
La frustrazione del tennista che passa al padel nasce da un’unica causa: tentare di adattare i propri automatismi invece di riprogrammarli da zero.
- Il polso, punto di forza nel tennis per generare topspin, diventa il principale nemico nel padel, dove serve stabilità e un movimento “a piatto”.
- La potenza è controproducente: un colpo forte si traduce in un rimbalzo alto e comodo per l’avversario. La chiave è lo slice e il controllo.
Raccomandazione: Parti con una racchetta tonda a bilanciamento basso per “forzarti” a non usare il polso e dedica il 50% del tuo allenamento a giocare con i rimbalzi sul vetro.
Sei un tennista, entri in una gabbia di vetro e metallo e pensi: “È come il tennis, ma più piccolo”. Hai un’ottima coordinazione occhio-palla, un servizio che mette in difficoltà e un dritto solido. Eppure, dopo poche partite, la frustrazione sale. Le palle che dovrebbero essere vincenti tornano indietro, i tuoi colpi potenti diventano assist per gli avversari e quel polso educato a pennellare topspin ora sembra tradirti a ogni impatto. Benvenuto nel classico paradosso del tennista che scopre il padel.
Molti ti diranno semplicemente “non usare il polso” o “gioca più piano”. Consigli corretti, ma inutili. Non si tratta di correggere un singolo errore, ma di attuare una vera e propria riprogrammazione motoria. I tuoi automatismi, costruiti in anni di pratica sul campo da tennis, sono ora il tuo più grande ostacolo. Devi disimparare per poter imparare di nuovo. Questo non è un semplice cambio di sport, è uno switch mentale e fisico che richiede un metodo preciso. Non devi rinnegare il tuo passato da tennista, ma incanalarne i vantaggi (reattività, tocco di palla) in una nuova “grammatica tattica”.
Questo articolo non è la solita lista di errori. In qualità di istruttore certificato FITP, ti guiderò attraverso un percorso strutturato per trasformare i tuoi vizi tennistici in virtù padelistiche. Analizzeremo insieme come de-costruire e ri-costruire il movimento del polso, come trasformare il vetro da nemico ad alleato strategico e come la scelta della giusta “pala” possa essere il primo, fondamentale passo per accelerare questa transizione. Preparati a resettare il tuo hard disk sportivo.
In questo percorso, affronteremo passo dopo passo gli elementi chiave che ti permetteranno di effettuare una transizione efficace e divertente dal mondo del tennis a quello del padel. Esploreremo la tecnica, la tattica, l’attrezzatura e persino l’aspetto mentale e sociale di questo cambiamento.
Sommario: Guida completa per la transizione dal tennis al padel
- Perché lasciar passare la palla contro il vetro ti dà più tempo per colpire?
- Forma a diamante o tonda: quale racchetta perdona di più gli errori del principiante?
- Chi prende la palla al centro: come evitare di scontrarsi con il compagno?
- L’errore di tirare forte “stile tennis” che fa rimbalzare la palla comoda per l’avversario
- Quando il torneo giallo (coppie sorteggiate) crea più aggregazione del torneo classico
- Come organizzare la partita di calcetto settimanale senza impazzire per le disdette?
- Come scegliere il personal trainer giusto per i tuoi obiettivi specifici?
- Come programmare il potenziamento muscolare in palestra senza imballare le gambe per la domenica?
Perché lasciar passare la palla contro il vetro ti dà più tempo per colpire?
Per un tennista, l’istinto primario è colpire la palla al volo o dopo il primo rimbalzo a terra. La parete di fondo campo è un limite fisico, la fine dello spazio di gioco. Nel padel, è l’esatto contrario: il vetro non è un muro, ma un alleato che ti regala l’asset più prezioso, il tempo. Quando una palla veloce si dirige verso il fondo, l’istinto tennistico urla “colpisci subito!”. L’intelligenza padelistica, invece, sussurra “aspetta”.
Lasciando che la palla rimbalzi sul vetro, ottieni tre vantaggi tattici enormi. Primo, la palla rallenta drasticamente dopo l’impatto con la parete, dandoti frazioni di secondo in più per posizionarti correttamente. Secondo, il rimbalzo ti permette di recuperare una posizione ottimale a centro campo invece di rimanere schiacciato a fondo. Terzo, ti consente di trasformare una difesa disperata in un contrattacco ragionato, giocando un lob o un colpo basso e controllato. Abituarsi a questo concetto è il primo passo della tua riprogrammazione motoria. Devi imparare a fidarti dello spazio dietro di te.
Il tuo piano d’azione: Routine “Il Tennista contro il Vetro”
- Lettura del rimbalzo (Lunedì-Mercoledì): Posizionati a circa 2 metri dal vetro. Fatti lanciare o spara 50 palle contro la parete e concentrati unicamente sul leggere la traiettoria e colpire dopo il rimbalzo, con calma.
- Progressione della distanza (Mercoledì-Venerdì): Aumenta gradualmente la distanza dal vetro a 3-4 metri. L’obiettivo è mantenere il controllo del colpo e la corretta posizione, anche allontanandoti.
- Simulazione di gioco (Sabato): Chiedi a un compagno di alternare colpi diretti che devi prendere al volo e palle profonde che devi lasciar rimbalzare sul vetro. Allena il tuo processo decisionale.
- Recuperi complessi (Domenica): Pratica le uscite di parete dal fondo del campo con palle veloci. L’obiettivo non è tirare forte, ma giocare una palla controllata che ti rimetta in gioco.
Questo allenamento sistematico è cruciale. All’inizio ti sembrerà controintuitivo, quasi innaturale. Ma perseverando, il tuo cervello inizierà a percepire il vetro non più come un ostacolo, ma come parte integrante della tattica di gioco. È un vero e proprio game changer.
Forma a diamante o tonda: quale racchetta perdona di più gli errori del principiante?
La scelta della prima “pala” è forse la decisione più importante per un tennista in transizione. L’errore comune è cercare una racchetta che massimizzi la potenza (forma a diamante), replicando le sensazioni del tennis. È un errore capitale. Il tuo obiettivo iniziale non è la potenza, ma il controllo e la correzione dei movimenti del polso. Una racchetta con forma a diamante ha un bilanciamento alto e uno sweet spot (punto d’impatto ideale) ridotto e posizionato verso la testa: è una pala tecnica che punisce ogni minimo errore di impatto e incoraggia l’uso del braccio per generare forza, esattamente ciò che devi disimparare.
La scelta corretta per un ex-tennista è quasi sempre una racchetta di forma tonda. Questo tipo di pala ha un bilanciamento basso (verso il manico) e uno sweet spot molto ampio e centrato. Questa struttura “perdona” di più i colpi decentrati e, soprattutto, il peso spostato verso la mano ti aiuta a non “sbracciare” e a mantenere il polso più bloccato. Funziona come un tutore invisibile, guidandoti verso il movimento corretto. Come confermano i dati dei pro-shop, persino durante eventi come l’Italy Major Premier Padel al Foro Italico, all’amatore che approccia questo sport viene quasi sempre consigliata una racchetta rotonda.

L’immagine qui sopra mostra chiaramente le differenze strutturali. La forma tonda offre una superficie d’impatto più generosa, essenziale quando stai ancora lottando per trovare il timing giusto. La forma a lacrima è un’opzione intermedia, per quando avrai già un buon controllo e cercherai un po’ di potenza in più, ma non è l’ideale per iniziare. Prima di acquistare, approfitta dei servizi di test che molti circoli e negozi specializzati offrono.
La tabella seguente è una vera e propria matrice di scelta, pensata specificamente per gli errori tipici di chi proviene dal tennis. Identifica il tuo difetto principale e scopri quale combinazione di forma, bilanciamento e gomma può aiutarti a correggerlo più in fretta.
| Errore tipico del tennis | Forma consigliata | Bilanciamento | Tipo di gomma |
|---|---|---|---|
| Tendo a sbracciare | Tonda | Basso (verso manico) | EVA Soft |
| Uso troppo il topspin | Tonda/Lacrima | Medio-basso | FOAM morbida |
| Colpo troppo piatto | Lacrima | Medio | MultiEva |
| Polso troppo mobile | Tonda | Molto basso | EVA Soft 30 |
Chi prende la palla al centro: come evitare di scontrarsi con il compagno?
Il tennista è un lupo solitario. Ogni palla nel suo campo è sua di diritto. Nel padel, questa mentalità porta a un solo risultato: scontri, racchettate e discussioni con il compagno. La palla al centro del campo è la “zona di conflitto” per eccellenza per le coppie principianti. La regola non scritta, ma fondamentale, è che la palla al centro va colpita dal giocatore che se la trova sulla sua mano dominante (il giocatore di destra per il dritto, il giocatore di sinistra per il rovescio, o viceversa per i mancini). Ma questa è solo la base. La vera soluzione è la comunicazione.
Parlare in campo non è un optional, è una necessità tattica. Un “MIA!” deciso o un “TUA!” chiaro valgono più di un colpo vincente. Questa comunicazione verbale e non verbale costituisce la “grammatica tattica” della coppia. Un consiglio pratico è stabilire a priori una regola semplice: chi è posizionato meglio e ha più tempo per colpire, chiama la palla. L’altro si fida e si sposta per coprire lo spazio lasciato libero. Secondo l’analisi della FITP, la moderna divisione dei ruoli prevede che il giocatore di destra costruisca il punto con pazienza, mentre quello di sinistra lo finalizza con più aggressività. Questa struttura, adottata anche da top player come Martin Di Nenno, risolve a monte circa l’80% dei conflitti sulla palla al centro.
Il tuo mini-glossario per la comunicazione in campo
- MIA! – Da urlare con decisione quando sei certo di colpire. L’incertezza crea confusione.
- TUA! – Da usare quando il tuo compagno è chiaramente in una posizione migliore per colpire.
- VADO! – Per segnalare che stai andando a recuperare una palla difficile o un pallonetto corto.
- LASCIA! – Cruciale per le palle che sembrano buone ma che sai usciranno dopo il rimbalzo sul vetro. Evita un colpo inutile e difficile.
- Alzare la mano – Il segnale universale non verbale per dire “prendo io lo smash” (bandeja o vibora). È più veloce della voce.
Imparare questo nuovo linguaggio richiede pratica e fiducia. All’inizio, ci saranno incomprensioni, ma è un investimento necessario per trasformare due giocatori in una vera coppia.
L’errore di tirare forte “stile tennis” che fa rimbalzare la palla comoda per l’avversario
Ecco il cuore del problema, l’errore che più di ogni altro smaschera un tennista su un campo da padel. Il tuo dritto carico di topspin, che nel tennis scava una buca dopo il rimbalzo, nel padel diventa un gentile invito a smashare per i tuoi avversari. Perché? Per una semplice questione di fisica. Il topspin, dopo aver toccato terra, tende a “salire” e a rimbalzare alto contro il vetro di fondo, offrendo una palla perfetta, ad altezza spalla, per il contrattacco. Tirare forte e piatto produce un effetto simile. La potenza, nel padel, non è un valore assoluto ma va dosata con intelligenza tattica.
La soluzione è sostituire la forza bruta con colpi tagliati (slice o “cortado”) che tengono la palla bassa dopo il rimbalzo. Il colpo simbolo di questa transizione è la bandeja (vassoio). Non è uno smash, ma un colpo di controllo giocato dall’alto per mantenere la posizione a rete e costringere gli avversari a difendere dal basso. Come ha dimostrato la trasformazione tecnica di Riccardo Sinicropi, ex tennista di talento ora in nazionale di padel, la chiave del successo è stata proprio questa: sostituire la potenza del dritto con colpi slice che “muoiono” dopo il rimbalzo sul vetro.

Per imparare la bandeja, il movimento del polso è fondamentale. Non deve “frustare” come nello smash tennistico, ma rimanere bloccato, come se stessi portando un vassoio (“bandeja”, appunto). La potenza non deriva dal braccio, ma dalla rotazione del tronco.
Guida passo-passo: Dal dritto da tennis alla bandeja da padel
- Preparazione: Porta la racchetta in alto, sopra e leggermente dietro la testa. Il gomito deve essere all’altezza della spalla. Dimentica l’apertura ampia del tennis.
- Posizione del corpo: Posizionati di lato rispetto alla palla, con il peso caricato sulla gamba posteriore.
- Impatto: Colpisci la palla a lato e leggermente davanti al corpo, all’altezza della testa. Il polso deve essere fermo, bloccato in un angolo di circa 90 gradi. L’impatto è “tagliato”, non piatto.
- Movimento: Usa la rotazione del tronco per generare il movimento, trasferendo il peso dalla gamba posteriore a quella anteriore.
- Follow-through: Accompagna il colpo finendo con la racchetta davanti al corpo, con la punta che guarda verso il basso, come in un movimento “a sciarpa”.
Quando il torneo giallo (coppie sorteggiate) crea più aggregazione del torneo classico
Superati i primi scogli tecnici, arriva il momento di mettersi in gioco. Il tennista è abituato a tornei individuali, dove la pressione è tutta su di sé. Nel padel, l’idea di un torneo a coppie fisse può generare ansia: la paura di deludere il compagno, di non essere all’altezza. Qui entra in gioco una formula geniale e molto diffusa in Italia: il torneo “giallo” o “americano”. In questo formato, ci si iscrive singolarmente e ad ogni partita si cambia partner, giocando contro altre coppie sorteggiate. Alla fine, vince chi ha accumulato più punti individualmente.
Questa modalità è un toccasana per l’ex-tennista. Primo, abbatte la pressione. Se perdi una partita, la “colpa” è diluita e nessuno ti rinfaccerà nulla, perché al turno dopo sarete avversari. Questo clima rilassato ti permette di sperimentare nuovi colpi e di concentrarti sul divertimento. Secondo, è un potentissimo strumento di socializzazione. In un pomeriggio conosci e giochi con 8-10 persone diverse, entrando subito nella community del circolo. È il modo più rapido per trovare compagni di gioco del tuo livello per le partite future. L’aspetto ludico e la varietà rendono questi eventi perfetti per chi è ancora in fase di apprendimento e vuole giocare senza lo stress della competizione pura.
Trovare e iscriversi a questi tornei è diventato semplicissimo grazie ad app dedicate che sono il cuore pulsante della comunità padelistica italiana.
Come trovare e iscriverti ai tornei gialli in Italia
- Scarica l’app Playtomic: È lo standard de facto in Italia per prenotare campi e partecipare a competizioni. Crea il tuo profilo e imposta il tuo livello di gioco (l’app ti aiuterà a definirlo).
- Accedi alla sezione “Gioca”: Qui troverai le opzioni per partite e competizioni. Clicca su “Competizioni”.
- Usa i filtri: Seleziona “Tornei” e la tua zona geografica per vedere gli eventi disponibili vicino a te.
- Cerca le parole chiave: Cerca tornei con la dicitura “americano”, “giallo” o “a coppie sorteggiate”.
- Iscriviti individualmente: Clicca su “Iscriviti”. Il sistema ti inserirà nel tabellone e si occuperà di creare gli accoppiamenti.
- Conferma l’iscrizione: Secondo le procedure di Playtomic, puoi pagare online con carta di credito o usare il tuo “Club Wallet” per bloccare il tuo posto.
Come organizzare la partita di calcetto settimanale senza impazzire per le disdette?
Chiunque abbia mai provato a organizzare una partita di calcetto conosce l’incubo: la chat di gruppo che esplode, le disdette dell’ultimo minuto, la ricerca disperata di un sostituto. È un lavoro a tempo pieno. Paradossalmente, questo problema logistico è uno dei motivi indiretti del successo del padel in Italia. Mentre organizzare una partita 5 contro 5 richiede di coordinare 10 persone, per una partita di padel ne bastano 4. Ma la vera rivoluzione è tecnologica.
Le piattaforme come Playtomic hanno reso l’organizzazione di una partita di padel incredibilmente fluida, risolvendo i problemi che ancora affliggono sport come il calcetto. Invece di dover creare un gruppo e sperare che tutti diano la disponibilità, puoi semplicemente aprire una partita pubblica. Il sistema invita automaticamente giocatori del tuo stesso livello nella tua zona. Se qualcuno disdetta, il suo posto viene rimesso a disposizione e spesso occupato in pochi minuti da un altro utente. Questo modello “liquido” elimina quasi del tutto lo stress organizzativo.
Per un tennista che si affaccia a questo nuovo mondo, significa avere un accesso quasi istantaneo al gioco. Non devi per forza avere un gruppo fisso di amici. Puoi decidere di giocare un’ora prima e, con buona probabilità, trovare una partita aperta a cui unirti. Questa facilità di accesso abbassa enormemente la barriera all’ingresso e ti permette di praticare con più frequenza, accelerando il tuo processo di apprendimento e di riprogrammazione motoria. Il padel non è solo tecnicamente accessibile, ma anche socialmente e logisticamente più semplice da praticare rispetto ad altri sport di squadra.
Come scegliere il personal trainer giusto per i tuoi obiettivi specifici?
La transizione dal tennis al padel può essere fatta da autodidatta, ma per accelerare i tempi ed evitare di consolidare errori, affidarsi a un professionista è la scelta più saggia. Tuttavia, non tutti i “trainer” sono uguali. Un generico personal trainer da palestra può migliorare la tua condizione fisica, ma non capirà le sfumature della biomeccanica del padel. Ciò di cui hai bisogno è un maestro di padel certificato, preferibilmente dalla Federazione Italiana Tennis e Padel (FITP).
Un istruttore qualificato non si limiterà a correggere i tuoi colpi. Agirà come un vero e proprio “acceleratore di riprogrammazione motoria”. Ecco cosa dovrebbe fare un buon maestro per un ex-tennista:
- Analisi iniziale: La prima lezione dovrebbe essere dedicata a osservare il tuo gioco per identificare i “vizi” tennistici più radicati (polso mobile, preparazione ampia, ricerca della potenza).
- Percorso personalizzato: In base all’analisi, dovrebbe proporti un piano di lezioni mirato. Ad esempio, se il tuo problema è il polso, dedicherà intere sessioni a esercizi specifici per la bandeja e la volée, forzandoti a bloccare l’articolazione.
- Focus sulla tattica: Oltre alla tecnica, ti insegnerà la “grammatica tattica” del padel: il posizionamento in campo, quando attaccare e quando costruire il punto con pazienza, come muoverti in sinergia con il compagno.
- Spiegazione del “perché”: Un buon maestro non ti dice solo “fai così”, ma ti spiega il motivo biomeccanico e tattico dietro ogni correzione. Capire il “perché” un colpo slice è più efficace di un colpo in topspin ti aiuta a interiorizzare il cambiamento.
Investire in qualche ora con un professionista qualificato all’inizio del tuo percorso ti farà risparmiare mesi di frustrazione e ti metterà sulla strada giusta fin da subito, permettendoti di godere appieno di questo sport fin dalle prime partite.
Da ricordare
- Il vetro è un alleato, non un nemico: ti regala tempo e trasforma la difesa in attacco. Impara a fidartene.
- Sostituisci la potenza con lo slice: nel padel, un colpo controllato e basso è quasi sempre più efficace di un missile. La bandeja è il tuo nuovo migliore amico.
- La comunicazione è tattica, non cortesia: un “MIA!” o “TUA!” deciso evitano scontri e costruiscono l’intesa con il compagno.
Come programmare il potenziamento muscolare in palestra senza imballare le gambe per la domenica?
Un tennista ha una base atletica eccellente, ma non sempre ottimale per il padel. Il tennis richiede resistenza aerobica per scambi lunghi e scatti su distanze maggiori. Il padel è uno sport di esplosività e reattività su spazi brevi: scatti di 2-3 metri, cambi di direzione repentini, rotazioni del tronco e salti. Un allenamento da maratoneta o un potenziamento muscolare focalizzato sulla forza massima possono “imballare” le gambe, rendendoti lento e goffo nei movimenti specifici del padel.
La preparazione atletica per il padel deve quindi mirare a sviluppare potenza e agilità, non solo forza bruta. Ecco alcuni pilastri per un programma di potenziamento efficace che non comprometta la tua performance nel weekend:
- Forza del core: La potenza nei colpi come la bandeja e la vibora non viene dal braccio, ma dalla rotazione del tronco. Esercizi come il woodchop ai cavi, i Russian twist e i plank laterali sono fondamentali per costruire un core stabile e potente.
- Pliometria per le gambe: Invece di sessioni estenuanti di leg press e squat pesanti, integra esercizi pliometrici. Box jump, squat jump e affondi saltati migliorano la capacità del muscolo di generare forza in tempi brevissimi, essenziale per gli scatti e i salti a rete.
- Lavoro sulla mobilità e stabilità della spalla: I movimenti sopra la testa sono costanti. Rinforzare la cuffia dei rotatori e migliorare la mobilità della scapola con elastici e esercizi specifici previene infortuni e aumenta l’efficacia dei colpi.
- Agilità e cambi di direzione: Usa una speed ladder (scaletta a terra) per migliorare la rapidità dei piedi. Esercizi con coni per simulare i cambi di direzione ti renderanno più reattivo e veloce nel coprire il campo.
Idealmente, la sessione di potenziamento più intensa andrebbe programmata a inizio settimana (lunedì o martedì), per dare al corpo il tempo di recuperare. Sessioni più leggere, focalizzate sulla mobilità e l’attivazione, possono essere fatte più a ridosso della partita del weekend. In questo modo, arriverai alla domenica con i muscoli pronti e reattivi, non affaticati.
Ora hai tutti gli strumenti per affrontare la transizione dal tennis al padel non come una sfida frustrante, ma come un’opportunità entusiasmante per imparare un nuovo linguaggio sportivo. Il percorso richiede pazienza, ma i risultati in termini di divertimento e socialità sono immediati. Il passo successivo è smettere di leggere e iniziare a giocare: prenota la tua prima lezione con un maestro certificato o iscriviti a un torneo giallo per mettere subito in pratica questi consigli.