Pubblicato il Marzo 15, 2024

Un report di scouting efficace non descrive un giocatore, ma costruisce un’argomentazione di investimento per il Direttore Sportivo.

  • La valutazione deve tradurre le qualità tecniche e caratteriali in dati oggettivi e impatto funzionale sul modello di gioco.
  • L’analisi non si limita al campo, ma include lo scouting a basso costo nei campionati minori e la due diligence comportamentale.

Raccomandazione: Smettete di creare elenchi di caratteristiche; iniziate a presentare prove (dati, video, indicatori comportamentali) che giustifichino il valore e il rischio dell’operazione.

La frustrazione di ogni aspirante osservatore è la stessa: passare ore al freddo su campi di periferia, compilare meticolosamente schede tecniche per poi vederle finire in una pila di fogli sulla scrivania del Direttore Sportivo, senza mai ricevere un feedback. Si pensa che il problema sia un dettaglio mancato, una valutazione tecnica imprecisa. La verità è un’altra. La maggior parte dei report sono inutili perché parlano la lingua del campo, non quella della dirigenza.

Il gergo comune dello scouting si concentra su platitudini come “buon controllo palla” o “grande visione di gioco”. Ma cosa significano questi termini in un’ottica di budget? Come si traducono in un vantaggio competitivo per la squadra? Se il vero obiettivo non fosse descrivere il giocatore, ma costruire un caso di investimento inattaccabile? Questo è il cambio di paradigma: il report non è una cronaca, ma un’analisi predittiva del rischio e del rendimento. Il vostro compito non è essere poeti del calcio, ma analisti finanziari il cui asset è il talento umano.

Questo articolo non vi fornirà un ennesimo template da compilare. Vi insegnerà a pensare come un capo scout e a parlare la lingua che un DS comprende: quella dei numeri, della funzionalità tattica e del valore potenziale. Dimenticate le descrizioni soggettive; è il momento di imparare a produrre prove oggettive.

In questa guida metodologica, analizzeremo passo dopo passo come strutturare un’osservazione professionale. Esploreremo i parametri fondamentali, impareremo a quantificare le doti caratteriali e a usare gli strumenti, anche gratuiti, per scoprire talenti e presentare le vostre conclusioni in modo inconfutabile.

Quali sono i 4 parametri fisici e tecnici che non possono mancare in una relazione?

Il fondamento di ogni report professionale è una struttura di valutazione standardizzata. Abbandonate le descrizioni generiche. Per essere presi sul serio, dovete analizzare il giocatore attraverso quattro aree chiave, che costituiscono l’ossatura della vostra “argomentazione di investimento”. Ogni DS si aspetta di trovare questi elementi per capire la materia prima su cui sta potenzialmente investendo. Si tratta della base oggettiva da cui partire, prima di ogni considerazione tattica o economica.

Secondo gli osservatori professionisti, questi sono i pilastri irrinunciabili:

  1. Caratteristiche e struttura fisica: Non basta dire “è alto” o “è veloce”. Bisogna valutare il somatotipo (ectomorfo, mesomorfo, endomorfo), le capacità condizionali specifiche (resistenza alla velocità, forza esplosiva, rapidità nei primi passi), la flessibilità e la mobilità articolare. Un giocatore rigido è un giocatore a rischio infortuni, un costo potenziale per il club.
  2. Capacità coordinative e tecniche: Qui si analizza la destrezza. L’equilibrio dinamico durante un cambio di direzione, la capacità di orientamento spazio-temporale (sa dove sono compagni e avversari senza guardare?), il controllo della palla in velocità e sotto pressione. Un buon controllo da fermo non ha valore; la qualità tecnica si misura nell’esecuzione in condizioni di gioco reali.
  3. Intelligenza tattica e velocità di scansione: Questo parametro separa i giocatori medi dai potenziali campioni. Si misura la capacità di leggere il gioco in anticipo, i tempi di decisione (quando passare, quando tirare, quando temporeggiare) e soprattutto la “scanning”, ovvero la frequenza con cui il giocatore muove la testa per raccogliere informazioni prima di ricevere palla.
  4. Resistenza alla fatica decisionale: La vera tempra di un giocatore si vede alla fine. Un metodo efficace è confrontare la qualità delle sue scelte tecniche e tattiche al 15° minuto con quelle all’85° minuto. Un calo drastico nella lucidità indica un limite atletico o mentale, un fattore di rischio per una squadra che gioca campionati lunghi e intensi.

Un approccio d’élite, come dimostra il metodo utilizzato dall’Atalanta, integra queste valutazioni qualitative con l’analisi di dati e algoritmi. Questo non sostituisce l’occhio dell’osservatore, ma lo potenzia, fornendo un giudizio più oggettivo e riducendo il margine di errore nell’investimento.

Come descrivere la “cattiveria agonistica” in modo oggettivo nel report?

Uno degli errori più comuni dell’osservatore principiante è affidarsi a termini soggettivi come “grintoso”, “di carattere” o, appunto, “cattivo agonisticamente”. Per un DS, queste parole non significano nulla. Sono opinioni, non dati. Il vostro compito è tradurre questi concetti astratti in indicatori comportamentali misurabili. La “cattiveria agonistica” non è urlare all’arbitro; è un insieme di azioni concrete che aumentano le probabilità di vincere un duello o recuperare il pallone.

Per rendere oggettiva la valutazione, è necessario scomporre il concetto. Si parla di cattiveria funzionale quando l’aggressività porta un vantaggio alla squadra, e di cattiveria disfunzionale quando si traduce in falli inutili, proteste e perdita di lucidità. Secondo i parametri internazionali di scouting, i top player mantengono una percentuale di duelli vinti superiore al 65% anche negli ultimi 15 minuti di gioco, un chiaro indicatore di resistenza mentale e fisica.

Il seguente schema, basato sui criteri utilizzati nei corsi per osservatori professionisti, aiuta a distinguere i comportamenti e a fornire al DS dati chiari:

Indicatori oggettivi della cattiveria agonistica
Indicatore Cattiveria Funzionale Cattiveria Disfunzionale
Tempo riaggressione palla persa Immediato (< 2 secondi) Tardivo o assente (> 4 secondi)
Recuperi palla metà campo offensiva Frequenti (3-5 a partita) Sporadici o nulli (0-1 a partita)
Tipologia di falli Tattici, per fermare un’azione pericolosa Di reazione, frustrazione, proteste
Linguaggio del corpo post-errore Si concentra sulla prossima azione Si lamenta con compagni o arbitro

Anche il linguaggio del corpo è un dato. Un giocatore che, dopo un contrasto duro ma leale, si rialza immediatamente e torna in posizione, dimostra una mentalità orientata al compito. Chi resta a terra sperando in un fischio o si lamenta, rivela una fragilità che un avversario esperto saprà sfruttare.

Giocatore che mostra determinazione e grinta durante un contrasto di gioco

Analizzando questi indicatori, il vostro report smette di essere un’opinione e diventa un’analisi comportamentale. Invece di scrivere “ha cattiveria”, scriverete: “Effettua una riaggressione media entro 2 secondi dalla perdita del possesso e vince il 60% dei duelli aerei. Tende a commettere falli tattici funzionali (ratio 3:1 rispetto a quelli di reazione)”. Questo è un linguaggio che un DS capisce e apprezza.

Interdizione o costruzione: usare le parole giuste per descrivere il ruolo reale

Nel calcio moderno, i ruoli non sono più rigidi. Un terzino non è solo un terzino, e una mezzala non è solo una mezzala. Usare etichette generiche come “centrocampista centrale” è un segno di pigrizia analitica e svilisce il valore del vostro report. Il vostro compito è identificare la funzione specifica che un giocatore svolge all’interno del sistema di gioco della sua squadra, distinguendo tra fase di possesso e non possesso. La precisione terminologica dimostra competenza e permette al DS di capire immediatamente se quel giocatore può essere funzionale al proprio modello di gioco.

È fondamentale descrivere non il ruolo da distinta, ma il micro-ruolo effettivo in campo. Per esempio, un “terzino” potrebbe in realtà agire come:

  • Terzino invertito di costruzione: In fase di possesso si accentra, agendo da mediano aggiunto per creare superiorità numerica. Richiede visione di gioco e qualità di passaggio, non solo corsa.
  • Quinto di spinta a tutta fascia: In un 3-5-2, la sua performance si misura più sui cross riusciti e i duelli offensivi che sulle chiusure difensive.
  • Braccetto difensivo in una difesa a 3: Un ex-terzino adattato che deve mostrare doti di marcatura e posizionamento in area, non solo sulla fascia.

Questo livello di dettaglio è cruciale. Proporre un “terzino invertito” a un allenatore che gioca con un 4-4-2 classico e chiede solo spinta sulla linea laterale è un errore che può costare la vostra credibilità. Come evidenziato da metodologie avanzate come il Graphic Player’s Scouting Report, l’obiettivo è tradurre l’osservazione qualitativa in un dato dinamico, mappando come il ruolo del giocatore cambia nelle diverse fasi di gioco. Solo così si può valutare la sua reale compatibilità con una nuova squadra.

L’errore di giudicare un giocatore buono solo perché assomiglia a un campione famoso

“Ricorda un po’ Barella per come si inserisce”. Quante volte abbiamo sentito o letto questa frase? Il paragone con un campione famoso è una scorciatoia mentale, un bias cognitivo noto come “euristica della rappresentatività”. È il modo più rapido per scrivere un report mediocre e far capire al DS che non avete fatto un’analisi approfondita. Un giocatore non è un investimento valido perché “assomiglia a”, ma per le sue specifiche qualità misurabili. Il paragone è pigro, la scomposizione degli attributi è professionale.

Come sottolinea l’osservatore e youtuber Riccardo “Menzo” Menzolini in un’intervista: “C’è una cosa che […] cerco in ogni giocatore: la personalità. È un aspetto che guardo molto e per me ha un grande valore”. La personalità è unica e non può essere clonata o ridotta a un paragone superficiale. Il vostro lavoro è individuare questa unicità, non trovare somiglianze.

Uno dei migliori che ho visto dal vivo è Mika Màrmol. C’è una cosa che lui ha e che io cerco in ogni giocatore: la personalità. È un aspetto che guardo molto e per me ha un grande valore, forse troppo.

– Menzo (Riccardo Menzolini), Intervista a GianlucaDiMarzio.com

L’approccio corretto non è il paragone, ma la scomposizione analitica. Invece di dire “ha la grinta di Gattuso”, si analizzano gli indicatori oggettivi della cattiveria agonistica (come visto prima). Invece di dire “ricorda Barella”, si analizzano i dati specifici.

Metodo di scomposizione degli attributi vs. paragone diretto
Approccio Paragone Tradizionale (Errato) Scomposizione Attributi (Corretto)
Metodologia “Assomiglia a Barella” Analisi di 20+ statistiche e indicatori
Capacità di inserimento Commento generico Percentile 75° su inserimenti in area (vs pari ruolo)
Volume di corsa “Corre tanto” 11.2 km/partita (percentile 82°)
Aggressività “È un lottatore” Duelli vinti: 58% (percentile 69°)

Questo metodo non solo fornisce una valutazione oggettiva e difendibile, ma permette anche un confronto preciso con i giocatori già in rosa o con altri obiettivi di mercato. State presentando al DS un profilo di rischio/rendimento basato su dati, non un’impressione basata su una somiglianza. Questo è il passaggio da dilettante a professionista.

Quando allegare una clip di 2 minuti vale più di 10 pagine di descrizione scritta

Nel 2024, un report di scouting senza un supporto video è come un curriculum senza numero di telefono: incompleto e poco professionale. Il Direttore Sportivo è un uomo impegnato; non ha tempo di leggere poemi epici su un giocatore che non ha mai visto. Una clip video ben montata non è un accessorio, è la prova a sostegno della vostra tesi. È lo strumento più potente per trasformare le vostre parole in realtà tangibile e per convincere il DS in una frazione del tempo.

Tuttavia, allegare 90 minuti di partita è un errore da principiante. Denota pigrizia. La clip deve essere una “video-argomentazione”, una narrazione visiva che segue una struttura precisa, pensata per evidenziare i punti salienti del vostro report scritto. Una struttura professionale per una clip di 2 minuti potrebbe essere:

  • Intro (15 sec): Le 3 migliori azioni tecniche del giocatore in rapida successione. L’obiettivo è catturare immediatamente l’attenzione.
  • Sezione Punti di Forza (45 sec): 5-6 clip brevi che dimostrano le qualità principali che avete descritto nel report (es. recupero palla, passaggio chiave, inserimento).
  • Sezione Analisi Tattica (30 sec): 2-3 situazioni che mostrano l’intelligenza di gioco, i movimenti senza palla, lo “scanning” prima di ricevere. Questo dimostra che non state valutando solo la tecnica.
  • Sezione Onestà Intellettuale (20 sec): 1-2 azioni che evidenziano i limiti o le aree di miglioramento. Questo aumenta enormemente la vostra credibilità. State dicendo: “Conosco questo giocatore così bene che so anche dove pecca”.

Piattaforme come Eyeball, utilizzate da club come Milan e Benfica, stanno rivoluzionando questo processo. Come spiegato in un’analisi sul ruolo dell’IA nello scouting, questi sistemi utilizzano l’intelligenza artificiale per tracciare ogni giocatore e creare automaticamente clip individuali di tutte le azioni. Questo dimostra che il futuro dello scouting è visivo e basato sui dati. Anche senza questi strumenti, la logica rimane la stessa: il video è la vostra prova regina. Un report scritto solleva una domanda; una clip ben fatta fornisce la risposta.

Come scoprire nuovi talenti prima delle grandi squadre in campionati minori o periferici?

La vera abilità di un osservatore non si misura nel riconoscere il talento di un giocatore già affermato, ma nello scovare il valore nascosto dove nessuno guarda. I campionati minori (dalla Serie D all’Eccellenza) e i settori giovanili “tagliati” sono miniere d’oro per i club con budget limitati. È qui che si trovano giocatori con fame, motivazione e margini di crescita enormi. Ma come trovarli prima degli altri, senza una rete di scouting capillare?

La risposta è nel metodo, che potremmo definire “Scouting dei Dati Poveri”. Si tratta di raccogliere e incrociare informazioni da fonti non convenzionali e spesso trascurate. Significa diventare un detective del talento. Le piattaforme digitali monitorano già un bacino enorme, con dati che parlano di oltre 500 club associati e 25.000 profili di giovani giocatori solo in Italia, ma il vero vantaggio si crea sul campo e con l’analisi delle fonti locali.

Campo di calcio di periferia all'alba con osservatore solitario che prende appunti

Una strategia efficace si basa su sei pilastri:

  1. Analizzare i tabellini dei giornali locali: Non limitatevi a guardare i marcatori. Notate i minuti giocati (un giovane che gioca sempre è un segnale di fiducia), i cartellini (un difensore con molte ammonizioni potrebbe essere aggressivo e determinato) e le sostituzioni.
  2. Monitorare i comunicati del Giudice Sportivo: Un alto numero di ammonizioni per un difensore o un mediano non è sempre un dato negativo. Può indicare quella “cattiveria agonistica funzionale” che state cercando.
  3. Seguire le rubriche “Top/Flop” dei portali dilettantistici: Siti come Tuttocampo.it o La Gazzetta Regionale sono miniere d’oro. Identificate i giocatori che appaiono costantemente tra i “Top”. La costanza di rendimento è un indicatore di talento e solidità mentale.
  4. Mappare i giocatori svincolati dai settori giovanili professionistici: Questi ragazzi hanno una formazione tecnica e tattica di alto livello. Spesso falliscono non per mancanza di talento, ma di opportunità o maturità. Hanno una motivazione di rivalsa enorme e possono rappresentare un investimento a bassissimo costo e altissimo rendimento.
  5. Costruire una rete di informatori qualificati: La vostra risorsa più preziosa. Allenatori dei settori giovanili, preparatori atletici, giornalisti locali, persino arbitri di zona. Create relazioni basate sulla fiducia e sulla professionalità.

Questo approccio richiede più lavoro di un abbonamento a Wyscout, ma è così che si scoprono le gemme prima che il loro prezzo diventi inaccessibile. È il vero artigianato dello scouting.

Padroneggiare questa strategia di ricerca proattiva è ciò che distingue un grande osservatore da uno buono. Per questo, è cruciale affinare costantemente le proprie tecniche di scouting nei mercati non convenzionali.

Come utilizzare l’analisi dati nel calcio dilettantistico senza budget per software costosi?

L’idea che l’analisi dati sia un lusso per i soli club di Serie A è un mito che vi impedisce di lavorare in modo efficace. Oggi esistono numerosi strumenti e metodi per implementare un approccio “data-driven” anche con un budget pari a zero. L’ostacolo non è economico, ma metodologico. Si tratta di avere la disciplina di raccogliere manualmente i dati giusti e la competenza per interpretarli.

Non avete bisogno di un software da migliaia di euro per iniziare. Avete bisogno di un “Kit dello Scout 2.0” basato su strumenti gratuiti e un approccio sistematico:

  • Google Sheets / Excel: È il vostro strumento più potente. Create un template pre-impostato dove, durante la partita, tracciate manualmente eventi chiave: duelli vinti/persi, passaggi chiave riusciti/sbagliati, recuperi palla, posizione dei tiri. Con formule base, potete generare grafici che visualizzano la performance e confrontare giocatori diversi in modo oggettivo.
  • Software di montaggio video gratuiti (es. DaVinci Resolve): Registrate la partita (basta uno smartphone su un treppiede) e usate un software gratuito per “taggare” le azioni. Create una clip per ogni “passaggio chiave”, “duello vinto”, “errore difensivo”. In poche ore, avrete un database visivo e ricercabile della performance di un giocatore.
  • Versioni gratuite di app specializzate (es. SofaScore, FotMob): Queste app forniscono statistiche aggregate (heatmaps, numero di passaggi, etc.) a livello di squadra e per i campionati principali. Sebbene non a livello del singolo giocatore in Eccellenza, sono utilissime per capire i benchmark di ruolo e confrontare le performance del vostro target con le medie di campionati superiori.
  • Dati pubblici della LND: I comunicati ufficiali della Lega Nazionale Dilettanti sono una fonte di dati grezzi. Minuti giocati, marcatori, espulsioni. Analizzati su più giornate, possono rivelare pattern interessanti (es. un attaccante che segna sempre nell’ultima mezz’ora).

Esistono anche soluzioni a basso costo pensate specificamente per le realtà dilettantistiche. Applicazioni come YouCoach App Scout offrono sistemi per organizzare le sessioni di osservazione e creare valutazioni personalizzate a prezzi accessibili, dimostrando che l’organizzazione dei dati è un’esigenza sentita anche a livelli inferiori. La chiave è iniziare in piccolo, essere costanti e concentrarsi sui dati che hanno un impatto reale sulla valutazione, non su metriche di vanità.

L’adozione di un approccio basato sui dati, anche a livello base, eleva immediatamente la professionalità del vostro lavoro. Per approfondire, è fondamentale esplorare e testare questi strumenti a basso costo.

Da ricordare

  • Oggettività prima di tutto: Traducete ogni qualità soggettiva (grinta, visione) in indicatori comportamentali misurabili e dati concreti.
  • Funzionalità vs. Estetica: Valutate un giocatore per la sua utilità nel modello di gioco, non per la bellezza del gesto tecnico fine a se stesso.
  • Il report come investimento: Ogni riga che scrivete deve rispondere a una domanda del DS: “Perché questo giocatore rappresenta un valore e un rischio accettabile per il mio club?”.

Come pianificare il calciomercato estivo con un budget pari a zero in Eccellenza?

Questo è lo scenario finale, la prova del nove per un osservatore. In un campionato come l’Eccellenza, dove i budget sono minimi o inesistenti, il valore di uno scout non sta nel proporre nomi costosi, ma nell’identificare opportunità a costo zero che possano alzare il livello tecnico e caratteriale della squadra. Qui, il vostro ruolo si espande: non siete più solo analisti tecnici, ma anche investigatori privati e gestori del rischio.

Il mercato a zero budget si basa su due pilastri: la scoperta di talenti trascurati (come visto nei campionati minori) e una rigorosa due diligence sui profili individuati. Un errore di valutazione su un giocatore pagato non è solo una perdita economica, ma un’occupazione di uno slot in rosa che poteva essere destinato a un profilo più funzionale. Quando si opera a budget zero, l’errore non è concesso. La due diligence non si ferma al campo di gioco; deve essere un’analisi a 360 gradi del “sistema-giocatore”.

Prima di proporre un giocatore, dovete aver completato una checklist di verifica che va ben oltre le sue capacità calcistiche. Questo processo di controllo è fondamentale per minimizzare i rischi legati a fattori comportamentali o a problemi fisici nascosti, che sono i veri “costi” in un mercato di svincolati e prestiti.

Checklist di due diligence a costo zero

  1. Analisi dei profili social: Scorrere i profili Instagram, Facebook e Twitter. Cercate “red flags” comportamentali: post controversi, lamentele pubbliche, uno stile di vita non consono a un atleta. L’ambiente digitale è spesso un riflesso della personalità.
  2. Contatti con ex allenatori e compagni: Utilizzate la vostra rete (o costruitevela) per ottenere referenze dirette e non ufficiali. Una telefonata a un ex allenatore può rivelare molto sulla professionalità, l’allenabilità e l’integrità del giocatore.
  3. Verifica dello storico infortuni: Ricercate il nome del giocatore negli archivi online dei giornali locali e dei siti specializzati. Problemi fisici ricorrenti, specialmente a livello muscolare o articolare, sono un’enorme bandiera rossa.
  4. Osservazione dell’ambiente familiare: Se possibile, osservate il giocatore durante le partite casalinghe. Il supporto della famiglia, la gestione della pressione da parte dei parenti, la stabilità dell’ambiente personale sono fattori che influenzano la serenità e la performance in campo.
  5. Controllo della reputazione locale: Parlate con tifosi, dirigenti di altre squadre, giornalisti sportivi della zona. Che fama ha il giocatore? È considerato un professionista serio o un “talento incompiuto” per motivi caratteriali?

Completare questa checklist significa presentare al DS non solo un giocatore, ma un profilo completo, un “asset” a basso rischio. Avete verificato la qualità tecnica sul campo, la solidità mentale tramite indicatori oggettivi e l’affidabilità extra-campo tramite la due diligence. A questo punto, il vostro non è più solo un suggerimento, è una soluzione strategica.

Per consolidare la vostra posizione come risorsa strategica per il club, è essenziale integrare questa metodologia di pianificazione a budget zero nel vostro lavoro quotidiano.

Scritto da Giovanni Esposito, Responsabile Settore Giovanile e Talent Scout con 20 anni di esperienza sui campi di periferia. Esperto in sviluppo del talento, metodologia per scuole calcio e rapporti con le famiglie.