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Squadra del cuore

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    Napoli

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  1. 4-3-3 Napoli Sarri

    4-3-3 SARRI Non vincerà quest'anno lo Scudetto, se la giocherà fino in fondo per conquistare un secondo posto comunque prezioso. "Del secondo non se ne ricorda nessuno", frase piuttosto abusata nel mondo dello sport e nel calcio in particolare. Questo assunto di base non può essere vero, perché oltre all'interpretazione del gioco, alla bellezza dell'idea di calcio che sostiene una squadra, ci sono i numeri a corroborare la "Grande Bellezza" di un Napoli, quello di Sarri, che difficilmente uscirà dagli occhi e dalla mente di tifosi e addetti ai lavori. Sarri ha un gioco che ha stupito tutti. Con l'Empoli ha fatto un ottimo lavoro, le sue squadre sono molto aggressive nella fase di non possesso e sanno difendere con tutti e tre i reparti sempre molto vicini. La sua difesa sa accorciare molto bene per poi scappare all'indietro senza mai concedere la profondità agli avversari. Andiamo ad analizzare il suo 4-3-3: Il Napoli gioca un calcio semplice, ma molto organizzato, capace di imporre il proprio ritmo a qualsiasi avversario, e di sfruttarne i punti deboli. Il Napoli fa del pressing organizzato la sua arma principale in fase di non possesso che però se non applicato correttamente rischia di concedere agli avversari ampi spazi da attaccare. L'enorme organizzazione del pressing partenopeo è dimostrata da dati statistici molto interessanti: il Napoli infatti è la squadra con meno contrasti tentati della serie A 23.2 ed anche la meno fallosa 10.2, un dato che conferma la mano dell'allenatore che mette alla base la cultura del lavoro e non solo la fase spettacolare e offensiva del calcio, che inoltre è quella che perde meno palloni in serie A con una media 10.4 e che la identifica come una squadra che fa del gioco di possesso palla la sua arma principale, come si evidenzia dalla media di 667.5 passaggi a partita. Una delle armi in più del Napoli è sicuramente il trio di centrocampo con l'allenatore che è riuscito ad esaltarne la migliore caratteristica: la dinamicità. Cerniera e baricentro della squadra è Jorginho ( in turnover con Diawara) che unisce un ottimo senso della fase difensiva ad una fase costruzione di grande qualità. Proprio la dinamicità del centrocampo permette agli esterni alti di interpretare bene le due fasi di gioco, agendo da centrocampisti esterni in fase di non possesso....Mertens in arretramento permette aggressività e transizioni veloci con gli esterni che diventano protagonisti nell'uno contro uno. In fase di pressing invece sono i due interni di centrocampo che si alzano accanto a Mertens per consentire ai due esterni alti di abbassarsi a riformare la linea di centrocampo: In fase offensiva il Napoli si affida principalmente a schemi giocati a memoria e in velocità. Ghoulam è più offensivo rispetto al terzino destro e la sua sovrapposizione porta ad una serie di movimenti collegati tra loro: Insigne dotato di libertà di movimento si accentra molto, Hamsyk si limita a fornire un appoggio sicuro alla catena Ghoulam-Insigne, Mertens alterna movimenti incontro a movimenti in profondità mentre Callejon dal lato opposto è pronto per l'inserimento alle spalle della difesa: Quando invece l'attacco è sulla fascia destra con palla su Allan: Hamsyk si alza andando a prendere quasi una posizione da trequartista pronto per ricevere un passaggio o provare l'inserimento, Insigne si accentra andando a giocare vicino a Mertens mentre il belga alterna movimenti verso la palla a movimenti in profondità, Jorginho mantiene la posizione fornendo un appoggio al portatore di palla ( in questo caso la mezz'ala destra ) e Hysay tenta la sovrapposizione con Callejon che può decidere tra l'andare verso la palla, fornire un appoggio al terzino destro in sovrapposizione o buttarsi nello spazio: In fase difensiva i principi restano gli stessi del 4-3-1-2 usato ad Empoli : -Aggredire la prima costruzione del gioco avversaria, impostando un pressing offensivo. -Blocco ad altezza media (alto quando la palla è nella metà campo avversaria) molto compatto con corrette distanze settoriali ed intersettoriali. -Corretta applicazione dell’elastico difensivo -Mantenimento della struttura 4+1 (reparto difensivo + Diawara) MODULO E IMPOSTAZIONI SQUADRA: VERSIONE V2: Alcune piccole modifiche in questa nuova versione della tattica per permettere una resa in game della tattica ancora più realistica della precedente versione. -Modificata l'ampiezza -Assegnato agli esterni di giocare più stretto in modo da fornire più appoggio alla punta (nel caso in cui si giochi con un attaccante alla higuain però è possibile togliere questa istruzione ad entrambi) -Tolto più pressing al terzino destro, sostituendolo con contrasti più duri, e al centrocampista di sinistra, creando una migliore sinergia con il terzino sinistro nella fase di pressing -Incoraggiato il centrocampista centrale di sinistra a tentare passaggi difficili per replicare meglio il ruolo di Hamsik e tolta la spunta dribbla di meno al centrocampista di destra in quanto sia Allan che Zielinsky che Rog cercano sempre di saltare almeno un uomo ( Quindi è preferibile sulla sinistra un giocatore più tecnico che sia capace di servire di prima i compagni senza perdere troppo tempo in dribbling ) -Assegnato all'attaccante di sinistra di crossare sul secondo palo quando deve ( Insigne per Callejon ) Altri minimi accorgimenti nelle istruzioni individuali....Nel Download sono presenti entrambe le versioni della tattica DOWNLOAD
  2. 4-3-1-2 Sarri

    Sarri porta in Toscana il suo 4-2-3-1, ma la squadra non gira e ottiene solo 4 punti nelle prime 12 partite. Lo 0-3 interno con l'Ascoli lo mette con le spalle al muro. Prova il 3-4-2-1, testa in allenamento anche il 4-4-2. Sta per gettare la spugna, ma prima di farlo si confronta con i giocatori. Nasce l'idea del 4-3-1-2, un modulo da lui in precedenza mai utilizzato. "Dopo il primo allenamento capimmo che era quello giusto" - raccontò poi Sarri. Così è stato! In questo modo davanti Tavano e Maccarone potevano muoversi liberamente grazie al supporto di Saponara, non più relegato al ruolo di esterno. Croce, che si avviava alla trentina e reduce da un infortunio, riesce a trovare nella posizione di interno sinistro la collocazione ideale. Per non parlare poi di Valdifiori, che si piazza davanti alla difesa e dà la svolta alla sua carriera a 26 anni. Un centrocampista normale in un centrocampo a due, un regista straordinario in una mediana a tre. FASE DI POSSESSO PALLA: La prima fase di costruzione del gioco si basa sulla volontà di impostare la costruzione bassa e corta dell'azione a partire dal portiere, con il regista che si abbassa a ricevere palla. Il principio fondamentale è quello di creare superiorità numerica in zona palla con distanze ridotte tra i calciatori con l'obiettivo di muovere velocemente palla ed alternare il gioco verticale con il gioco largo (cambi di gioco). La squadra predilige il gioco avanti-dietro e gli attacchi in profondità con le punte o inserimenti mezzali. Sarri quindi opta per uno stile di gioco diretto che se non trova sbocchi immediati preferisce il consolidamento del possesso per riorganizzare l'attacco. Le due punte si muovono giostrando rispettivamente sul centro sinistra e sul centro destra allargandosi per favorire l'inserimento del trequartista, andando incontro alla palla o buttandosi in profondità allungando la squadra nella trequarti avversaria. I due terzini si alternano nei movimenti offensiva, con il destro più offensivo e pronto a spingersi in avanti rispetto a quello di sinistra che tuttavia non disdegna folate offensive quando gli attacchi si spostano dal suo lato di campo. Il 10-CAMPISTA - Saponara - è un 10 che arretra, aiuta il centrocampo in non possesso, poi si butta in verticale verso la porta. Il Boateng milanista era un highlander del genere, Saponara ha meno superpoteri ma segna di più. -Movimento trequartista: -Ricerca del terzo uomo con inserimento mezzali: -Movimenti alternati delle punte: in questo caso specifico 9 viene incontro, 23 si butta in profondità FASE DI NON POSSESSO: La fase difensiva delle squadre di Sarri si muove su 6 punti cardine che possono sintetizzare la sua visione calcistica della fase di non possesso: -Aggredire la prima costruzione di gioco avversaria, impostando un pressing offensivo -Blocco ad altezza media (alto quando la palla è nella metà campo avversaria) molto compatto con corrette distanze settoriali e intersettoriali -Indirizzare, in prima istanza, gli avversari nei corridoi laterali per poi invitarli centralmente verso la massima densità di uomini -Aggredire nei corridoi laterali con gli avversari in difficili condizione di ricezione -Corretta applicazione dell'elastico difensivo -Mantenimento della struttura 4+1 (reparto difensivo+Valdifiori) MODULO E IMPOSTAZIONI SQUADRA: La mentalità di squadra è impostata su contropiede con una disposizione molto fluida e una linea difensiva leggermente più alta per permettere una rapida transizione senza però perdere solidità difensiva in fase di possesso, e per permettere i classici movimenti della linee difensiva che richiede Sarri in fase di non possesso. Più disciplina e dribbla di meno perchè è richiesta una squadra che giochi a memoria con schemi di gioco codificati. Si preferisce giocare la palla sui piedi quindi sono consigliati giocatori che dal centrocampo in su abbiano una buona tecnica e controllo palla per favori gli scambi veloci ed evitare la perdita del pallone in zone pericolose esponendosi ai contropiedi avversari. PRESENTAZIONE VIDEO: DOWNLOAD