla disperata ricerca di toppe in difesa. Non è stato esaltante, ma ho avuto le mie soddisfazioni. Nel frattempo ho continuato a studiare da allenatore e una volta compiuti 35 anni mi sono ritirato dal calcio giocato e ho deciso di affrontare l’ignoto: da grande farò il pompiere… Ehm, no, scusate… Quello era un cartone animato di anni fa. Dicevo, farò l’allenatore di calcio! Un po’ intimorito dai prevedibili rifiuti, inondo il mondo del calcio con il mio curriculum, offrendomi al maggior numero possibile di squadre: Sono tutte lontane da casa, sarà meglio comprare delle valigie nuove... How does it feel How does it feel To be without a home Like a complete unknown Like a rolling stone?
  2. Con il recupero di Abelli l’infermeria della prima squadra si svuota del tutto. Giornata 5 Domenica 19 aprile adiamo in case dell’Helsingborgs per quello che si annuncia come un derby infuocato. Proveremo a mettere in difficoltà il 4-2-3-1 degli acerrimi rivali con il 4-1-3-2, sperando di contrastarli sul piano del possesso in maniera efficace. Il primo tempo è tutto favorevole all’Helsingborgs, i miei non sono per niente in partita e il gol subito al 22’ è un vantaggio fin troppo striminzito per gli avversari. Negli spogliatoi vengono giù le piastrelle dai muri, tanto forti sono le mie urla. Nel secondo tempo qualcosa cambia e riusciamo a recuperare prima sul piano del gioco, poi sul piano del risultato, con il gol realizzato al 63’ da Bukva, bravo a sfruttare un rilancio dalle retrovie di Westergren che scavalca le linee avversarie. L’Helsingborgs attacca e i miei si innervosiscono, diventando fallosi. Per nostra fortuna i nostri rivali finiscono presto la benzina, così strappiamo il pareggio. Riepilogo 5^ Giornata Squadra della settimana Dopo il derby ricevo un’offerta dal Belgio.Prendo tempo e informazioni, ma infine declino l’invito. Giornata 6 Sabato 25 aprile ospitiamo il Norkköping: l’eliminazione subita in coppa brucia ancora e proveremo a prenderci la rivincita. Schieramento difensivo con il 4-4-1-1 con due mediani per il Norkköping, 4-1-2-3 votato alla ricerca della profondità offensiva per noi. Il Norkköping imbriglia la partita con l’atteggiamento chiuso e prudente e la nostra manovra di attacco non riesce a trovare sbocchi. Dopo un quarto d’ora Levi si fa male e sono costretto a farlo uscire. L’equilibrio si rompe al 31’, quando Nicolajsen indovina un tiro dal limite che ci porta in vantaggio. Il Norkköping abbandona l’atteggiamento prudente e cominciano ad aprirsi spazi per la nostra manovra. Al 47’ arriva il raddoppio ad opera di Bukva, ben servito sul dischetto del rigore da Nicolajsen. Oggi troviamo bene la porta, ma il portiere avversario ci dice più volte di no. Al 64’ il Norkköping accorcia le distanza sugli sviluppi di un calcio di punizione e la partita si riapre, i miei si innervosiscono un po’ ma fortunatamente non perdono la testa. All’84’ Zalo mette il sigillo sulla partita, saltando più in alto di tutti su un calcio di punizione di Nicolajsen. Vittoria meritata, ma quante difficoltà! Riepilogo 6^ Giornata L’infortunio costa un mese di assenza a Levi: brutta tegola sul nostro cammino. Alla ripresa degli allenamenti anche Bukva ci lascia per un mese: perdere i due uomini migliori è una brutta mazzata. Squadra della settimana Lo Zurigo mi offre un colloquio. Tentenno e vacillo: la sfida di allenare in Svizzera, mia seconda patria, mi intriga parecchio, perciò accetto di partecipare al colloquio. Il Landskrona mi invita ad una riunione per provare a blindare la mia permanenza in Svezia. Giornata 7 Mercoledì 29 aprile siamo in casa del Göteborg e nonostante la stampa ci veda favoriti la sfida si preannuncia difficilissima. Solito 4-2-3-1 per il Göteborg. Noi ci schieriamo con il 3-4-1-2: gli impegni ravvicinati e gli infortuni mi consegnano una scelta piuttosto limitata. A dispetto dell’atteggiamento aggressivo del Göteborg, noi teniamo bene il campo e reggiamo il confronto. Ma questa non è la nostra giornata fortunata: al 19’ su un cross innocuo da sinistra Andersson si impappina e la mette dentro la nostra rete. Mezza squadra va nel pallone e se non andiamo nuovamente sotto è solo perché il Göteborg centra la porta solo da lontano. Nella ripresa, dopo l’ennesima strigliata negli spogliatoi, Lidberg si divora il gol del pareggio e, per contrappasso, al 60’, dopo un batti e ribatti nella nostra area, il pallone capita fortunosamente tra i piedi di Hopcutt che non ci pensa due volte e lo scaraventa in rete. Con mezz’ora alla fine della partita ci sarebbe ancora la possibilità di recuperare, ma i ragazzi non hanno più energie nervose e crollano sui fondamentali. Pessima giornata, inconsistente l’attacco e penosi gli esterni, si salva solo Marini. Riepilogo 7^ Giornata Calendario Classifica Siamo terzi in coabitazione con l’AIK, ma Djurgårdens e Malmö allungano un po’. Nonostante la classifica sia buona, la situazione non è propriamente rosea: nelle ultime partite, anche quando abbiamo vinto o pareggiato, abbiamo sofferto tantissimo. A questo va aggiunto che nel prossimo mese giocheremo ben 6 partite senza i nostri due giocatori migliori. Urge apportare dei cambiamenti. Nel frattempo il colloquio avuto con lo Zurigo ha insinuato un dubbio dentro di me: ho forse bisogno di nuovi stimoli in un nuovo ambiente? Può essere: alla riunione con la dirigenza del Landskrona non ci sono andato…
  3. "Mai dire gatto se non ce l'hai nel sacco" (cit.)
  4. Jakobsson è sulla via del recupero, ma temo per il suo sviluppo che sembra essersi arrestato. Giornata 2 Sabato 4 aprile riceviamo i campioni in carica dell’AIK e i pronostici stranamente non sono completamente sfavorevoli. Presumibilmente con il 4-2-3-1 l’AIK proverà a controllare la partita. Noi schieriamo il 4-1-2-3, con Levi e Lidberg a bloccare le avanzate dei terzini. I ragazzi sono motivati e si vede: al 2’ sugli sviluppi di un calcio di punizione passiamo in vantaggio grazie alla zampata vincente di Nilsson che intercetta il tocco corto di Lidberg. L’AIK mette da parte la prudenza e comincia l’arrembaggio. Ma all’8’ Westergren si invola sulla fascia e dalla trequarti serve l’assist preciso per la testa di Lidberg. Nella prima fase del primo tempo subiamo un po’ l’offensiva avversaria, ma al 26’ Lidberg trova la deviazione vincente sul cross di Augustinsson da sinistra e il nostro controllo sulla partita si fa netto. Al 30’ Kehinde rimedia un calcione e precauzionalmente lo sostituisco. Nei primi venti minuti della ripresa manchiamo un paio di buone occasioni per arrotondare il punteggio, ma la 68’ l’AIK accorcia con un calcio di punizione dal limite su cui nulla può Nygren. Al 79’ Lidberg mette a segno la sua personale tripletta, concludendo un contropiede innescato da un recupero di Nilsson e portato avanti lungo la direttrice Bukva-Levi. L’AIK prova il tutto per tutto ma trova il gol all’81’ solo grazie alla svista difensiva di Westergren che si perde l’avversario in area. Abbiamo surclassato l’AIK, che evita la disfatta totale solo grazie al suo uomo migliore, Gustavsson. Riepilogo 2^ giornata Nygren, Nilsson e Lidberg sono nella squadra della settimana. Giornata 3 Sabato 11 aprile andiamo in casa del Malmö, pronti a reggere il contraccolpo di una molto probabile sconfitta. Il Malmö non cambia il suo 4-4-2, mentre noi passiamo al 3-4-1-2. Il Malmö è una squadra molto forte e più volte rischiamo di capitolare, salvati da Nygren e dai legni. Al 57’ ammutoliamo la stadio: Pärsson vede il corridoio libero per Lidberg che si incunea nella difesa e batte il portiere sul suo palo. Il Malmö ci attacca con il 4-2-4 e dopo alcuni tentativi falliti clamorosamente, acciuffa il pareggio al 73’ grazie all’inserimento dell’ala lasciata colpevolmente priva di marcatura d Dahlqvist. Dopo il pareggio il Malmö allenta la pressione e noi riusciamo ad arrivare indenni al fischio finale. La dea bendata oggi ha deciso di premiarci. Riepilogo 3^ giornata Giornata 4 Nel turno infrasettimanale di mercoledì 15 aprile ospitiamo il Gefle, ultimo in classifica, ma reputato capace di impensierirci. Il Gefle adotta il 4-4-2 standard che ci ha battuto due volte la scorsa stagione. Noi ci presentiamo con il 3-4-1-2 e un turn over quasi completo. La partita in effetti è piuttosto equilibrata, noi riusciamo meglio a controllare il possesso e siamo fisicamente superiori. Due episodi decidono in nostro favore: al 10’ Marini lascia partire un bolide dal semicerchio dell’area di rigore avversaria che lascia sul posto il portiere e al 26’ Nicolajsen inventa un passaggio filtrante per Bukva che da posizione defilata trova l’angolo giusto. Nel secondo tempo il Gefle è sulle gambe, noi facciamo valere la maggiore freschezza atletica e riusciamo agevolmente a gestire il doppio vantaggio. Riepilogo 4^ giornata Calendario Classifica Dopo 4 giornate siamo in perfetta media inglese, mantenendo questo ritmo arriveremmo a 60 punti, due in più di quelli conquistati l’anno scorso, quota che ci porterebbero molto in alto. Ma siamo appena all’inizio, meglio non fare calcoli e restare concentrati.
  5. Niente pareggite,solo aspettative prudenti Così sembra. La squadra che ti è familiare forse è un ricordo di un futuro passato...
  6. Sei giovane e promettente? Stai certo che prima o poi ti capiterà un’infortunio… Quarti di Finale Domenica 3 marzo un timido sole accoglie l’Halmstads BK e la temperatura di ben 3°C annuncia la primavera in arrivo. Secondo la stampa si arriverà alla lotteria dei rigori. L’Halmstads schiera un 4-2-3-1 piuttosto equilibrato, con più spinta a sinistra. Noi adottiamo il 4-1-3-2, orfani di Nilsson e con Bukva in panchina non ancora in condizione. Al primo affondo degli avversari siamo già sotto di un gol: cross da destra e anticipo secco su Zalo, un po’ impacciato. Prendere gol a freddo mi fa arrabbiare e lo faccio sapere a tutti. Per tutto il primo tempo non riusciamo a metterla dentro, anche per un pizzico di sfortuna. Negli spogliatoi volano stracci e sgabelli e parole grosse, se non si danno una mossa li distruggo. I ragazzi ci provano in tutte le maniere, ma il risultato non cambia. Al 55’ sposto Levi sulla linea degli attaccanti a formare il 4-1-2-3 e la difesa dell’Halmstads comincia a vacillare. Al 71’ Nicolajsen raccoglie la respinta della difesa e da circa 25 metri lascia partire un bolide nel sette. Il morale cresce e i ragazzi ci credono, ma dobbiamo comunque affrontare i supplementari. Butto nella mischia Bukva e ordino il tiro libero. Nel minuto di recupero Levi si avventa su una corta respinta del portiere e serve proprio Bukva in ottima posizione: siamo in vantaggio! Nel secondo tempo supplementare rallentiamo il ritmo e teniamo palla. L’Halmstads si lancia all’offensiva a testa bassa, ma al 107’ si deve arrendere al colpo di testa di Zalo su preciso calcio di punizione di Abelli. La vittoria e nostra meritatamente, ma i quattro legni e le occasioni sprecate ci hanno complicato inutilmente la vita. Il gol di esordio di Bukva viene salutato con entusiasmo. Nygren molto diplomaticamente parla di “indicazioni” date nell’intervallo per riferirsi alla mia sfuriata. La nostra precisione nel colpire i legni è stata sottolineata anche in conferenza stampa. Della serie: "Se mia nonna avesse le ruote, sarebbe una carriola?". Il turno di qualificazione definisce le quattro semifinaliste. Noi ci giocheremo l’accesso alla finale con il Norrköpping. Registriamo un nuovo record, uno di quelli che non mi sarei mai aspettato. Prosegue l’epidemia di infortuni nell’Under 19. Il nostro Pettersson viene confermato portiere dell’Under 21: cresce bene il ragazzo. Nilsson torna ad essere dei nostri, ma per la semifinale è in dubbio. Salutiamo il terzo portiere… …e recuperiamo Lazzari. Mi sembra uno scambio equo. Quando Andersson si becca il raffreddore, scatta l’allarme epidemia. Altri due giovani si fermano, quest’anno batteremo tutti i record di infortuni. Zalo viene convocato in nazionale, non si allenerà e non via troppo a genio, considerando l’emergenza difesa che stiamo attraversando. Semifinale Domenica 22 marzo il vento e la grandine, che scenderà copiosa per quasi tutta la partita, festeggiano la primavera ormai arrivata. Io sono un po’ preoccupato, il Norrköpping è dato favorito. Invece che con il 4-2-3-1 atteso, il Norrköpping si presenta un 4-4-1-1 con due mediani e con atteggiamento difensivo. Io schiero ancora il 4-1-3-2, ma dietro sono costretto ad affidarmi a Zalo e Ohlsson. Il primo tempo è un assedio a senso unico, si gioca quasi solo nella metà campo avversaria, ma sbocchi offensivi non riusciamo a trovarli. Scardinare la difesa è un impresa improba. Per di più al 40’ su un contropiede avversario Zalo sbaglia la marcatura e non chiude sull’inserimento di Nilsson che realizza il vantaggio. Negli spogliatoi si ripete la scena della partita precedente: dopo sei minuti dal fischio di ripresa del gioco, Lidberg si avventa su un cross basso di Westergren da vero uomo d’area e realizza il pareggio. Chi si aspettava una reazione del Norrköpping si sbagliava di grosso: non solo restano chiusi in difesa, ma aumentano il giro palla fine a se stesso e perdono tempo in attesa dei supplementari. Per contrastare questo andazzo istruisco le marcature a uomo sui mediani, ma non riusciamo a trovare la porta. Al 104’ capitoliamo, complice un liscio clamoroso di Ohlsson. Il Norrköpping vince una gara giocata al risparmio e chiusi in difesa: onore al merito, ci hanno concesso pochissimo e hanno saputo sfruttare al meglio le occasioni avute. Noi salutiamo la Coppa di Svezia. Malmö e Norrköpping si contenderanno il titolo. Da un po’ di tempo a questa parte il lunedì è foriero di brutte notizie: Alm rimedia una botta. Abelli, ansioso di mettere su massa muscolare, si fa male come un allocco e se ne starà lontano dal campo per un mese. Dal fronte finanze arrivano buone notizie, almeno compensiamo un po’… 1842 abbonati a me sembrano pochi, ma riflettendoci venire allo stadio con il tempo che c’è è davvero da eroi! L'aumento dei ricavi delle cessioni è sostanzialmente inutile: le cessioni rendono pochissimo e l'attivo di bilancio e di poche migliaia di euro. Giornata 1 Sabato 4 aprile incomincia la Premier Division. Il nostro esordio è in casa dell’Hammarby, ansioso di far polpette del piccolo Landskrona. L’Hammarby presenta il 4-4-2 con i mediani in copertura, noi li affronteremo con il 3-4-1-2, con Bukva dal primo minuto. Come avevano previsto i giornalisti la partita è equilibrata, talmente tanto che non succede praticamente niente, zero emozioni: noi controlliamo il possesso, l’Hammarby prova a pungere in contropiede, ma a farla da padrone sono le difese (e il centrocampo per noi). Primo punto guadagnato. Calendario Classifica L’eliminazione in semifinale di coppa brucia, e parecchio. Il campionato è alla prima giornata, perciò i valori sono ancora tutti da definirsi. Se nelle prossime 3 partite portiamo a casa 3 punti, posso ritenermi soddisfatto. Nel frattempo sono ricomparse le difficoltà in attacco come lo scorso anno.
  7. Con 4 gradi fa quasi caldo, meglio non esagerare Forse è solo un illusione di pre-campionato? Abbiamo anticipato la preparazione di una settimana, questo ha pesato sicuramente, ma quest'anno la vedo dura
  8. Il 21 febbraio dall’infermeria ci restituiscono due pedine importanti, giusto in tempo per l’inizio del giorne di coppa. Domenica 23 febbraio facciamo il nostro esordio nella stagione 2020 contro l’IFK Värnamo. I favori del pronostico pendono leggermente dalla nostra parte, ma fa un freddo cane e il campo è gelato. Il Värnamo schiera il 4-4-2 con due mediani a protezione della difesa. Inutile fare calcoli, bisogna rischiare, così metto in campo il 4-1-2-3, con i due esterni di attacco in marcatura sui terzini. Il Värnamo parte forte e spinge per vie centrali. Dopo 10 minuti sposto le marcature sui mediani, dato che i terzini non si schiodano dalla loro area. Al 13’ Pärsson in pressing proprio su un mediano ruba palla e apre sulla sinistra per Augustinsson, il quale dopo un gran corsa verso il fondo crossa per il destro al volo di Lidberg che insacca. Passano pochi minuti e ordino di rallentare il ritmo, inutile rischiare le gambe sulla lastra di ghiaccio che è il campo. Al 31’ Andrsson non manca l’appuntamento di testa sul calcio d’angolo di Westergren. Allo scadere del primo tempo è Augustinsson a ribadire in rete il cross spiovente da destra di Westergren. Al 50’ e al 54’ Lidberg fa tripletta: la prima volta su cross rasoterra di Westergren da destra, la seconda sul calcio di rigore che si è procurato. Sul 5-0 la squadra tira i remi in barca e si disunisce: regaliamo due gol fotocopia su contropiede al 71’ e al 77’. Dopo la mia strigliata è Nicolajsen all’84’ ad incrementare il vantaggio, abile a raccogliere una sponda in area di Lidberg. Sembra finita, ma c’è tempo per il terzo gol degli avversari allo scadere, gentilmente offerto da una dormita difensiva. Vittoria meritata, ma abbiamo concesso troppo. La settimana si apre con l’infortunio in palestra di Lazzari, che ci saluta per un mese circa. La vittoria sul Värnamo è il nostro 17° risultato utile consecutivo: i gufacci della stampa non mancano di ricordarci il nuovo possibile record. Nel frattempo chiudiamo per il prestito di Jacob Pettersson, qui avrebbe avuto davvero poco spazio. Domenica 1 marzo incontriamo l’ostacolo Göteborg. I pronostici sono unanimi nel darci perdenti, ma faremo pesare il fattore campo. Solito e immutabile 4-2-3-1 per il Göteborg, 4-1-3-2 per noi, con le marcature a uomo sui terzini. Non vedo il nome di Erlingmark nella lista dei convocati. Il tempo di prendere le misure dura pochissimo: al 9’ Dahlqvist si invola sulla sinistra lanciato da Holter, arriva ai limiti dell’area e beffa tutti servendo sul secondo palo l’accorrente Westergren. Il Göteborg si rovescia in attacco e al 14’ coglie in pieno il palo. I ragazzi non si fanno mettere sotto e al 23’ Levi semina il panico in area e riesce a servire Lidberg che indisturbato appoggia in rete. Al 35’ il Göteborg si mangia ancora le mani per il palo sfiorato con Nygren battuto, ma al 43’ Lidberg si fa trovare pronto sul passaggio filtrante di Marini nello spazio tra i difensori: dribbling secco sul portiere e gol. Chiedo e ottengo concentrazione nel secondo tempo. Al 58’ Nicolajsen scheggia la traversa con un tiro da lontano e al 66’ Pärsson si procura un rigore, sbagliato da Lidberg. Neanche il tempo di incoraggiare i ragazzi che Lidberg recupera palla in pressing nella nostra metà campo, apre centralmente per Pärsson che si porta via mezza difesa e serve d’infilata il velocissimo Colantonio che in buona posizione non sbaglia. Il Göteborg si innervosisce e diventa falloso, ma a parte la traversa fortuita su calcio d’angolo non riesce più a rendersi pericoloso. Abbiamo avuto fortuna, ma siamo anche stati bravi a capitalizzare le occasioni create (rigore a parte). Allunghiamo la nostra striscia senza sconfitte, ma il titolo di invincibili non mi piace troppo. A metà settimana Nilsson si becca un virus e lo mando subito a casa, lontano da tutti gli altri, hai visto mai che scoppi un’epidemia… Subito dopo si fa male uno dei giovani più promettenti. Mai che capiti ai più scarsi, ma neanche per sbaglio… All’ultima giornata del girone il Värnamo costringe al pareggio il Göteborg, così ci qualifichiamo con un turno di anticipo. Recuperiamo Bukva, ma a questo punto meglio non affrettare i tempi del rientro. Domenica 15 marzo ospitiamo l’Östers, squadra difficile in una partita senza nessuna influenza sul nostro cammino. Ma non ho nessuna intenzione di fare figuracce! L’Östers schiera un 4-2-3-1 con impostazione molto probabilmente votata al contropiede. Io ripropongo il 4-1-3-2, con turn over. La partita non inizia per il verso giusto: all’8’ sugli sviluppi di un calcio di punizione, con l’avanzamento in pressione della linea difensiva, Alm si attarda e tiene in gioco un avversario che ben servito segna a porta sguarnita. Mi arrabbio parecchio e do disposizioni per passare al 4-1-2-3: ancora prima che la squadra cambi modulo, Nicolajsen pennella un calcio d’angolo sulla testa di Ohlsson che pareggia. L’Östers quasi non vede il pallone, ma al 51’ ci infila in contropiede dopo l’ennesimo tiro di Nicolajsen ribattuto dalle gambe avversarie. Questa volta non mi arrabbio, ma incito i ragazzi a dare il massimo: al 61’ su cross di Alm, Pärsson fa da torre per il pareggio di Lidberg e al 68’ su cross di Augustinsson incorna direttamente in rete. L’Östers sembra accusare il colpo e si ritira a protezione della propria porta, noi controlliamo a ritmo ridotto e all’87’ c’è il gran gol di classe di Levi, che dal limite supera il portiere con un tiro a giro sul secondo palo. Nicolajsen ottimo nei passaggi ma penoso al tiro si merita una strigliata negli spogliatoi. Nel dopo partita si festeggia il ritorno al gol di Levi, in astinenza da troppo tempo. Superiamo il girone con facilità, con qualche gol subito di troppo, ma con una capacità realizzativa che sorprende anche me. Nei quarti di finali avremo il nostro bel da fare, ma poteva andare peggio. Calendario
  9. Presentazione della rosa PORTIERI Nygren e Lazzari si contenderanno il posto a suon di prestazioni: il primo promette bene, il secondo ha inspiegabilmente subito una battuta di arresto e se dovesse peggiorare c’è il buon Pettersson in prestitoda richiamare. Jakobsson discreto terzo portiere, buono per l’Under 21, potrebbe crescere. DIFENSORI Andersson, Nilsson e Zalo restano il terzetto di prima scelta. A seguire Ohlsson, che è migliorato parecchio e Kabongo. Sykaj ha attraversato una fase di involuzione ed è sulla lista prestiti, se trovo un sostituto a buon prezzo (cioè a zero!) sarà mandato a farsi le ossa in campionati minori. Nilsson e Kabongo stanno studiando da mediani per migliorarne la tecnica; Andersson e Zalo non ne vogliono sapere, mentre Ohlsson aspetterà ancora un anno. ESTERNI Ogni anno siamo alle solite, reparto difficile da assemblare e difficile da gestire. I quattro saranno tutti titolari e riserve contemporaneamente, giocheranno i più in forma. A sinistra la terza scelta sarà il già collaudato Marini, a destra invece sarà Colantonio (eventualmente) a cimentarsi nell’inedito ruolo. MEDIANI/CENTROCAMPISTI Abbiamo perso Erlingmark, titolare inamovibile, quindi le gerarchie sono meno definite. Holter giocherà prevalentemente davanti alla difesa, con Abelli accanto se in coppia. Marini e Kehinde saranno proposti preferibilmente in mezzo al campo, ma alla bisogna possono arretrare sulla linea dei mediani. Colantonio sarà un po’ il Jolly del centrocampo e probabilmente lo allenerò come mediano. Johanesson è una mia scommessa, sarà la terza (o quarta, dipende) scelta sulla linea dei mediani, nel frattempo resta a disposizione dell’Under 21. CENTROCAMPISTI/ATTACCANTI Levi cercherò di utilizzarlo il più possibile (se prima non me lo portano via), sia dietro le punte sia sulla linea degli avanti. Nicolajsen è il sostituto di Levi dietro le punte, ma può dire la sua sul fronte offensivo. Pettersson è la terza scelta, ma o si dà una mossa a migliorare o dovrà trovarsi un’altra sistemazione. ATTACCANTI La coppia Lidberg- Pärsson è stata affiancata da un bel giovanotto di peso e tecnica, Bukva, che, una volta che si sarà ripreso dall’infortunio, mi renderà piacevolmente difficile scegliere. Sjöström fino a qualche giorno fa veniva indicato come potenziale boom, ma all’improvviso il mio secondo ha cambiato la valutazione al ribasso: è giovane, scommetto su di lui. La qualità generale rispetto all’anno scorso è cambiata di poco: siamo leggermente migliorati sugli esterni, abbiamo perso Erlingmark al centro, ma alcuni giovani hanno avuto miglioramenti sensibili. Holter non sarà un fulmine di guerra, ma è saldo mentalmente e davanti alla difesa potrà essere decisivo. In avanti siamo più dinamici, ma mi preoccupa Pärsson che non ha fatto nessun progresso rispetto all’anno scorso. In porta mi aspetto l’esplosione di Nygren, se non avviene lo metto a distribuire noccioline sugli spalti. TATTICA I moduli della stagione che va a incominciare saranno i seguenti: 3-4-1-2 – Punto di forza dello scorso anno, viene riproposto con alcune modifiche in avanti e soprattutto in difesa, dove con le marcature a uomo sui terzini avversari diventerà un bel 5-4-1. Utile contro attacchi a due o tre punte, contro squadre più quotate o per difendere un risultato. 4-1-3-2 – Anche questo modulo non è una novità, ma quest’anno viene proposto meno orientato al possesso e più al cambio di gioco e alla verticalizzazione veloce. Anche in questo caso le marcature a uomo sui terzini lo modificheranno, passando in fase difensiva ad un 4-1-4-1 anomalo. 4-1-2-3 – Modulo novità, offensivo (anche se con mentalità equilibrata, perché non vogliamo prenderle) che sarà utilizzato contro squadre inferiori, o per ribaltare/conquistare un risultato. In difesa sarà un 4-1-4-1, con i terzini avversari marcati a uomo. Questo è quanto, ora tocca al campo dare i suoi verdetti.
  10. L’attesa per l’inizio della nuova stagione agonistica sta per terminare. Siamo al 20 febbraio e i tre mesi appena trascorsi. Densi di attività, sembrava non dovessero passare mai. Prima dell’inizio del nuovo anno calcistico, raccogliamo l’ultimo riconoscimento, destinatario Colantonio, autore del gol dell’anno. Il mio percorso di studi va a buon fine. Finanze Siamo abbondantemente nei parametri europei per il Fair Play finanziario. Versiamo quanto dovuto all’erario ed è una bella botta. Una cifra identica viene divisa per i premi ai giocatori e il tesoriere piange. Fortunatamente abbiamo dei tifosi di buon cuore, spiantati ma di buon cuore. Il settore commerciale sembra in crescita, sorprendente il numero di magliette vendute. Dove dobbiamo crescere è nella raccolta di sponsorizzazioni: siamo molto (ma molto!) al di sotto della media, gli investitori non hanno molta fiducia in noi. Dal fronte diritti TV però qualcosa si muove in meglio rispetto allo scorso anno. Nel complesso lo stato finanziario risulta essere ancora penoso, ma meno penoso di un anno fa. Non ci resta che attendere la fine della campagna abbonamenti e augurarci che il pubblico accorra numeroso. Settore tecnico Come vedremo in seguito, a causa della mancanza di liquidità il mercato è stato piuttosto asfittico; perciò, con il benestare entusiastico (!) della dirigenza, ho aumentato il numero dei preparatori e ho realizzato una riorganizzazione parziale. Nel settore tecnico non abbiamo nulla da invidiare a nessun’altra squadra; il settore Ricerca è tra i migliori, mentre non sono riuscito a convincere dei Fisioterapisti in gamba a unirsi a noi. Lo staff tecnico Under 19 è quanto di meglio potessi ottenere; la dirigenza storce un po’ il naso, ma se non abbiamo grandi possibilità sul fronte mercato, almeno proviamo ad allevare giovani campioni in casa! Mercato In una parola: frustrante. Anche in questa tornata abbiamo superato i 500 giocatori osservati, ho visionato talmente tanti profili che a un certo punto non ne potevo più. Se poi ci aggiungiamo che i “no grazie!”, le richieste inesaudibili e i prezzi inarrivabili sono stati decine la tentazione di lasciar fare al Direttore Sportivo è stata tanta. Anzi, se solo il Presidente avesse assunto uno di poco migliore confesso che questa volta non avrei esitato a lasciar fare tutto a lui! In ogni caso, ci siamo. Levi ha continuato a suscitare interesse, ma al momento nessuna offerta si è concretizzata. Jallow non sarà dei nostri quest’anno, la sua squadra ha deciso di lanciarlo in prima squadra. Sono dispiaciuto, ovviamente, ma gli faccio un grosso in bocca al lupo e ci rivedremo in campo. Una pugnalata al cuore, invece, me l’ha data Erlingmark, che dopo due anni da titolare, preferisce fare panchina al Göteborg, piuttosto che cimentarsi con la nostra sfida. E che ti devo di’, figlio mio, contento tu… Cessioni Il mercato in uscita regista i mancati rinnovi a due giovani poco adatti alla Premier Division e quello più doloroso dal punto di vista affettivo di Pivkovki: è al culmine della sua carriera e se fosse restato avrebbe tolto spazio a un paio di giovani promettenti che voglio portare ai massimi livelli. Riesco a liberarmi di Svensson e di Kaddoura a prezzi decenti (sono buoni per la Prima Divisione Elite, cosa se ne faccia il Malmö di Kaddoura...), e mando in prestito giocatori che saranno valutati a fine stagione: Pettersson può darsi che me lo riprenda già in estate; su Markovic nutro seri dubbi, visto che i tentativi di vendita non hanno suscitato nessun interesse. Staremo a vedere. Acquisti La lista è cortissima: due esterni, un mediano/centrocampista e un attaccante. Tutti giovani, tutti promettenti, ma nessuno in grado di farci fare il salto di qualità. Abbiamo tempo fino alla metà di marzo, l’osservazione continua, ma oltre i parametri zero e i prestiti non potremo andare. Con la ripresa degli allenamenti sono ricominciati i moccolamenti. Quest’anno è il festival degli infortuni in partita, se si esclude la solita influenza. Niente di grave, eccetto lo stiramento di Buvka, che salterà la Coppa di Svezia e ci fa perdere qualche possibilità di passaggio del girone. Il sorteggio quest’anno non è stato particolarmente benevolo, visto che ci ha messi di fronte al Göteborg e a due brutti clienti della Prima Divisione Elite. Il precampionato è filato via senza troppi problemi, ma l’inizio di stagione rischia di essere veramente difficile, sia in coppa, come già detto, sia in campionato, dove nelle prime tre giornate incontreremo nell’ordine Hammarby, AIK e Malmö. Fortunatamente le aspettative sono minime: quelle di coppa sono già state raggiunte, in campionato… Non so fare pronostici, dopo la stagione passata tutto può essere e non riesco ad essere ne pessimista ne ottimista. I bookmakers, bontà loro, sono sicuri che ci giocheremo la retrocessione ai Play Out e se ci prendono come l’anno scorso...
  11. Tantissima, forse troppa! Grazie! Grazie mille, miracolo è la parola giusta! Da un allenatore goloso di yogurt... Le aspettative sono state abbondantemente superate, anche l'immaginazione probabilmente. Ma mi darò un 10 solo quando metterò in fila il 100% di vittorie. Nel frattempo essere severo con me stesso mi aiuta a non deconcentrarmi (e il rischio è alto!)
  12. L’edizione 2019 della Premier Division svedese è terminata. Finito di darmi pizzicotti e assicuratomi di essere ben sveglio, passiamo a una rapida analisi e valutazione. Il primo verdetto riguarda i bookmakers svedesi: io non sono un esperto, ma a occhio quest’anno devono averci rimesso parecchie palanche: All’inizio della stagione anche io avevo creduto ai pronostici, ritenendo di aver messo su una squadra da metà classifica in Prima Divisione Elite che avrebbe faticato per salvarsi in Premier Division. L’inizio sembrava confermare il tutto, ma dopo alcuni cambi di istruzioni in campo e una diversa programmazione degli allenamenti e dei riposi ci siamo attestati nella parte alta della classifica fino ad arrivare all’incredibile secondo posto. Un breve periodo di flessione l’abbiamo avuto tra la 14° e la 17° giornata, quando ho voluto modificare la disposizione tattica in campo per provare a migliorare la manovra difensiva soprattutto per avere più copertura sulle fasce: quanto mi sono sbagliato! I risultati non sono stati completamente negativi perché a partite in corso siamo riusciti a raddrizzare situazioni difficili tornando ai vecchi moduli, ma il rendimento individuale e di squadra ne ha risentito. In quello stesso periodo abbiamo subito l’eliminazione dalla Europa League e il rammarico è grande. Da quella eliminazione, in ogni caso, è cominciato il nostro periodo migliore, culminato con la rispolverata dei vecchi principi del catenaccio all’italiana, le marcature a uomo in particolare. L’adozione di un turn over spinto è stato determinante, avere in campo giocatori al massimo della forma è stata un’arma in più rispetto agli avversari, soprattutto nella parte centrale del campionato quando si è avuto un calendario fitto, con numerosi incontri infrasettimanali. Riassumendo, il nostro attacco è risultato essere il 5° come capacità realizzativa: Molto meglio la difesa, con soli 24 gol subiti è la migliore del campionato: Siamo stati tra i migliori anche nel gestire il possesso palla, con la percentuale di passaggi completati più alta: Questo ci ha permesso nella seconda parte del campionato di mettere in fila 14 risultati utili, segnando almeno un gol a partita: Di aspetti veramente negativi non ce ne sono molti: contrasti, colpi di testa e cross riusciti sono nella media; quello che ci è mancata veramente è stata la precisione nel centrare la porta, ma considerando da dove siamo partiti e dove siamo arrivati direi che non possiamo lamentarci. Certo, per il futuro dovremo per forza di cosa migliorare. Dal punto di vista individuale, la trasformazione di Jallow da esterno invertito a fluidificante destro è proseguita bene; ancora meglio è andata con Alm, che da ala destra naturale non ha avuto nessuna difficoltà a giocare come fluidificante. Bene anche Levi a centrocampo, molto meglio che come esterno di attacco. Gli infortuni sono stati tutto sommato limitati, fatta eccezione per il grave infortunio patito da Levi e i due infortuni a breve distanza di tempo subiti da Colantonio, tutti in finale di stagione. Tattica – Voto: 7,5 Allenamento – Voto: 8 La rosa è la più giovane del campionato, con un paio di giocatori più esperti, ma comunque al di sotto dei 26 anni. Nonostante questo, la maggior parte ha buon carisma e personalità e tutti hanno dimostrato professionalità. Anche chi è stato impiegato meno non ha avuto nessuna difficoltà nel comprenderne le ragioni e tutti si sono dimostrati pazienti nell’aspettare l’occasione giusta per scendere in campo. Naturalmente non è stato un gruppo cui chiedere troppo, ma non è stato difficile trovare gli stimoli giusti per motivarli. Tra i giovani nuovi arrivati ci sono diverse buone promesse. Altri, invece, che a detta dei miei collaboratori potrebbero non riuscire a sfondare, saranno oggetto di un cambio radicale del loro ruolo in modo da dare loro la possibilità di, eventualmente,esprimere un potenziale nascosto. Vedremo. Gestione della Rosa – Voto: 7,5 Gestione Spogliatoio – Voto: 7,5 Le finanze: più di quello che ho fatto non potevo. Forse avrei potuto limitare il numero di giocatori messi sotto osservazione, ma si sarebbe trattato di risparmiare solo qualche spicciolo per i viaggi degli osservatori. Abbiamo uno staff al di sopra della media e abbiamo raggiunto risultati insperati con una spesa a dir poco ridicola in confronto ai nostri competitori. Il prossimo anno quello che possiamo fare e mantenere il più possibile questo stato di cose e sperare in un afflusso di pubblico maggiore. La politica dei prestiti non funziona con tutti i giovani, perciò per avere il maggior sviluppo possibile sarà adottata solo mandandoli in prestito in squadre adeguate, altrimenti resteranno a casa, magari sotto la tutela di qualche senatore. Mercato – Voto: 8 Gestione economica – Voto: 7 La squadra. Le valutazioni nel complesso sono decisamente positive, tra tutte le competizioni sono solo due le insufficienze: Ohlsson, giovane in crescita costante, e Markovic, giovane riserva che ha decisamente deluso le aspettative. Lidberg, Colantonio e Levi i migliori. Portieri Lazzari e Kaddoura si sono equamente divisi le presenze fino all’infortunio di Kaddoura, dopo di allora Kaddoura ha mostrato qualche cedimento ed è stato impiegato meno. Lazzari decisivo nel finale di campionato con parate miracolose. Difensori centrali Il trio titolare Andersson, Nilsson e Zalo non hanno deluse le aspettative: forti fisicamente, poco fallosi, dotati di tecnica superiore alla media dei difensori, hanno sofferto un po’ nei contrasti contro giocatori molto tecnici, ma il bilancio è comunque positivo. Ai tre di riserva se c’è qualcosa di cui rimproverarli e di essere un po’ incostanti. A loro scusante va detto che sono stati impiegati poco, ma in ogni caso raramente hanno offerto prestazioni insufficienti. Discreto Sykaj, sufficiente Kabongo; Ohlsson deve ancora migliorare, ma è sulla strada buona. Esterni Come sempre turn-over elevato nei ruoli di esterni di difesa. Buona sicurezza le prime scelte: Dahlqvist discreto e Alm buono, nonostante quest’ultimo non avesse mai giocato in posizione di fluidificante. Strappa la sufficienza Jallow, discreto in fase difensiva, ma ancora carente in fase offensiva. Markovic, come detto, al di sotto della sufficienza, sarà destinato a lasciarci. Qualche apparizione nel ruolo l'ha offerta anche Marini,in difficoltà le prime volte, più a suo agio a stagione inoltrata. Centrocampisti centrali Motore e cervello della squadra, tutti hanno dato il loro contributo alla splendida stagione. Le differenze di valutazione sono minime, dovute a imprecisioni nel tiro (Nicolajsen), eccessiva esuberanza (Abelli) o difficoltà di adattamento al ruolo (Pivkovski): senza queste sbavature (minime) il giudizio complessivo è buono. Sorpresa positiva è stato Marini, chi ha un po’ deluso è stato Kehinde, che molto spesso si è limitato a svolgere il suo compitino senza incidere più di tanto: credo che dovrò cercare di capire meglio quale può essere il suo ruolo migliore in campo. Erlingmark colonna insostituibile, ha fisico, piedi e testa al di sopra di tutti. Levi è il mio pupillo, ma deve migliorare nella resistenza, soffre troppo la fatica e nelle partite a distanza ravvicinata la sua assenza si è fatta sentire. Speriamo si riprenda bene dal grave infortunio. Colantonio ho aspettato che crescesse e ha ripagato la mia fiducia con ottima moneta. Nota di merito va Pivkovski, che nel finale di stagione ha stupito tutti, me compreso, nel ruolo di regista mobile. Attaccanti In tre hanno realizzato tre quarti dei gol totali. Ci andrebbe conteggiato anche Nicolajsen, ma ha giocato più a centrocampo che in attacco. Kristoffersen non ha sfigurato affatto: discreta riserva, buono per la Prima Divisione Elite, è riuscito ad essere determinante in molte partite; è un po’ statico e gioca spalle alla porta, se trovo un sostituto migliore lo manderò in prestito per farlo crescere un po’. Lidberg e Pärsson praticamente sempre in campo con una media di rendimento elevata, hanno avuto davvero pochissime giornate di appannamento. Un po’ imprecisi in fase di finalizzazione ma versatili in molti ruoli d'attacco, tutto considerato hanno giocato al meglio delle loro possibilità.
  13. Eccoci dunque all’epilogo della Stagione 2019. Mancano due partite e abbiamo l’occasione per concludere in maniera incredibile una stagione cominciata con tutt’altri obiettivi: da combattere per la salvezza ci ritroviamo a disputarci un posto nella parte alta della classifica, a ridosso delle primissime. La partita strepitosa con il Trelleborg vale a Lazzari l’ennesimo riconoscimento: sto valutando la possibilità di riconsiderare la sue epurazione. Kabongo si fa male in palestra e finisce la stagione in anticipo. Tra gli anticipi del sabato spicca la vittoria di misura dell’AIK. I tre punti sono sufficienti a conquistare con una giornata di anticipo il titolo di campioni di Svezia. Domenica 3 novembre, messi da parti pensieri strani di vittoria, possiamo concentrarci sulla partita in casa dell’Hammarby con la dovuta calma e tranquillità, ci basta un punto per ottenere un posto in Europa nella prossima stagione. L’Hammarby schiera un 4-4-2 chiuso al centro e proiettato all’attacco sulle fasce. Noi li contrasteremo con il 3-4-1-2, con i due avanti a far movimento per aprire la difesa e Pivkovski libero di svariare a tutto campo nell’inedito ruolo di Regista mobile. Per avere ancora più protezione in difesa e imprevedibilità in attacco Pivkovski e Lidberg marcheranno a uomo i terzini avversari. Partita sfortunata, quello che abbiamo “rubato” contro il Trelleborgs ci viene ripreso, per fortuna senza interessi. Il nostro dominio in campo non si traduce in opportunità pericolose, complice il muro difensivo avversario. Il più intraprendente al tiro nel primo tempo è Dahlqvist e questo dice molto delle difficoltà nel trovare la porta. Il risultato si sblocca solo al 68’, grazie all’invenzione del subentrato Marini che indovina il corridoio giusto per servire Pärsson, che da posizione defilata beffa il portiere sul suo palo. L’Hammarby non ci sta a perdere e si lancia all’offensiva. Nonostante il mutato atteggiamento, manteniamo il controllo della partita, ma a tre minuti dal 90’ un rinvio dalla difesa scavalca e sorprende centrocampo e difesa e diventa un assist involontario per Söderqvist che può segnare indisturbato. Meritavamo la vittoria, anche l‘allenatore avversario in conferenza stampa ammette la fortuna avuta. Pärsson, colpito duro in partita, salterà l’ultima partita. L’amarezza per la vittoria sfumata è compensata dalla conquista di un posto in Europa League. La dirigenza fissa i paletti economici per il prossimo anno, ma senza entrate più consistenti difficilmente potremo utilizzare al massimo il budget a disposizione. Tra le altre partite spicca la seconda sconfitta consecutiva del Malmö che ci vale il momentaneo secondo posto. Le convocazioni per le nazionali non saranno un intoppo, si giocherà a campionato finito. Domenica 10 novembre giochiamo in casa la partita di saluto per quest’anno. Il Kalmar non dovrebbe essere un ostacolo difficile, ma non sono da sottovalutare gli aspetti psicologici di appagamento della mia squadra. In campo vedremo un 4-4-2 per il Kalmar e un 3-4-1-2 per noi: u po’ di turn over e marcature a uomo sui terzini. Un’altra partita di dominio in campo, ma di scarsa finalizzazione. L’assenza di Pärsson si fa sentire e Kristoffersen non si trova a suo agio come attaccante di movimento. Al 5’ Marini rimedia una zuccata, ma stringe i denti fino alla fine del primo tempo. Nel frattempo, al 27’ Alm si invola fino alla bandierina e lascia partire un cross verso la testa di Lidberg che non sbaglia. Come già detto, Kristoffersen fatica in attacco, così dal 60’ lo faccio uscire, sposto Nicolajsen in attacco e metto dentro Pivkovski in cabina di regia, ruolo che a quanto visto nella partita precedente gli calza a pennello. Ma non succede praticamente più nulla fino al fischio finale: buona prova delle difese che mettono in affanno gli attaccanti da entrambe le parti. La botta di Marini è poca cosa, per fortuna la stagione e terminata, altrimenti di questo passo non so dove saremmo arrivati con gli infortuni. Incassiamo il premio finale, che sparirà quasi immediatamente nella distribuzione dei premi stagionali ai giocatori. Il nostro cammino nel 2019. Le amichevoli: Coppa di Svezia Europa League Premier Division – Andata Premier Division – Ritorno La classifica finale E chi l’avrebbe mai detto! Secondo posto (con salto record sulle previsioni pre-stagionali) e miglior difesa. I prossimi passi saranno un’analisi della stagione appena conclusa e poi un breve periodo di valutazione dei giocatori in rosa e di quelli sotto osservazione per decidere i tagli e gli innesti, sempre con un occhio alle spese che anche il prossimo anno saranno (necessariamente!) di molto inferiori al budget a disposizione.
  14. Ottobre inizia con qualche avvisaglia di mugugni. Kaddoura, in particolare, vorrebbe giocare di più. Fortunatamente non è un piantagrane. Un altro difensore finisce tra i migliori, questa settimana tocca ad Andersson. Tra i migliori allenatori finisco terzo. Poco male, non ci tengo molto a questi riconoscimenti, se non indirettamente come “termometro” del buon andamento della squadra. Le nazionali ci soffiano tre giocatori, ma non ci causa troppi problemi, abbiamo tre settimane di pausa prima del campionato. Il giovane Jacobsson si fa male: a giudicare dal rapporto deve aver avuto un incidente con l’auto… La percentuale sugli utili viene ridotta. Cosa significa? Che il bilancio è nuovamente in rosso... Andersson prende a zuccate un compagno, ma ha la peggio e si fermerà per qualche giorno. Questa è una seccatura. Colantonio è sulla via del recupero e questa è una buona notizia. Levi, invece, non rivedrà il campo prima della prossima stagione. Questa sì che è una brutta notizia: sembra che il mio urlo di disperazione abbia provocato lo spostamento a est delle rotte migratorie di molte specie di uccelli, spaventati e terrorizzati hanno preferito deviare sulla Siberia. Ho anche ricevuto la visita di un parroco, un pastore luterano e un paio di esorcisti, a quanto pare ho esagerato con le imprecazioni. Comunque, abbacchiato come non mai, conduco la squadra in due facili amichevoli per non perdere il ritmo partita. A seguire, il calendario delle prime della classe, quattro giornate dalla fine del campionato: Il calendario migliore ce l’ha l’AIK, è infatti è la candidata alla vittoria finale. Il Malmö è alle prese con la Champions League e non sta attraversando un buon momento di forma, ma ha le risorse tecniche per difendere la seconda posizione ed eventualmente approfittare di qualche passo falso della capolista. Noi possiamo difendere la nostra terza posizione dall’assalto di Hammarby, Helsingborgs e Göteborg se non facciamo disastri; se poi il Malmö ci dà una mano, potremo anche sperare di salire di un gradino. Chissà… Domenica 20 ottobre ritorniamo in campo contro l’Östersunds ad un passo dalla retrocessione. Negli anticipi del sabato, davanti a noi l’AIK ha pareggiato e il Malmö ha vinto; dietro il Göteborg pareggia e perde terreno, l’Helsingborgs vince e si fa più vicino, mentre a sorpresa perde l’Hammarby che ci concede 6 punti virtuali di vantaggio. L’Östersunds proverà a colpire in contropiede con un 4-4-2 con due mediani e noi ci premuniremo da eventuali sorprese con un 3-4-1-2 piuttosto offensivo e con due torri davanti. Speriamo di non dover rimpiangere l’assenza di Levi. Il risultato racconta solo in parte la partita. Abbiamo dominato in lungo e in largo, concedendo agli avversari solo le briciole, ma in attacco siamo stati i soliti sciuponi. Al 35’ siamo passati al 3-5-2 e tre minuti dopo Dahlqvist trova lo spazio per crossare, torre di Pärsson e girata di testa di Lidberg. Nel secondo tempo arretro Pärsson a formare il 3-4-2-1, nel tentativo di aprire il muro difensivo, ma non è facile trovare spazi. Al 60’ registriamo il primo tiro dell’Östersunds: da lontanissimo e decisamente fuori. Al 65’ rischio l’espulsione per aver quasi demolito a testate la panchina: Kehinde si fa male ed è costretto ad uscire in barella. Metto dentro Pivkovski e torniamo al 3-5-2: al 69’ Pärsson sbaglia un gol già fatto e, quando stava montando un po’ di nervosismo in campo, è il rientrante Colantonio a piazzare un siluro rasoterra da 30 metri per il definitivo 2-0. Neanche a dirlo, i migliori in campo sono i difensori; Nicolajsen, bravissimo ad impostare il gioco, spreca tanti tiri dalla distanza senza mai centrare la porta. Campionato finito anche per Kehinde, io ho finito gli improperi e anche la voce, vado a farmi dieci litri di camomilla. Lazzari ancora una volta tra i migliori. Lidberg gli fa compagnia, anche con una prestazione poco più che sufficiente: non deve essere stata una grande settimana per gli attaccanti. Alla vigilia della partita con il Trelleborgs il presidente in persona mi offre il rinnovo. Il giovane Forssel, fresco di contratto, si becca una intossicazione: questi giovani non sanno bere ed esagerano sempre! Arriviamo alla trasferta di sabato 26 ottobre. Se battiamo il Trelleborgs siamo matematicamente in Europa League, al Trelleborgs basta il pareggio per salvarsi. Devo aver detto qualcosa di sbagliato in conferenza stampa, perché gran parte della squadra sembra sull’orlo di una crisi di nervi. Il Trelleborgs ha intenzione di giocarsi il tutto per tutto con il 4-3-3, presumibilmente con pressing a tutto campo. Io opto per un approccio prudente e schiero la squadra con il 3-4-2-1. Nei primi minuti il Trelleborgs non ci fa uscire dalla nostra metà campo, dal 15' adottiamo il 3-4-1-2 e cominciamo a vedere l’area avversaria. Da lontano, però. Al 14’, al 16’ e al 25’ Lazzari compie tre salvataggi che hanno del miracoloso. Restringiamo il raggio di azione della squadra e serriamo i ranghi. Al 27’ Alm parte in contropiede per vie centrali, vede il corridoio giusto e serve Pärsson che infila il portiere in timida uscita. Al 30’ Lazzari si ripete su un tiro da breve distanza. In attacco non va altrettanto bene: al 31’ Pärsson si vede deviare in corner un tiro che sembrava destinato sotto la traversa e al 38’ Lidberg sparacchia alto da buona posizione. Nel secondo tempo ordino alle due punte di creare più movimento, ma nonostante questo fatichiamo ad arrivare alla porta. Lazzari ci salva ancora un paio di volte e riusciamo a ridurre il suo carico di lavoro solo alzando la linea di difesa e pressando i portatori di palla. Anche se non riusciamo a renderci pericolosi, abbiamo trovato l’equilibrio giusto per difenderci con ordine. Ma al 78’, su calcio d’angolo il Trelleborgs trova il meritato pareggio, complice una mezza papera di Lazzari. Punto utilissimo, ma a voler essere onesti, decisamente rubato. Oggi l’attacco ha fatto decisamente pietà… Monta un certo interesse per Levi, sembra che il Sivasspor voglia far valere la clausola rescissoria. Per il momento sto ad aspettare gli eventi, non mi va di rinnovare un contratto già oneroso ad un giocatore gravemente infortunato senza saper in che condizioni tornerà disponibile. Calendario Classifica Resistiamo in terza posizione. L’AIK vince e allunga, il Malmö perde malamente e ci tiene dietro solo in virtù della miglior differenza reti. Dietro Helsingborgs e Hammarby vincono e accorciano le distanze, ma a noi basta un punto nelle prossime due partite per tenerci il terzo posto e ottenere la qualificazione in Europa League. Contro Hammarby e Kalmar non accetterò partite come l’ultima, piuttosto li piglio a calci nel sedere fino al Polo Nord! Ah, sì, dimenticavo…
  15. Il titolo mi pare improbabile. Riguardo le domande, vedi a seguire Grazie! E con le unghie! Immagino a cosa ti riferisci, ma è troppo anche solo immaginarlo Ecco, sognare si può. La realtà temo sarà un'altra... Il calo c'è stato, ma le altre sono calate di più. In tre settimane di pausa noi abbiamo giocato due amichevoli, delle altre solo alcune hanno giocato una volta per due recuperi di campionato
  16. L’ultima partita porta con sé la squalifica di Abelli, un’altra. Quando un mio portiere finisce nella squadra della settimana non so se essere davvero contento. Questa volta è toccato a Kaddoura. Durante la pause giochiamo un paio di amichevoli per mantenere la forma e provare qualche piccolo cambiamento. Alcuni giocatori non saranno a mia disposizione perché chiamati in nazionale. Kaddoura rimedia un colpo non grave, anche se doloroso, e starà fuori per un po’di giorni. Senza portiere di riserva, richiamo un giovane dal prestito. Anche Sykaj viene chiamato in nazionale Under 21. Agosto mi sorride: grazie alla serie positiva di risultati mi aggiudico il riconoscimento di allenatore del mese. La notizia dei prossimi diritti TV da incassare mi rende quasi euforico. Le finanze sono sempre in bilico, ma da un po’ non sono più in profondo rosso. La dirigenza non ha praticamente nulla da rimproverarmi: se proprio dobbiamo cercare qualcosa, il numero di giovani del vivaio in squadra non è quanto vorrebbero che fosse. Provvederemo in futuro. Il nuovo reclutamento porta un bel numero di giovani interessanti: ho tempo fino al 14 ottobre per prendere una decisione, ma credo che saranno in pochi a lasciarci, tutto dipenderà dallo stato delle finanze. Contrariamente a quanto previsto dal mio staff alcuni giocatori stanno mettendo a frutto gli allenamenti da me imposti in questi mesi. Perdiamo nuovamente Colantonio, non aveva neanche fatto in tempo a recuperare la forma partita. Sabato 14 settembre arriva il Malmö. Non abbiamo il pronostico dalla nostra parte, ma il pubblico è quello delle grandi occasioni. Il Malmö schiera la sua macchina da gol con il 4-4-2. Noi proveremo a tenerli lontani dalla porta con il 3-5-2, con nuove istruzioni per la coppia di attacco. Il Malmö è forte e ci mette sotto pressione fin dai primi minuti. Per contrastarli meglio aumentiamo un po’ il pressing e proviamo ad alzare la linea di difesa. Il gioco si riequilibra e cominciamo a costruire una serie impressionante di occasioni, mancate solo nella fase di realizzazione. Dopo i cambi di rito, sembra che la partita si avvi verso uno 0-0, ma al 77’ Andersson sbaglia la diagonale difensiva e regaliamo un gol facile. Il Malmö si difende, noi ci rovesciamo in attacco e al 89’ su calcio di punizione laterale, un’uscita a vuoto del portiere offre a Nilsson la comoda deviazione in rete per il pari. Abbiamo messo paura al Malmö! La partita con il Malmö fa registrare due nuovi record. Se mettessimo in fila 15 partite con questi numeri potremmo davvero mettere su una signora squadra! La clausola contrattuale che prevede l’aumento dopo un certo numero di partite non mi è mai piaciuta, ma questa volta Davide Marini se l’è ampiamente meritata. Ecco un altro che migliora con il piede debole. Zalo finisce tra i migliori, dopo un portiere un difensore centrale. Brutta tegola in vista dei prossimi incontri, perdiamo Erlingmark. Subito imitato da Sykaj che va ad aumentare la compagnia in infermeria. Lunedì 23 settembre andiamo in casa del Göteborg. Potremmo prenderle, perciò predico calma e tranquillità. Il Göteborg non rinuncia al suo 4-2-3-1 e noi proveremo ancora con il 3-5-2, con Abelli in marcatura a uomo su Ndau. Il Göteborg è piuttosto guardingo, viene avanti con cautela e senza scoprirsi troppo. Al 13’, però, Dahlqvist crossa di prima intenzione dalla sinistra e trova la deviazione vincente di Pärsson. Il Göteborg attacca senza remore e ci mette in serie difficoltà: passiamo al 3-4-1-2 e riusciamo a tenere il controllo del pallone. Al 51’ Pärsson si fa parare una buona occasione e in chiusura di partita l’arbitro concede un rigore contestato per un fallo di mano: Alm non si fa impaurire dallo stadio ostile e segna spiazzando il portiere. Brutta prestazione di Nicolajsen, ma ha giocato gran parte della partita in un ruolo non suo. Anche Kristoffersen diventa più confidente con il piede debole e il suo potenziale cresce considerevolmente. Manca pochissimo al recupero completo di Erlingmark e Sykaj, per fortuna dopo la prossima partita avremo una sosta di tre settimane. Ma non saranno troppe ‘ste pause? Domenica 29 settembre andiamo in casa del Halmstads nelle scomode vesti di superfavoriti. L’Halmstads si schiera con il 4-2-3-1. Noi, memori delle difficoltà avute con il Göteborg, ci schieriamo da subito con il 3-4-1-2, con l’intenzione (nascosta) di attaccare dal primo minuto. La mossa di attaccare sorprende gli avversari, che si trovano i piani di gioco scombinati. Purtroppo per noi le punte oggi non sono in vena, così dobbiamo aspettare il 27’ per passare in vantaggio, grazie ad Andersson che su un calcio di punizione profondo di Abelli salta più in alto di tutti e anticipa il portiere. Con il vantaggio tiriamo un po’ i remi in barca e prendiamo fiato per arrivare alla fine del primo tempo. Negli spogliatoi chiedo concentrazione e incito i due attaccanti a dare di più, ma i nostri piani saltano in seguito all’espulsione per doppia ammonizione di Abelli al 48’. Ci disponiamo con il 3-4-1-1 a protezione della porta, ma l’atteggiamento difensivo ci penalizza troppo, perciò dopo 20 minuti proviamo ad avanzare un po’. Soffriamo, ma rischiamo il pareggio una sola volta: un grazie a Lazzari che salva il risultato. Oggi ci è andata di cu… ehm, di lusso! Abelli, che sarà ancora squalificato, si becca una bella multa, potrà anche se non essere d’accordo, ma chi sbaglia paga e questa volta la cappellata l’ha fatta grossa. Il procuratore di Lazzari, grazie alla prestazione e al salvataggio nella partita contro l’Halmstads, avanza una proposta economica al rialzo. Ci penso un attimo ma, nonostante sia grato per le prestazioni di questo giocatore, il prossimo anno promuoverò in prima squadra due giovani del vivaio che promettono molto bene. Perciò, caro procuratore, la mia risposta è: “Puppa!”. Calendario Classifica Arrivano i primi verdetti: l’Östersunds è matematicamente nei play out, quindi virtualmente retrocesso. Noi ci assestiamo in terza posizione, dietro al Malmö che si è fatto superare dall’AIK. Dietro incombono Hammarby e (forse) Göteborg. Al momento siamo la seconda miglior difesa e il quarto miglior attacco: in attacco abbiamo avuto spesso problemi e nell’ultimo periodo in modo particolare. Potrei provare a proporre alcune modifiche tattiche in campo, ma a quattro giornate dalla fine del campionato non so se sia la scelta migliore.
  17. Ho l'impressione che il buon momento dipenda più dalla pessima forma delle altre squadre. Questo non toglie che la posizione sia comunque una sorpresa anche per me: naturalmente confidavo che non avrei sofferto troppo per non retrocedere, ma non credevo che sarei arrivato tanto in alto con la squadra di ragazzini che ho messo su; in fase di scelta dei giocatori ho preferito le qualità fisiche a quelle tecniche, evidentemente è un scelta che paga.
  18. Io terrei d'occhio il giovane Lidberg, ho il presentimento che potrebbe crescere bene...
  19. Il pareggio con l’AIK ha messo in luce alcuni limiti caratteriali della squadra, ma nel complesso il bilancio è più che positivo. Del resto siamo agganciati in vetta e con il gruppo di giovani che ho scelto di guidare è una sorpresa anche per me. Il calendario non ci concede tregua e domenica 18 agosto scendiamo in campo contro l’IFK Norrköping. L’impegno dovrebbe essere facile, ma meglio non cullarsi sugli allori. Il Norrköping si prepara ad una partita sulle barricate con il 4-4-1-1 con due mediani avanti alla difesa. Noi proveremo a scardinare il muro avversario con il 4-1-3-2. Alcuni giocatori sembrano pronti a mugugnare sui minuti giocati e sulle presenze in campo, ma la mia politica sul turn over non si discute, giocheranno quelli in forma migliore. Ancora prima di prenderci le misure in campo, all’8’ passiamo in vantaggio con una splendida conclusione al volo di Pärsson su traversone profondo di Dahlqvist. Come prevedevo l’atteggiamento del Norrköping ci impedisce di giocare in maniera fluida, soffriamo le loro ripartenze sulla fascia e ci manca un pizzico di fortuna. Al 27’ Nicolajsen colpisce la traversa con un tiro potente da fuori area, al 47’ Levi si fa deviare in extremis una facile occasione sotto porta, al 57’ Nicolajsen fa il bis colpendo ancora una volta la traversa (questa volta con un tiro piazzato da buona posizione) e al 64’ ancora Levi tira debole e centrale. Al 91’ rischio il collasso cardiocircolatorio evitato solo grazie al riflesso felino di Kaddoura che salva il risultato. Colantonio riprende ad allenarsi in gruppo, conto di riportarlo al più presto in campo. Mercoledì 21 agosto ricomincia la Coppa di Svezia, giochiamo contro il poco quotato FC Gute ma non voglio che la gara venga presa sottogamba. Gli avversari si presentano con un 4-4-2 molto prudente e coperto. Noi adottiamo il 3-5-2, concedo fiducia ai giovani dietro e mando la presenza fisica, oltre che tecnica, di Erlingmark in supporto dell’attacco. La partita si chiude nel primo tempo. Al 27’ Kristoffersen svetta su cross teso di Markovic, al 33’ Erlingmark trova l’angolo giusto con un tiro dal limite dell’area di rigore e al 45’ Lidberg anticipa di testa l’uscita del portiere su cross di Jallow. Nel secondo tempo controlliamo in scioltezza e a ritmo ridotto, unica emozione il palo colpito da Erlingmark al 62’ a portiere battuto. Molte squadre di Premier Division sembrano snobbare la Coppa e alcune vengono eliminate. Domenica 25 agosto si torna al campionato, questa volta siamo ospiti del Djurgårdens IF. Siamo leggermente favoriti, ma il fattore campo avrà la sua importanza. In ogni caso non abbiamo l’ansia di far risultato, anche una sconfitta ci manterrà in terza posizione. Mi aspettavo un 4-4-2, ma il Djurgårdens ha voglia di vincere e si presenta con il 4-2-3-1. Noi ci disponiamo con il 3-5-2, con Abelli in marcatura a uomo su Skov. Partita strana, il Djurgårdens alterna folate offensive a periodi di gioco prudente. Noi potremmo passare in vantaggio al 28’, ma Levi (in un periodo non eccezionale) manda alto dal limite dell’area di porta. Secondo la regola del “gol sbagliato, gol subito”, al 38’ Nilsson si fa sorprendere dall’inserimento di El Kabir su un cross dalla destra e siamo sotto. La squadra non si perde d’animo e costruisce gioco alla ricerca del pareggio, che arriva solo a tempo scaduto su calcio di rigore, concesso per l’atterramento di Lidberg ad opera del portiere in uscita goffa e realizzato da Alm. Nel secondo tempo chiedo più determinazione ma il Djurgårdens, in debito di energie, si chiude in difesa e ci concede pochissimo. Dal 65’, dopo l’espulsione di un avversario, avanziamo i baricentro, ma il muro difensivo del Djurgårdens tiene, complice la stanchezza generale in campo. Calendario Classifica Occupiamo la seconda posizione, ma l’AIK deve recuperare una partita. Poco male, abbiamo concluso un buon periodo e la sosta di due settimane arriva a fagiolo: il calendario fitto dell’ultimo mese ha spremuto un po’ la squadra, approfitteremo di questa pausa per rifiatare e mettere un po’ di benzina nelle gambe. Alla ripresa ci aspetta un incontro da brividi con la capolista Malmö.
  20. Dopo l’acquata del derby vinto fuori casa, mercoledì 7 agosto torna il nostro beneamato vento. Giochiamo in Casa contro l’IF Elfsborg, stampa e bookmakers sono concordi sulla nostra vittoria. L’IF Elfsborg propone un 4-2-3-1, sbilanciato offensivamente a sinistra. Noi ci schieriamo con il 3-5-2 con parecchie rotazioni, le partite si susseguono a ritmo serrato. La partita non comincia nel migliore dei modi: nei primi minuti l’Elfsborg è molto intraprendente e il nostro primo tiro in porta è il rigore sbagliato al 9’ da Nicolajsen. Non faccio in tempo ad incoraggiare la squadra e a immaginare dei cambiamenti tattici che al 10’ Pärsson si inventa un tiro a giro dalla distanza che pietrifica il portiere. L’Elfsborg spinge sull’acceleratore, ma riesce solo a tirare da fuori. Al 24’, quando sembrava stessimo per subire gol da un momento all’altro, Kristoffersen, lasciato colpevolmente senza marcatura, tira con potenza dal limite e raddoppia. Soffriamo nel possesso, così al 28’ passiamo al 4-1-3-2, con Nilsson davanti alla difesa. Riusciamo quasi ad addormentare la partita, ma al 55’ l’Elfsborg decide di tentare il tutto per tutto e attacca in massa. Al 60’ Lazzari fa il miracolo e salva la porta, al 65’ ordino di passare al 3-4-1-2 per compattare la difesa e al 74’ su contropiede iniziato da un lancio di Kabongo, Kristoffersen e Pivkovski confezionano l’azione per il gol di Nicolajsen che così riscatta il rigore sbagliato. Sul triplo vantaggio la squadra tira il fiato e due minuti dopo nel rilassamento generale consente all’Elfsborg di segnare il gol della bandiera con un colpo di testa su calcio di punizione dalla trequarti. L’Elfsborg non ha più, noi controlliamo con calma fino alla fine. Una stana notizia ci dà in zona Europa. Per sicurezza controllo il regolamento e trovo conferma ai miei dubbi: siamo al quarto posto, non capisco perché ci considerino al terzo… Il sorteggio di Coppa di Svezia ci vede contrapposti a un avversario sulla carta agevole. Ci “compriamo” il vantaggio di giocare in casa. Domenica 11 agosto riceviamo il BK Hacken, che da pretendente alla zona UEFA, in crisi di gioco e risultati, si ritrova in piena zona playout. Il 4-2-3-1 del BK Hacken sembra orientato al contropiede. Noi scendiamo in campo ancora una volta con il 3-5-2. Partita a senso unico. Al 1’ Lidberg va in pressing su un difensore, ruba palla e serve a centro area Pärsson che indisturbato la mette dentro. Ordino immediatamente di rallentare il ritmo, proviamo a risparmiare un po’ di energie. Al 14’ Kaddoura va a farfalle su un calcio d’angolo e viene salvato dal palo. Attorno al 20’ il BK Hacken decide di attaccare e noi ci chiudiamo con il 3-4-1-2. Al 28’ Pärsson di testa sfiora il palo, al 33’ Dahlqvist si vede deviare in angolo un calcio di punizione al veleno e al 40’ Lidberg raddoppia, a conclusione di una veloce ripartenza lungo l’asse Erlingmark-Pärsson. Al 55’ Lidberg spreca malamente il terzo gol tirando centrale da buona posizione, ma al 61’ si rifà intercettando un retropassaggio e beffando il portiere in uscita. All’87’ Kaddoura nega il gol della bandiera agli avversari e chiudiamo in attacco, superiori in freschezza e condizione. Ora siamo davvero in zona UEFA, qualcuno tra i giornalisti o i tifosi ha doti di preveggenza! Mercoledì 14 agosto affrontiamo la difficile sfida in casa del AIK. Siamo momentaneamente in seconda posizione e anche con una sconfitta potremmo restare in zona UEFA, ma per un pareggio metterei la firma. Con il 4-2-3-1 presumibilmente l’AIK proverà a schiacciarci nella nostra area e Markovic sulla sinistra dovrà sudare parecchio per tenere a bada l’ala e il terzino in sovrapposizione. Resteremo coperti con il 3-4-1-2. L’AIK ci è superiore in tecnica e gioco di squadra: controlla la partita agevolmente e limita con facilità le nostre poche puntate offensive. Ma i giocatori sono stanchi e molti non reggeranno bene per tutti i novanta minuti. Al 16’, in ogni caso, siamo sotto ancora una volta per una distrazione difensiva sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Incoraggio e cerco di calmare la squadra, anche se la situazione è difficile. Al 34’ Pivkovski trova il varco libero per arrivare sul fondo e crossare per l’accorrente Lidberg che sfonda quasi la rete. L’AIK ci prova con insistenza dalla distanza, ma quando affonda si rende pericoloso: al 58’ Lazzari fa un miracolo su un tiro ravvicinato. I ragazzi cominciano a innervosirsi e al 72’ dobbiamo ancora una volta ringraziare Lazzari che anticipa in uscita e blocca un pericoloso contropiede avversario. L’ultimo quarto d’ora riusciamo a venire fuori, approfittando della stanchezza degli avversari e al 91’ Pärsson quasi realizza il colpaccio, ma, ben lanciato a rete da Kristoffersen, colpisce in pieno il palo. Abbiamo strappato un punto con i denti, la vittoria sarebbe stata troppo. Calendario Classifica Siamo in seconda posizione, ma la classifica, stravolta dalle competizioni europee, è virtuale. Con i recuperi più realisticamente il Malmö ripristinerà la distanza in vetta, l’AIK si prenderà la seconda piazza e noi ci troveremo in un incredibile terzo posto, anche grazie alla crisi di risultati dell’Hammarby e del Göteborg.
  21. Avremmo potuto, ma non ci siamo riusciti, ahinoi! Turno non passato, probabilmente anche a causa delle nuove tattiche. Sulla carta avrebbero dovuto essere adatte alle caratteristiche dei miei giocatori, ma per qualche motivo non funzionano. O meglio, sono gli attaccanti esterni che non funzionano: difendono bene, coprono la fascia per tutta la lunghezza del campo, rilanciano la manovra con pochissimi errori in fase di impostazione, ma in attacco si consegnano alla marcatura dei difensori e non riescono mai ad essere pericolosi, ne come assistman ne come realizzatori. Insomma, bravi centrocampisti di fascia, ma pessimi attaccanti. Forse manca un trequartista che porti via un difensore, ma non voglio rischiare un 4-2-3-1.
  22. L’atmosfera alla vigilia del ritorno con lo Strømsgodset non è delle più esaltanti. Speravo in una cornice di pubblico adeguata al palcoscenico europeo, ma mi sa che dovremo accontentarci dei soliti fedelissimi. Come possa essere un vantaggio il risultato di 0-0 dell’andata me lo devono spiegare, ché mica l’ho capito… Infine ci siamo: giovedì 27 luglio secondo i pronostici siamo destinati a fare da vittime sacrificali sul cammino dello Strømsgodset. Gli schieramenti di partenza sono gli stessi dell’andata: 4-4-2 per lo Strømsgodset, 4-2-1-3 per noi. La partita comincia male, gli avversari ci schiacciano nella nostra area e al 21’ sono in vantaggio grazie a un tiro dalla distanza. Incoraggio i ragazzi e per riuscire a riconquistare un po’ di campo siamo costretti a rallentare il ritmo. Lo scotto che paghiamo è che tiriamo solo dalla distanza senza profitto alcuno. Gli esterni di attacco sono evanescenti, direi quasi inutili, e in difesa siamo sempre in affanno. Nella ripresa cambio radicalmente, si torna al 3-4-1-2: riusciamo a tenere lontani dalla porta gli avversari e al 62’ al terzo calcio d’angolo consecutivo Nilsson trova l’inzuccata vincente che ci porta in parità. Al 74’ Lidberg si fa parare una ottima occasione, ma sul calcio d’angolo che segue Levi trova Pivkovski liberissimo in area che al volo realizza il vantaggio. Lo Strømsgodset attacca, ma la difesa regge, almeno fino all’86’ quando un tiro della disperazione da lontanissimo viene involontariamente deviato da Sykaj: Lazzari è spiazzato e noi siamo fuori dall’Europa. La delusione per l’eliminazione sfortunata è parzialmente compensata dai proventi economici che derivano dalla partecipazione al torneo. Per nostra fortuna lo spostamento della partita con l’AIK alleggerisce un po’ il nostro calendario, fin troppo fitto. Due squadre della Premier Division che navigano in cattive acque mi offrono un colloquio di lavoro. Un po’ strana la cosa, anche per galateo, a campionato in corso non si dovrebbe fare, credo… Domenica 28 luglio riceviamo in casa il GIF Sundsvall. All’andata ci hanno battuti, noi siamo favoriti, ma l’impegno di coppa ha sfiancato i titolari, sono giocoforza costretto a mandare in campo le seconde linee e anche un giovane della primavera. Il GIF si difenderà con il 4-4-2, io riprovo con il 4-1-4-1. Abbiamo preso a pallate gli avversari per tutta la partita, senza cavare un ragno dal buco. Tiriamo dalla distanza, nonostante abbia dato precise istruzioni di portare il pallone in area. I peggiori in campo sono ancora una volta gli esterni di attacco, perciò negli ultimi venti minuti schiero la squadra con un inedito 3-5-2 e quasi allo scadere la difesa avversaria si dimentica di chiudere su Marini che dal vertice sinistro dell’area di rigore trafigge il portiere con diagonale potente e preciso. La soddisfazione per la vittoria rimediata in extremis è offuscata dall’infortunio di Colantonio, che stara fuori per un mese almeno. Marini vede premiata la sua prodezza con l’inserimento tra i migliori della settimana. La situazione di tranquillità sia economica sia di classifica convince la dirigenza che è opportuno migliorare lo staff tecnico, così io e il mio collaboratore Antonelli ci mettiamo sui libri a studiare. Un’altra offerta di colloquio. Evidentemente in Svezia si usa togliere gli allenatori alle squadre competitrici anche a campionato in corso. Una buona notizia dal fronte infermeria, Andersson è di nuovo disponibile, finalmente! Domenica 4 agosto, sotto un pesante acquazzone, tempo tipico di ogni pomeriggio agostano, giochiamo il derby in casa dell’Helsingborgs IF. Ci danno perdenti, ma ho in serbo qualche sorpresa. L’Helsingborgs gioca un calcio di possesso a tutto campo schierandosi con il 4-2-3-1. Io metto da parte le ultime modifiche tattiche e rispolvero il troppo presto accantonato 3-4-1-2: è tempo di barricate! Secondo copione l’Helsingborgs tiene palla e copre tutto il campo. Anche noi ci diamo da fare e anche se non siamo precisi come al solito nei passaggi, comunque riusciamo a tenere testa agli avversari. La partita si mette subito bene con il vantaggio al 14’: su calcio d’angolo il colpo di testa di Zalo costringe un difensore all’autorete. L’Helsingborgs ci attacca, ma riesce solo a tirare da fuori. Noi controlliamo bene il campo e al 35’ è bravo il portiere a chiudere lo specchio della porta al tiro piazzato di Levi. In chiusura di primo tempo gli avversari colpiscono un palo in modo casuale ed è l’unico brivido. Nel secondo tempo l’Helsingborgs attacca con il 4-3-3, ma noi siamo attrezzati a reggere la spinta offensiva e portiamo a casa il risultato pieno. Calendario Classifica Peccato per l’eliminazione dalla competizione continentale: per come è maturata è facile parlare di sfortuna, ma probabilmente ho le mie responsabilità per come ho messo in campo la squadra. In campionato otteniamo due vittorie senza impressionare e, se proprio vogliamo, con un pizzico di fortuna, ma ciò nonostante manteniamo una buona media punti. Siamo al 5° posto con due partite da recuperare e se saremo bravi e concentrati potremmo addirittura superare l'Hammarby. Le informazioni che ricavo dagli ultimi incontri sono due, fondamentalmente: la prima, nonostante abbia in squadra diversi attaccanti esterni, nessuno di loro è stato in grado di giocare nel ruolo a livelli sufficienti, anzi sono molto più bravi a centrocampo, posizione in teoria per loro meno familiare; secondo, aumentare il raggio di azione sul campo se da un lato ci fa perdere percentuali di possesso, dall’altro ci permette di cambiare più rapidamente fronte di gioco e di conseguenza avere più opportunità per cogliere scoperte le difese: tiriamo meno, ma siamo più precisi e più pericolosi. Riassumendo: si abbandonano i moduli con gli attaccanti esterni e si torna a mettere due uomini al centro dell’attacco.
  23. Scegliere tre carriere tra quelle che seguo (cioè tutte, anche se non mi "vedete", ci sono ) è sempre difficile. Questo mese i miei voti vanno a: 1) Romania mia, Romania in fiore... di @THEGLADIATOR 2) Di Muller conosco solo lo yogurt di @zio_cantante 3) Top Level di @jefftribou
  24. Continuano ad arrivare offerte di colloqui, ma per il momento non ho intenzione di muovermi da Landskrona. Il nostro avversario in Europa sarà lo Strømgodset, primo in classifica in Premier Division Norvegese. Le nostre possibilità non sono molto quotate, ma il nostro obiettivo minimo e non sfigurare e dimostrarci competitivi. Per fortuna il calendario subisce un aggiustamento, giocare due partite in due giorni consecutivi sarebbe stato folle. Uno stupido scontro in allenamento ci prima del nostro uomo migliore: è in un periodo di forma non eccezionale e questo infortunio non ci voleva proprio! Domenica 14 luglio riceviamo l’Hammarby, brutto cliente che viaggia in terza posizione: oggi rischiamo davvero di perdere. L’Hammarby stranamente si presenta molto coperto, con un 4-4-2 con due mediani. Noi abbiamo una serie di incontri ravvicinati, tra cui il doppio impegno europeo, perciò propendo per il 4-1-4-1 con molto turn over: prenderemo la partita come un allenamento, senza preoccuparci troppo del risultato. Partita da mangiarsi le mani. L’Hammarby scende in campo con un atteggiamento rinunciatario, arrivando al tiro (fuori) solo al 31’: giocano solo per difendersi e occasionalmente tentare di colpire in contropiede. Noi non troviamo spazi e complice lo scarso rendimento delle punte chiudiamo su un immeritato pareggio a reti inviolate. Pivkovski si è beccato una gomitata in faccia e starà fermo per altri 2-3 giorni. La dirigenza chiede di rivedere gli obiettivi stagionali. Vorrei mantenere le cose come stanno, ma sarebbe irrealistico: al bando la scaramanzia e punteremo alla metà classifica. Il nostro portiere del futuro si fa male e starà fermo per un po’, speriamo che non venga compromesso il suo progresso come calciatore. La lista dell’infermeria si riduce di un elemento, Dahlqvist è di nuovo dei nostri. Giovedì 18 luglio arriviamo al nostro esordio in Europa, per la difficile sfida contro lo Strømgodset siamo un po’ acciaccati e senza due dei nostri giocatori migliori. Lo Strømgodset si dispone in campo con un classico 4-4-2, noi affronteremo l’incontro con un prudente 4-2-1-3, con Pärsson e Lidberg a scambiarsi le posizioni in attacco. Il primo tempo lo passiamo a prendere le misure agli avversari, non così ostici come ci aspettavamo. Nel secondo tempo lo Strømgodset passa all’attacco con il 4-2-4, noi cambiamo modulo e ci disponiamo con il 4-1-4-1 per prendere il possesso del centrocampo. Al 48’ Pärsson si fa ipnotizzare dal portiere e tira debolmente e al 55’ Lidberg spara alto da pochi passi dalla porta. Lo Strømgodset si spaventa e allenta un po’ la pressione. Al 76’, però, è Ohlsson a salvare la nostra porta, intervenendo in scivolata sull’attaccante avversario per deviare il tiro a botta sicura. Al 92’ rischiamo di prenderle in contropiede, ma il fischio finale manda tutti negli spogliatoi. Le due occasioni sprecate sono da mangiarsi i gomiti, con sale, pepe e olio extravergine di oliva. Il sorteggio ci assegna gli avversari del vincitore della sfida tra noi e il Strømgodset: personalmente non ne avevo mai sentito parlare. Domenica 21 luglio si ritorna la campionato: tecnicamente dovrebbe essere la prima partita del girone di ritorno, ma noi dobbiamo recuperare una partita, perciò la faccenda si ingarbuglia un pochino. Giochiamo contro il Gefle IF: all’andata ci hanno battuti, oggi sulla carta siamo favoriti, ma la squadra è in forma precaria. Il Gefle ripropone il 4-4-2, io insisto con il 4-1-4-1, con la squadra rattoppata. Il Gefle si candida a essere la nostra bestia nera. Noi dominiamo nel possesso, nella circolazione di palla, nelle occasioni e mezze occasioni, nei tiri, nei cross, nei colpi di testa, nei contrasti e pure nelle bestemmie: a loro basta un colpo di testa su calcio di punizione per prendersi l’intera posta. Potrei fare l’elenco delle occasioni da noi mancate, ma mi girano talmente tanto che non ha nessuna importanza. Pivkovski, Pärsson e Kristoffersen un disastro totale. Calendario Classifica La classifica è “scombinata” dal gran numero di partite da recuperare. La sconfitta subita con il Gefle brucia, ma tutto sommato era dal 14 aprile che non perdevamo e nel frattempo abbiamo messo in fila 14 risultati utili (coppe comprese), 18 se contiamo anche le amichevoli. Ora ci aspettano altri tre incontri difficili nello spazio di una settimana e devo assolutamente trovare il modo di far girare meglio l’attacco, altrimenti sono guai anche per il proseguo del campionato.
  25. La testa è sicuramente in Europa, ma il terzo posto è improbabile.