
Per diventare un pro player in Italia, l’abilità con il pad è solo il punto di partenza. Il vero salto di qualità richiede la costruzione di un “Progetto Atleta” a 360 gradi.
- La performance non si misura in ore di gioco, ma in allenamento deliberato, analisi strategica e gestione della salute mentale.
- Un brand personale forte su Twitch e social media è oggi un asset non negoziabile per essere notato dai top team italiani.
Recommandation: Smetti di pensare come un semplice giocatore e inizia a operare come una startup: pianifica la tua carriera, investi nel tuo brand e gestisci la tua crescita in modo professionale.
Tanti ragazzi come te, con un talento incredibile per FIFA o eFootball, sognano di trasformare la loro passione in una professione. Vedono i pro player sollevare trofei, firmare per i club di Serie A e pensano che la chiave sia una sola: giocare, giocare e ancora giocare. In parte è vero, senza un’abilità fuori dal comune non si va da nessuna parte. Ma da manager di un team professionistico, posso dirti che questa è solo una frazione della verità. La scena eSports italiana è diventata un’industria competitiva e strutturata, dove il talento grezzo non è più sufficiente.
Le squadre e gli sponsor non cercano più soltanto un “fenomeno col pad”. Cercano atleti completi, professionisti capaci di gestire la pressione, comunicare con una fan base e rappresentare un brand. Il percorso dalla tua cameretta a un contratto vero non è una lotteria, ma una scalata strategica. Se pensi che basti vincere qualche Weekend League per ricevere una chiamata, stai commettendo il primo, grande errore. Ma se invece la vera domanda fosse: come posso trasformarmi da semplice giocatore a un “Progetto Atleta” che un team non può ignorare? La risposta è un mix di performance, brand e intelligenza competitiva.
Questo non è il solito elenco di consigli generici. Questa è una visione dall’interno, un piano d’azione realistico per chi fa sul serio. Analizzeremo insieme dove competere, come costruire la tua immagine, come affrontare il percorso verso la eSerie A TIM, e come gestire l’allenamento e la pressione senza bruciarti. È il momento di smettere di sperare e iniziare a pianificare.
Per guidarti in questo percorso, abbiamo strutturato l’articolo per rispondere a ogni tua domanda strategica. Dalla scelta della piattaforma alla firma del primo contratto, ecco la tua roadmap completa per diventare un professionista.
Sommario: La tua roadmap per il professionismo negli eSports
- PlayStation o PC: dove si trovano i tornei più competitivi e i montepremi più alti?
- Perché essere forti col pad non basta se non sai comunicare su Twitch e Instagram?
- Open cup o leghe private: quale percorso porta alla eSerie A TIM?
- L’errore di giocare 12 ore al giorno perdendo lucidità e salute mentale
- Quando firmare il primo contratto: cosa guardare oltre allo stipendio mensile?
- Come affrontare la Weekend League senza impazzire per lo stress competitivo?
- Come adattare il tuo stile di gioco a ogni nuova patch per restare competitivo?
- Come strutturare il grinding intensivo senza perdere la voglia di giocare?
PlayStation o PC: dove si trovano i tornei più competitivi e i montepremi più alti?
La prima decisione strategica nel tuo “Progetto Atleta” è la scelta della piattaforma. Se il tuo sogno è legato ai giochi di calcio come EA Sports FC (ex FIFA), la risposta per il contesto italiano è netta: la PlayStation è il tuo campo di battaglia principale. È qui che si gioca il torneo più prestigioso e visibile a livello nazionale, la eSerie A TIM, il campionato ufficiale che mette in palio non solo un montepremi significativo ma, soprattutto, la possibilità di vestire la maglia di un vero club di Serie A.
Mentre il mondo PC domina scene come quelle di League of Legends o Valorant con circuiti come i PG Nationals e il VCT Challengers Italy, i montepremi e la struttura per i titoli calcistici sono decisamente più consolidati su console. Concentrare le tue energie sulla piattaforma sbagliata è il modo più rapido per uscire dai radar dei talent scout che contano. La scelta non è solo tecnica, ma strategica: devi essere dove si trovano le opportunità più concrete per la tua specifica disciplina.
Questa tabella offre una visione chiara del panorama competitivo italiano. Come puoi vedere, per un aspirante pro player di EA Sports FC, il percorso verso il professionismo passa quasi esclusivamente dalla console di casa Sony.
| Piattaforma | Giochi principali | Tornei italiani | Montepremi medi |
|---|---|---|---|
| PlayStation | EA Sports FC 24 | eSerie A TIM | €8M per vincitore |
| PC | League of Legends | PG Nationals | €50-100K totali |
| PC | Valorant | VCT Challengers Italy | €40-80K totali |
| Console/PC | Fortnite | Circuito nazionale | €20-50K totali |
Un’ analisi dei montepremi più generosi conferma questa tendenza, evidenziando come i tornei legati ai grandi publisher su console spesso offrano le cifre più alte. Focalizzarsi sulla PlayStation non significa ignorare il resto, ma allocare l’80% del tuo tempo e delle tue risorse dove il ritorno sull’investimento è massimo per la tua carriera.
Perché essere forti col pad non basta se non sai comunicare su Twitch e Instagram?
Eccoci al punto che molti talenti sottovalutano. Puoi essere il giocatore più forte d’Italia nella tua cameretta, ma se nessuno lo sa, per il mondo professionistico non esisti. Oggi, un pro player è un media, un comunicatore. Il tuo brand personale strategico è il secondo pilastro del tuo “Progetto Atleta” e vale tanto quanto la tua abilità in-game. I team non cercano solo un player, ma una personalità che possa attrarre sponsor, creare engagement e costruire una community.
Piattaforme come Twitch, Instagram, Twitter/X e TikTok sono il tuo stadio personale. È qui che dimostri non solo le tue giocate migliori, ma anche chi sei: la tua capacità di gestire la pressione in live, la tua professionalità, il tuo carisma. Creare regolarmente contenuti di alta qualità, come clip delle tue azioni più spettacolari, e mantenere un comportamento “brand-safe” è fondamentale. Ricorda: le società non sono interessate a coloro che imprecano o si innervosiscono facilmente. Un’immagine pulita e professionale ti rende un investimento a basso rischio per un club.
L’obiettivo è trasformare le tue abilità di gioco in una vera e propria risorsa mediatica. Guarda l’esempio di Giorgio ‘Pow3r’ Calandrelli, che ha capito questa lezione prima di molti altri.
Studio di caso: Pow3r, da pro player a impero mediatico
Giorgio ‘Pow3r’ Calandrelli è l’esempio perfetto di come la comunicazione sia un moltiplicatore di carriera. Ha trasformato le sue abilità in un brand potentissimo. Come riporta un’analisi del settore, il suo canale Twitch è il più seguito in Italia ed è tra i pochissimi al mondo ad aver superato il milione di follower. Questo dimostra che costruire una community e saper comunicare apre porte che la sola abilità di gioco non potrebbe mai raggiungere, attirando sponsor e opportunità di livello mondiale.
Iniziare a streammare con regolarità, curare il tuo profilo Instagram mostrando non solo il gameplay ma anche la tua personalità e la tua dedizione, e interagire con la community sono passi non negoziabili. Costruisci una narrazione attorno a te, quella di un atleta serio e determinato. È questo che un manager nota.

Un setup curato e un atteggiamento professionale durante le live non sono dettagli, ma una dichiarazione d’intenti. Mostrano che prendi sul serio non solo il gioco, ma l’intera professione. È questo il tipo di mentalità che fa la differenza tra un buon giocatore e un futuro professionista.
Open cup o leghe private: quale percorso porta alla eSerie A TIM?
Hai la piattaforma giusta e stai iniziando a costruire il tuo brand. Ora, la domanda cruciale: come arrivi a giocare per un club di Serie A? Il percorso non è casuale, ma una sequenza ben definita di qualificazioni. L’intelligenza competitiva qui significa conoscere la strada e concentrare le forze sui tornei che contano davvero. Dimentica le decine di coppe online con premi irrisori: la tua destinazione è una sola, e la strada per arrivarci è chiara.
Il cancello d’ingresso per l’olimpo del calcio virtuale italiano è la eSerie A TIM. Per accedervi, devi seguire una roadmap precisa, che inizia mesi prima del torneo vero e proprio. Tutto comincia con gli Online Qualifiers, aperti a tutti, che si tengono solitamente verso la fine dell’anno. È qui la tua prima, vera occasione di dimostrare il tuo valore contro migliaia di altri aspiranti pro player. Superare questa fase è il primo, fondamentale filtro.
Da lì, i migliori accedono al Draft, l’evento in cui i club di Serie A, che hanno già in rosa dei pro player affermati, selezionano nuovi talenti da aggiungere alla squadra. Essere scelti al Draft è il momento in cui il sogno diventa realtà: firmi un contratto e diventi ufficialmente un giocatore di un team professionistico. L’intero settore sta crescendo rapidamente; secondo recenti analisi, il fatturato degli eSports in Italia ha raggiunto i 50 milioni di euro, a testimonianza della professionalizzazione e delle opportunità economiche che questo mondo offre. Ecco i passi concreti che devi compiere:
- Iscrizione e partecipazione agli Online Qualifiers: Generalmente tra novembre e dicembre, questa è la tua porta d’ingresso. Iscriversi agli Online Qualifiers nel periodo novembre-dicembre è il primo passo obbligatorio.
- Qualificazione al Draft: Devi emergere tra migliaia di partecipanti per rientrare tra i migliori giocatori a livello nazionale che accedono alla fase successiva.
- Selezione da parte di un club: Durante l’evento del Draft, i club ti osservano e scelgono i profili più promettenti. È qui che i club selezionano un player da aggiungere alla rosa.
- Competizione nella Regular Season: Una volta in squadra, competi nel campionato regolare che si svolge da febbraio ad aprile, rappresentando i colori del tuo club.
- Accesso ai Playoff e alla Final Eight: L’obiettivo finale è qualificarsi per le fasi finali e lottare per il titolo di campione d’Italia.
Questo percorso richiede pianificazione. Segna le date sul calendario, preparati specificamente per le qualificazioni e arriva al momento clou nella tua forma migliore. Non disperdere energie in tornei minori che non portano a nulla.
L’errore di giocare 12 ore al giorno perdendo lucidità e salute mentale
“Per diventare un pro, devo giocare tutto il giorno”. Questo è il mito più pericoloso nel mondo degli eSports, l’errore che ha stroncato più carriere di quante ne abbia create. La quantità di ore non è il metro del successo; la qualità sì. Un grinding deliberato, focalizzato sul miglioramento e non sulla semplice ripetizione, è ciò che distingue un amatore da un professionista. Giocare 12 ore di fila senza un piano ti porterà solo al burnout, a un calo di lucidità e a problemi di salute fisica e mentale.
Essere un atleta eSports richiede la stessa disciplina di un atleta tradizionale. Come sottolineato da esperti del settore, “Nel mondo degli eSports i risultati e le capacità parlano chiaro. Per eccellere è necessario moltissimo spirito di sacrificio e la capacità di accettare il compromesso sociale e sentimentale”. Questo sacrificio, però, deve essere intelligente. Non si tratta di annullarsi, ma di ottimizzare il proprio tempo. Un professionista non “gioca”, si “allena”. E l’allenamento ha una struttura precisa.

Invece di lanciare una partita dopo l’altra in preda alla frustrazione, devi analizzare i tuoi errori, studiare gli avversari e lavorare sui tuoi punti deboli. Il VOD (Video on Demand) review, ovvero riguardare le proprie partite, è uno strumento potentissimo. Devi farlo ponendoti domande specifiche: “Perché ho subito quel gol?”, “Quale sarebbe stata la scelta migliore in quella situazione?”, “Come sta giocando il mio avversario e come posso adattarmi?”. Questo è allenamento mentale, ed è importante tanto quanto l’abilità meccanica.
Il tuo piano di allenamento deliberato
- VOD Review (2 ore): Inizia la giornata guardando i replay delle tue partite perse. Non cercare scuse, ma analizza freddamente gli errori strategici e decisionali.
- Allenamento Meccanico (2 ore): Dedica tempo alle arene di pratica per affinare skill moves specifici, punizioni, o schemi difensivi che hai identificato come deboli.
- Scrim e partite competitive (3 ore): Gioca partite con un obiettivo preciso, cercando di applicare ciò che hai studiato. L’ideale è farlo contro avversari di pari o superiore livello.
- Teoria e Analisi Meta (1 ora): Studia i pro player più forti, analizza le nuove tattiche emergenti e discuti le strategie con altri giocatori o con un coach.
- Pause Programmate: Imposta un timer e prenditi una pausa di 15 minuti ogni 90 minuti di allenamento. Alzati, bevi, allunga la schiena. La lucidità è la tua risorsa più preziosa.
Questo approccio strutturato ti permette di migliorare più in fretta, mantenendo alta la motivazione e proteggendo la tua salute. Ricorda, il tuo corpo e la tua mente sono i tuoi strumenti di lavoro principali.
Quando firmare il primo contratto: cosa guardare oltre allo stipendio mensile?
Ce l’hai fatta. Hai superato le qualificazioni, sei stato notato al Draft e un team ti ha offerto il tuo primo contratto. L’emozione è alle stelle, ma è qui che devi dimostrare la tua maturità da professionista. Firmare un contratto non è solo una questione di stipendio. L’ecosistema contrattuale che ti viene offerto è ciò che determinerà la tua crescita a lungo termine. Un’offerta con uno stipendio più basso ma con un grande supporto strutturale è spesso molto più vantaggiosa di un’offerta economicamente più alta da parte di un’organizzazione meno seria.
Prima di firmare, analizza attentamente cosa ti viene offerto oltre alla retribuzione. Il team mette a disposizione un coach o un analista? C’è un supporto per la gestione della tua immagine e dei social media? Vengono forniti strumenti per la preparazione mentale e fisica, come un mental coach o un fisioterapista? Questi sono gli elementi che fanno la differenza tra un’esperienza di un anno e una carriera duratura. Un buon team investe sui suoi atleti, non li usa semplicemente come “mercenari” per una stagione.
In Italia, il panorama si sta strutturando con diversi modelli. Alcuni club, come l’Udinese e la AS Roma, gestiscono direttamente i contratti con i loro pro player. Altri, invece, si affidano ad agenzie specializzate che fanno da tramite.
L’Udinese e la AS Roma creano contratti diretti con i pro player, mentre molti club di Serie A si sono affidati ad agenzie come Esports Academy che fornisce giocatori a squadre come Sampdoria, Bologna, Parma e Sassuolo.
– Redazione Betway.it, Come diventare un progamer?
Questo dimostra l’importanza di avere un supporto professionale, che sia un agente o un avvocato specializzato in eSports, per analizzare il contratto. Clausole di buyout, obblighi verso gli sponsor, gestione dei diritti d’immagine e durata del contratto sono dettagli che possono avere un impatto enorme sulla tua carriera. Non avere fretta di firmare. Valuta il progetto a lungo termine, la serietà dell’organizzazione e il potenziale di crescita che ti viene offerto. Un buon contratto è una partnership, non una semplice transazione.
Come affrontare la Weekend League senza impazzire per lo stress competitivo?
La Weekend League (o il suo equivalente nel gioco a cui competi) è il banco di prova settimanale per ogni aspirante pro. È un’arena spietata, un concentrato di pressione, gameplay tossico e stress psicologico. Affrontarla senza una strategia mentale è come entrare su un ring senza guantoni: ti farai solo del male. La capacità di gestire lo stress competitivo è una skill fondamentale che separa i giocatori di talento dai veri campioni.
L’errore più comune è quello di vedere la Weekend League come un blocco unico di 20 o 30 partite da “grindare” il più in fretta possibile. Questo approccio porta inevitabilmente a frustrazione, rabbia e a un calo drastico delle performance. Devi invece trattarla come una serie di mini-sessioni, con obiettivi realistici e pause programmate. Ricorda che stai performando non solo per te stesso, ma potenzialmente sotto gli occhi di una vasta audience. In Italia, si stima che circa 7,3 milioni di spettatori seguano regolarmente contenuti eSports, una platea enorme che amplifica la pressione su ogni singola partita.
I pro player italiani non lasciano nulla al caso. Hanno una routine pre-partita e una strategia di gestione della sessione ben definite per massimizzare la lucidità e minimizzare l’impatto emotivo negativo. Adottare una routine simile può trasformare la tua esperienza. Ecco alcuni punti chiave ispirati alle loro abitudini:
- Riscaldamento tecnico: Prima di iniziare la prima partita, passa almeno 30 minuti nelle arene di allenamento per scaldare le dita e riprendere confidenza con i comandi.
- Definizione degli obiettivi: Sii onesto con te stesso. Invece di puntare a un irrealistico “en plein”, fissa un obiettivo di vittorie raggiungibile (es. 16 o 18 vittorie). Questo riduce la pressione e trasforma ogni vittoria in un passo verso il tuo target.
- Pianificazione delle pause: Stabilisci di fermarti per 10-15 minuti ogni 3 partite, indipendentemente dal risultato. Alzati, bevi, non pensare al gioco. Questo reset mentale è cruciale per evitare di entrare in una spirale negativa dopo una sconfitta.
- Gestione della respirazione: Durante i momenti di alta tensione, come un calcio di rigore o gli ultimi minuti di una partita, concentrati su esercizi di concentrazione e respirazione per mantenere alta l’attenzione. Un respiro lento e profondo può fare miracoli per calmare il sistema nervoso.
- Focus sulla performance, non sul risultato: Dopo ogni partita, invece di ossessionarti sulla vittoria o sulla sconfitta, chiediti: “Ho giocato bene? Ho applicato le mie strategie?”. Concentrarsi sul processo riduce l’ansia legata al risultato.
Affrontare la Weekend League con questa mentalità da atleta ti permetterà non solo di ottenere risultati migliori, ma anche di proteggere la tua salute mentale e la tua passione per il gioco.
Come adattare il tuo stile di gioco a ogni nuova patch per restare competitivo?
Nel mondo degli eSports, l’unica costante è il cambiamento. Ogni nuova patch, ogni aggiornamento del gameplay, può stravolgere il meta, rendendo obsolete le tattiche che fino al giorno prima erano vincenti. La capacità di analizzare e adattarsi rapidamente ai cambiamenti è ciò che definisce la longevità di un pro player. Chi rimane ancorato al passato è destinato a scomparire. Questa “intelligenza competitiva” non è un talento innato, ma un metodo di lavoro.
I team professionistici italiani non subiscono le patch: le studiano. Hanno un processo strutturato per analizzare ogni cambiamento e definire nuove strategie. Questo approccio metodico è un altro pilastro del “Progetto Atleta” e si basa su una rigida disciplina e duro allenamento che devono diventare dei mantra. Il processo di adattamento si articola in più fasi: lo studio teorico delle note sulla patch, il test pratico in partite di allenamento (scrim) e il brainstorming con coach e analisti per sviluppare nuove strategie di squadra.
Da aspirante pro, devi replicare questo metodo su scala individuale. Non puoi aspettare che qualcun altro ti dica qual è il nuovo meta; devi scoprirlo da solo, e prima degli altri. Per farlo, devi sfruttare tutte le risorse che la community italiana ti mette a disposizione. Essere un “early adopter” delle nuove tattiche ti darà un vantaggio competitivo enorme. In Italia, la fruizione di contenuti strategici è altissima: secondo le statistiche, per informarsi i fan usano principalmente canali YouTube Gaming (47%) e Twitch (43%). Questo significa che devi essere un consumatore attivo e critico di queste informazioni. Ecco le tue fonti principali:
- Streamer e YouTuber specializzati: Segui i pro player e gli analisti più rispettati nel tuo gioco. Osserva come stanno adattando il loro stile, quali nuove meccaniche stanno sfruttando.
- Community Discord: Partecipa attivamente ai server Discord delle principali leghe italiane, come quelli di PG Esports o ESL Italia. Qui avvengono le discussioni tecniche più approfondite.
- Siti di settore: Consulta regolarmente portali come Powned.it, che spesso pubblicano analisi dettagliate delle patch e delle loro implicazioni sul meta.
- Sperimentazione personale: Dopo aver raccolto le informazioni, dedica delle sessioni di allenamento specifiche per testare le nuove meccaniche. Non farlo nelle partite classificate, ma in amichevoli o in modalità allenamento, dove puoi sperimentare senza la pressione del risultato.
L’adattabilità non è solo reattività, ma proattività. Anticipare il meta prima che diventi di dominio pubblico è una delle skill più preziose e ricercate in un pro player.
Punti chiave da ricordare
- Il professionismo negli eSports è un “Progetto Atleta”: richiede una gestione strategica di performance, brand e salute.
- In Italia, per i giochi di calcio, la PlayStation è la piattaforma di riferimento per accedere ai tornei che contano, come la eSerie A TIM.
- Un allenamento efficace non è basato sulle ore, ma sulla qualità: VOD review, pratica deliberata e pause sono essenziali per evitare il burnout.
Come strutturare il grinding intensivo senza perdere la voglia di giocare?
Abbiamo parlato di “grinding deliberato”, ma come si traduce in pratica nella tua giornata? Come si possono sostenere le numerose ore di allenamento necessarie senza esaurire le energie mentali e, soprattutto, senza perdere la passione per il gioco? La risposta è nella struttura e nella varietà. Un atleta professionista non si allena a caso; segue una tabella di marcia precisa, che alterna diverse tipologie di attività per mantenere il cervello stimolato e il corpo in salute.
Le stime indicano che i pro player si allenano tra le sei e le dodici ore al giorno. Sostenere un ritmo del genere è impossibile se ogni ora è uguale alla precedente. Le academy e i team italiani più evoluti lo sanno bene e strutturano le giornate dei loro atleti alternando blocchi di gameplay puro, sessioni di analisi strategica, preparazione fisica e momenti di pausa. Essere un pro player non è solo giocare: si deve assumere un atteggiamento da professionista, seguire regole, mantenere un atteggiamento rispettoso, allenarsi con costanza e, soprattutto, fidarsi di un metodo.
Per non perdere la voglia di giocare, devi inserire nel tuo “grinding” elementi di novità e obiettivi a breve termine. Ad esempio, puoi dedicare un giorno a perfezionare un aspetto specifico del tuo gioco, come le transizioni difensive, e un altro a sperimentare nuove tattiche offensive. Giocare con compagni di squadra o partecipare a piccoli tornei amichevoli può anche rompere la monotonia dell’allenamento individuale. Inoltre, è fondamentale ritagliarsi del tempo per giocare ad altro, per puro divertimento, o per staccare completamente con attività offline. Questo “scarico” mentale previene l’esaurimento e ti permette di tornare ad allenarti con una prospettiva fresca e una motivazione rinnovata.
La chiave è l’equilibrio. Il tuo programma di allenamento deve essere intenso ma sostenibile. Deve spingerti al limite, ma anche darti il tempo di recuperare. Ricorda che la tua carriera è una maratona, non uno sprint. Gestire le tue energie è una responsabilità da professionista tanto quanto vincere una partita.
Ora hai la mappa. Sai che la differenza la fanno la strategia, la professionalità e la gestione di te stesso come un vero atleta. Il talento ti ha portato fin qui, ma è l’applicazione di questi principi che ti porterà a firmare quel contratto. Inizia oggi a costruire il tuo “Progetto Atleta”.