Sloth

[TOP FM.it Story] Like a rolling stone

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Dlin-Dlon
- Chi è?
- Posta da firmare!
Tac-clack. Gneeeeeeeck.
- Salve! E’ lei Martin Sloth?
- Sì, sono io…
- Raccomandate. Firmi qui per favore.
Scrib, scrib, scrib...
- Strano… Chissà perché non hanno usato l’email?
- Come dice?
- Ah, mi scusi! Pensavo a voce alta e mi chiedevo come mai avessero usato la posta invece della email.
- Ah boh!

Ho ricevuto delle offerte di lavoro, finalmente ho l’occasione per diventare un allenatore di calcio. Ma forse è meglio fare qualche passo indietro…

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Il mio nome è Martin Sloth. Sono nato in Italia, ma porto il cognome di mio padre svizzero. Proprio in Svizzera ho cominciato a giocare a calcio da bambino. Ero un predestinato. “Per diventare un campione!”, voi direte. Macché: già a otto anni ero alto quasi quanto il mio allenatore, che perciò decise di fare di me un difensore centrale. E non ho più smesso di esserlo per tutta la mia carriera. A me sarebbe piaciuto giocare in porta, a essere sinceri; ma il figlio del presidente della squadra aveva lo stesso desiderio e perciò…
Quando mi trasferii in Italia il mio curriculum giovanile da difensore centrale mi garantì subito un posto in squadra, ma non ci volle molto per perderlo e per trovare posto in panchina: il titolare dell’azienda principale sponsor della squadra portò all'attenzione dell’allenatore le doti calcistiche di un suo nipote, che divenne titolare fisso. Qualche scampolo di partita l’ho giocata, generalmente entrando dopo che la squadra aveva subito due o tre gol. Di solito in quelle situazioni un allenatore inserisce una punta, per cercare di recuperare lo svantaggio, ma a me toccava entrare per limitare i danni. E tutto sommato me la cavavo. Ma passando molto più tempo a guardare che a giocare, cominciai fin da allora a studiare da allenatore.
Compiuti 18 anni lo sponsor convinse il presidente a svincolarmi, così ebbi l’occasione di costruire la mia carriera da professionista. Ho girovagato per diverse squadre, senza uscire dall'ambito regionale e generalmente venivo contattato da squadre sul disastrato andante, prive di mezzi economici adeguati e alla disperata ricerca di toppe in difesa. Non è stato esaltante, ma ho avuto le mie soddisfazioni. Nel frattempo ho continuato a studiare da allenatore e una volta compiuti 35 anni mi sono ritirato dal calcio giocato e ho deciso di affrontare l’ignoto: da grande farò il pompiere… Ehm, no, scusate… Quello era un cartone animato di anni fa. Dicevo, farò l’allenatore di calcio!
Un po’ intimorito dai prevedibili rifiuti, inondo il mondo del calcio con il mio curriculum, offrendomi al maggior numero possibile di squadre:

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Sono tutte lontane da casa, sarà meglio comprare delle valigie nuove...


How does it feel
How does it feel
To be without a home
Like a complete unknown
Like a rolling stone?

 

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4 ore fa, Andrew1684 dice:

La più vicina potrebbe essere la Tedeschia chissà .asd Bella introduzione comunque, rispecchia la realtà?

Grazie e benvenuto! Diciamo che ho una fervida immaginazione...

4 ore fa, Filo1512 dice:

Ci sono, molto interessante l'introduzione :) 

Grazie e benvenuto!

3 ore fa, tia204 dice:

Io ci sono!!!

Benvenuto!

2 ore fa, lelefm dice:

Ci sono

Benvenuto!

48 minuti fa, FloddyJump dice:

Presente!

Benvenuto!

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Il grande mondo dei media. Da (aspirante) allenatore avevo sempre immaginato che i primissimi aspetti del mondo del calcio con i quali mi sarei dovuto confrontare sarebbero stati i presidenti di società e le dirigenze in genere. Mi sbagliavo.
Ho appena il tempo di inviare copie del mio curriculum, che la stampa di settore già conosce il mio nome. Sono stupito, ma non sorpreso. Quello che mi lascia a bocca aperta, però, è la “notizia” associata al mio nome.

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Wolfsburg? Neanche mi ricordavo di aver inviato loro una richiesta… Glisso e non commento.
Seguono alcune voci riguardo la mia futura carriera,

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…ma fin’ora non sono stato chiamato per nessun colloquio. Sono solo voci, evidentemente.

Dopo qualche giorno di attesa, le cose si fanno frenetiche. Le chiamate ai colloqui mi colgono un po’ impreparato, mi tocca organizzare al meglio la fitta agenda di appuntamenti.

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La stampa mi attribuisce una destinazione sicura e mi rivolgono anche alcune domande per una breve intervista.

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Se ho capito come vanno le cose in questo mondo, posso scartare il Cardiff Met…

E infine ci siamo! Ho tra le mani due offerte di contratto e non so se a prevalere è l’emozione o l’indecisione:

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La prima offerta viene dal Naval, squadra di calcio della città di Figueira da Foz, “comune portoghese di 62.601 abitanti situato nel distretto di Coimbra. Cittadina della regione delle Beiras, è una città portuale e un importante centro di turismo balneare alla foce del fiume Mondego con, alle spalle, il verde promontorio della Serra da Boa Viagem”.

Spoiler

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Sembra davvero un bel posto. Ma veniamo alla squadra. La società:

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La rosa:

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Lo staff:

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Il modulo tattico fin qui utilizzato:

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Lo stadio:

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La seconda offerta è del FK Tønsberg, squadra dell’omonima città di Tønsberg, “comune della Norvegia situata nella contea di Vestfold. Il comune conta poco più di 39.000 abitanti mentre l'intera area metropolitana ne conta quasi 45.000. La città è situata nella zona sudorientale del paese, ed è bagnata dallo Skagerrak, un tratto di Mare del Nord tra Danimarca, Svezia e Norvegia.

Spoiler

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La società:

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La rosa:

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Lo staff:

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Il modulo tattico:

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Lo stadio:

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Il campo di allenamento (invernale, immagino):

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Ora mi prenderò un giorno di tempo per decidere. Portogallo o Norvegia? Ingaggio basso o alto? Contratto annuale o biennale? Rosa numericamente sufficiente o rosa striminzita? Basso budget stipendi o… meno basso budget stipendi? Tempo a disposizione per programmare o incarico a campionato in corso? Salvezza alla portata o lotta (quasi) disperata per non retrocedere?
Bel dilemma. Per il momento, però, credo che giocherò un po’ a Football Manager, dicono sia uscita la nuova edizione…

P.S. La mia assistente mi informa che Gattuso, de Boer, Spalletti e Mihajlovic hanno una pessima opinione di me. Ci può stare. Cioè, non mi fa piacere, ma posso capirlo. Ma Fontana della Juve Stabia?

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Naval o FK Tonsberg? Bisogna rompere gli indugi e dare una risposta.
Il club portoghese potrebbe essere oggettivamente una buona vetrina per dimostrare le mie qualità di allenatore o, in prospettiva, per scalare il ranking mondiale e portare i colori bianco-verdi ai vertici del calcio. Da più parti, consigli e suggerimenti vanno in quella direzione: in fondo è la scelta più logica per la mia carriera. In Portogallo avrei abbastanza tempo per riorganizzare lo staff tecnico, per valutare l’acquisto di nuovi innesti per rafforzare la rosa (con un occhio fisso al bilancio, naturalmente) e per impostare un progetto tattico di lungo periodo.
La squadra norvegese, al contrario, ha già cominciato la stagione agonistica, ha uno staff tecnico sufficiente ma una rosa ridotta all'osso e carente in molti ruoli; la posizione di classifica si prospetta disastrosa. Difficile che trovino in tempi brevi qualcuno all'altezza disposto a guidare la squadra. E senza allenatore non andranno molto lontano.
Non so voi, ma sapendo che mi hanno offerto un contratto (sostanzioso, tra l’altro) per condurre un campionato dignitoso e senza pretendere la salvezza, se dicessi loro “No, grazie. Preferisco vincere in Portogallo. Arrangiatevi!”, non ci dormirei la notte…

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Per fortuna ho portato con me delle maglie di lana in più, anche se siamo ai primi di maggio la temperatura massima supera di poco i 10°C e di notte si arriva facilmente a 0°C.

La dirigenza mi ricorda le aspettative stagionali.

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Ma veniamo alla squadra. Su cinque partite, le vittorie sono state 2 (una in coppa) contro 3 sconfitte.

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La posizione in classifica ci relega in zona retrocessione, ma siamo appena all'inizio e tutto potrebbe cambiare. Da questi primi elementi fatico a comprendere come mai il mio predecessore sia stato esonerato.

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Lo staff tecnico è tenuto su dall'allenatore della Squadra 2, il mio secondo faticherebbe a trovare un impiego come collaboratore tecnico Under 18 in Vanarama North/South. Bisognerà intervenire al più presto.

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La rosa è messa peggio del previsto: di fatto siamo senza difesa e con un centrocampo raffazzonato.

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Comincio a capire l’esonero del mio predecessore, ma non posso fare a meno di notare i numeri di maglia: a parte qualcuno, gli altri hanno numeri "da riserve", come se gran parte della squadra sia stata venduta quasi in blocco: signor Presidente, ne sa qualcosa? Inoltre, nel modulo adottato molti giocatori sono stati impiegati non solo fuori ruolo, ma anche in posizioni e ruoli meno adatti alle loro caratteristiche. Sarà necessario trovare un equilibrio, senza stravolgimenti repentini, per modificare la tattica di squadra gradualmente. Chissà se a Figueira da Foz si va già al mare in questo periodo dell’anno…

Portiere

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Difensori

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Centrocampisti

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Attaccanti

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Uno dei centrocampisti sarà fuori 5-7 settimane per una distorsione:

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La prossima partita è tra un paio di giorni, siamo sfavoriti (la nostra vittoria è quotata a 4.0, la sconfitta a 1.4) e la maggior parte dei giocatori sono stanchi: modifico il 3-4-2-1 in un 3-4-1-2 e provo a dare compattezza difensiva alle fasce.

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Le istruzioni sono ridotte all'osso: guardiamo come si comporta la squadra e poi valutiamo le necessarie modifiche. La prima sarà sicuramente l’apprendimento di un più compatto 3-5-2, arretrando il trequartista a centrocampo. La disponibilità di giocatori sul mercato (che si aprirà il 15 luglio) orienterà la scelta di un ulteriore modulo: la dirigenza mi chiede di giocare per il possesso di palla, cosa che mi consentirà (eventualmente) di consolidare una mentalità difensiva nei miei giocatori. Per il momento posso rivolgermi al solo mercato degli svincolati, dove trovo e contatto quasi alla cieca dei rinforzi urgenti: due difensori centrali e un centrocampista, gli unici disposti a venire al FK Tonsberg, con lo stipendio (ridicolo) proposto.

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Ottengo facilmente l'aumento del numero di preparatori (a due!), ma con difficoltà trovo un Capo Osservatore (settore completamente scoperto) e un preparatore atletico.

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Arriviamo alla partita di Coppa. Scelgo di non presentarmi alla squadra, preferisco non sbilanciami sulle aspettative stagionali per evitare contraccolpi al morale. Vediamo come andrà la partita e poi convocherò una riunione di spogliatoio.
Queste sono le formazioni in campo: la nostra non è l’ideale per giocare da sfavoriti, ma venderemo cara la pelle!

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Usciamo sconfitti, ma a testa alta.

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Una mancata copertura del giovane (aspirante) difensore Tvelt sull'attaccante avversario e una zuccata su calcio di punizione ci condannano alla sconfitta. Ma per gran parte della partita abbiamo condotto il gioco, almeno fino a quando le gambe hanno retto.

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Il dominio a centrocampo è stato netto, ma in difesa abbiamo patito le ripartenze veloci e in attacco non siamo riusciti a centrare la porta ne a mettere gli attaccanti davanti al portiere: il gioco è troppo congestionato al centro e mancano i rifornimenti dalle fasce, penso che si passerà al più presto al 3-5-2, con i laterali in supporto. Nel frattempo in attesa della firma dei nuovi arrivi (sempre che arrivino), ci prendiamo un giorno di riposo.

Ha det bra!

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17 ore fa, Matteo. dice:

Io dico Naval!

 

17 ore fa, Andrew1684 dice:

Per i miei gusti se devo scegliere fra queste due Portogallo tutta la vita, non so i tuoi gusti in fatto di sfide fmistiche quali siano xD

 

16 ore fa, jefftribou dice:

Interessante avventura. Io andrei in Portogallo ;) 

 

12 ore fa, Filo1512 dice:

Anche io sarei per il Portogallo :soso: 

 

37 minuti fa, THEGLADIATOR dice:

Eccomi, innanzitutto è un piacere leggerti, il mio consiglio è quello di dirigerti in Portogallo!

Anch'io sarei andato in Portogallo, ma Martin Sloth è un tipo particolare... .asd

Grazie e benvenuto a THEGLADIATOR!

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L'esordio non è stato dei migliori, ma poteva andare anche peggio. La riunione con la squadra ha risollevato il morale ai giocatori, usciti un po' abbacchiati dallo sfortunato 1-2 casalingo. A subire un colpo è il mio morale alla notizia che il RSG, l'ottimo Thodesen, ha deciso di trasferirsi altrove.

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A mente fredda, però, potrebbe non essere una perdita grave: di fatto non ho (ancora) un settore giovanile quindi le sue qualità erano "parcheggiate"; il risparmio sul suo stipendio da 25.000 €/anno mi consente un margine di budget più ampio per aumentare numericamente (e, speriamo, qualitativamente) la rosa;  l'indennizzo da 18.250 € rimpolpa le già solide finanze societarie. Al suo posto scovo un più che discreto RSG che accetta l'incarico a soli 2.500 €/anno, con buone qualità da osservatore , il quale avrà il compito di osservare i giocatori disponibili sul mercato.

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Nel frattempo si aggregano pezzi importanti dello staff, in attesa di trovare un nuovo allenatore in seconda:

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I tre giocatori contattati accettano la sottoscrizione del contratto: tiro un sospiro di sollievo, per lo meno ho un undici completo e tre riserve.

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La tifoseria accoglie con entusiasmo Eskesen, confidando nel suo potenziale. Martinsen suscita più di qualche dubbio, ma la valutazione si basa sul ruolo di terzino: l'ho ingaggiato come riserva a centrocampo e in quella posizione è molto meglio che come esterno difensivo. In ogni caso, non c'era che lui da poter ingaggiare, perciò...

Si ritorna in campo e non perdo tempo nel far esordire i nuovi arrivati. Non sono in forma partita, naturalmente, perciò l'inserimento sarà un rischio e una scommessa.

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Subiamo un'altra sconfitta casalinga, con identico risultato dell'esordio. Questa volta, però, ho seriamente rischiato di perdere il mio proverbiale aplomb e avrei volentieri scardinato la panchina per scaraventarla oltre la recinzione! Abbiamo subito un gol di testa su punizione (un altro!) e un gollonzo che neanche a Mai dire gol... In più l'attacco si è divorato l'impossibile. Però la prestazione nel complesso è stata discreta, cosa che mi lascia sperare.

 

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Nella gara con il Moss ci davano per spacciati. Nel pre-partita ho rassicurato i ragazzi, una sconfitta sarebbe stata probabile perciò ho chiesto impegno e nervi saldi. L'inizio di gara sembrava confermare tutti i peggiori pronostici, ma la determinazione di Ostli ci ha permesso di dimezzare lo svantaggio. Nell'intervallo ho provato a dare una scossa ai ragazzi, le statistiche di gioco erano tutte dalla nostra parte e il pareggio era alla nostra portata. Dopo due gare dominate in campo e perse per un pizzico di sfortuna, questa volta, pur avendo comunque dominato in campo (ma sprecato tantissimo in fase di finalizzazione!), vinciamo grazie ad un autogol. Ci sarà sicuramente ancora da registrare qualcosa in campo, ma l'euforia della vittoria è stata tanta, talmente tanta che ho dimenticato il riepilogo del calendario e la classifica negli spogliatoi!

Comincio ad essere moderatamente fiducioso.

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Sorseggiando un bicchierino di Akevitt, dopo aver gustato una lauta cena con zuppe di ortaggi e piatti affumicati e speziati a base di agnello e montone, provo a mettere ordine tra le decine di fogli con tabelle di dati, statistiche, grafici e diagrammi, heatmaps individuali e collettive.
Secondo la mia opinione, il precedente allenatore è stato licenziato troppo precipitosamente, a meno che non avesse concordato condizioni di gioco particolari: i dati statistici mi mostrano una squadra con doti tecniche e di controllo palla limitate e con un’inclinazione alla giocata individuale piuttosto che alla manovra collettiva. Sarà complicato organizzare un vero gioco di squadra e i nuovi acquisti portano con se i vantaggi di un innalzamento del tasso tecnico/atletico, ma anche gli svantaggi di un gap tattico da recuperare e di un affiatamento da costruire. Ma dopo tutto questo è il lavoro che si chiede ad un allenatore.

Dopo la partita vittoriosa con il Moss ho apportato delle modifiche minime alla disposizione in campo, intervenendo sulle istruzioni ad alcuni giocatori. In particolare Johansen (PC) e Jensen (TD) stanno imparando ad occupare una nuova posizione di campo (rispettivamente CC e CD) e anche se al momento possono rappresentare il nostro punto debole, se la cavano discretamente. 

Il 21 maggio incontriamo il Fram Larvik (5° posizione). I pronostici sono contro di noi, ma a questo sto cominciando a farci l’abitudine.

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La partita è equilibrata e il risultato finale raggiunto in extremis è giusto. Un punto conquistato con merito.

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Il 29 maggio ospitiamo l’Asker (11° posizione, a pari punti con noi ma con meno reti subite). Noi siamo tra le peggiori difese, mentre gli avversari hanno il peggior attacco: i media pronosticano un pareggio, io confido in una vittoria.

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In una partita abulica e schizofrenica, durante la quale siamo in vantaggio nel controllo a centrocampo ma non riusciamo a trovare la porta, ci facciamo sorprendere da un’azione di contropiede all’86esimo. Occasione persa malamente.

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Il 4 giugno andiamo in casa del Kvik Alden (penultima in classifica, ma noi siamo terzultimi). Sulla carta saremmo sfavoriti, ma le assenze negli avversari ci concedono un leggero vantaggio.

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Il Kvik Alden assume un atteggiamento difensivo e chiude gli spazi. Noi sprechiamo molto (troppo!) e riusciamo a segnare l’uno-due decisivo al 60esimo e al 63esimo. Nel finale ci rilassiamo inopinatamente: ci facciamo infilare in contropiede e rischiamo di subire il pareggio in un paio di occasioni. Vittoria meritata fino al 75esimo, nell’ultimo quarto d’ora siamo stati scandalosi.

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Il 12 giugno riceviamo il Notodden, nostra concorrente nella lotta per la salvezza che reduce da un buon periodo occupa (momentaneamente) la 5° posizione. Prudenza e cautela: prepariamoci al peggio.

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Partita dura e fallosa degli avversari. Concediamo poco e peschiamo il jolly con il calcio di punizione di Onshuus; nella ripresa raddoppiamo grazie ad un liscio difensivo. La buona la tenuta difensiva, sostenuta dal filtro a centrocampo, e un pizzico di fortuna in attacco ci regalano tre punti meritati. Per la prima volta non subiamo reti, mi auguro non resti un episodio.

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Purtroppo un fallo durissimo costringe Onshuus a uscire dal campo claudicante, mentre con un intervento scoordinato Jesse si procura un infortunio al ginocchio. Sono costretto a mandare in campo il rientrante Pytel, non ancora al massimo della forma e ad assumere precipitosamente un secondo fisioterapista.

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Gli infortuni mi costringono a cambiare i piani di mercato: stavo osservando dei terzini per programmare il passaggio ad una difesa a quattro, ma sarò costretto a cercare dei sostituti e a mantenere l’attuale assetto tattico.

Calendario (in rosso le partite disputate prima del mio arrivo):

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Classifica

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La quota salvezza dovrebbe essere poco sopra i 30 punti, con 21-24 punti entro la fine del campionato potremmo raggiungere l’obiettivo, ma considerando che sono in sette le squadre destinate a retrocedere, la differenza reti potrebbe essere determinante. E la nostra non è messa bene: nelle partite prima del mio arrivo, escludendo la partita di coppa con il Birkebeineren (squadra di divisione inferiore) la situazione è stata di 3 reti segnate e 7 subite (in media: 0,75 segnate e 1,75 subite); sotto la mia guida (coppa esclusa) abbiamo realizzato 9 reti e ne abbiamo subite 7 (in media: 1,5 segnate, 1,2 subite), sicuramente in miglioramento, ma con l’handicap iniziale di -4 in differenza reti c’è ancora da lavorare molto.

Ora esco. La temperatura si sta facendo piacevole e una passeggiata è proprio quello che ci vuole per schiarirmi le idee. E per digerire la cena, mi sa che ho esagerato...

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